GARA TPL AD AIR CAMPANIA, I DUBBI DEL COMITATO ARGINE

​Francesca Alessandra Capponi del Comitato Argine interviene in merito alle recenti dinamiche inerenti la procedura di affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale nel Lazio. Al centro dell’istanza, la necessità di coniugare il rispetto delle normative sulla concorrenza con la salvaguardia del patrimonio professionale espresso dalle realtà locali.

​Dall’analisi dell’iter procedurale, parrebbe emergere una gestione dei criteri di partecipazione che meriterebbe un attento approfondimento. Si osserva, in particolare, come le rettifiche apportate ai capitolati parrebbero aver introdotto una significativa agevolazione a favore dei grandi raggruppamenti industriali e dei consorzi nazionali, attraverso la rimozione dell’obbligo per la società capogruppo di possedere almeno il 50% del patrimonio netto richiesto.

​“Si tratterebbe di un aggiustamento tecnico di rilievo che parrebbe aver abbassato i requisiti d’accesso per i colossi del settore” – sottolinea Francesca Alessandra Capponi per il Comitato Argine. “Tuttavia, è doveroso rilevare come nessuna misura di semplificazione o agevolazione analoga risulterebbe essere stata adottata per le piccole e medie imprese del territorio, le cui risorse e capacità operative parrebbero essere state ignorate da capitolati rimasti eccessivamente rigidi.”

​Tale scenario parrebbe delinearsi con chiarezza nel lotto relativo al Sud Pontino, dove la gestione dei servizi in Comuni quali Fondi, Formia, Gaeta, Terracina, Sabaudia, San Felice Circeo, Minturno, Itri, Castelforte, Santi Cosma e Damiano, Sperlonga, Pontinia, Lenola, Campodimele, Monte San Biagio, Sonnino e Spigno Saturnia, parrebbe essere stata affidata a un raggruppamento con mandataria una società proveniente da altra regione.

​“La nostra riflessione muove da un principio di equità” – prosegue Francesca Alessandra Capponi. “Non risulterebbe esservi alcun pregiudizio verso operatori geograficamente distanti; tuttavia, riteniamo che se da un lato si agevolano i grandi gruppi modificando le regole sul patrimonio, dall’altro si debba garantire che l’esperienza maturata sul campo dalle nostre ditte locali non venga marginalizzata o strutturalmente assorbita da realtà che risiedono a ‘mille miglia’ dal nostro contesto sociale.”

​In un’ottica di trasparenza, il Comitato Argine invoca un’assunzione di responsabilità formale: “Auspichiamo che la Regione Lazio e Astral S.p.A. possano fornire una certificazione congiunta che attesti, sotto la propria responsabilità amministrativa, l’affidabilità dei soggetti ammessi. Per i cittadini di tutto il comprensorio, tale atto rappresenterebbe una necessaria forma di garanzia civile rispetto alla continuità e alla trasparenza del servizio pubblico.”

​In conclusione, Francesca Alessandra Capponi conferma l’impegno del Comitato nel monitorare con rigore ogni fase successiva all’aggiudicazione, per assicurare che la gestione di un servizio essenziale non penalizzi le realtà produttive locali e garantisca principi di partecipazione paritari per tutti gli attori coinvolti.

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