“LA REGIONE LAZIO E LA ASL DI LATINA “REGALANO” ALTRI 887.961 EURO AI PRIVATI”, LA DENUNCIA SUL “PROGETTO PONTE”

La Regione Lazio guidata dal presidente Rocca ha approvato e finanziato il “Progetto Ponte” volto all’acquisto di prestazioni di medicina specialistica ambulatoriale da soggetti privati accreditati. Questo progetto è stato presentato dalla ASL Latina per complessivi 887.961 euro.

“Questi sono tutti soldi pubblici extra budget tolti alla sanità pubblica per essere direzionati alla sanità privata – scrive la consigliera comunale di Formia, Paola Villa.

“La ASL di Latina, l’8 maggio scorso, pertanto, con la pubblicazione dell’atto aziendale n° 503 procede all’indizione di un Avviso di manifestazione di interesse volto ad acquisire la disponibilità da parte degli Enti Erogatori Privati Accreditati del territorio per stilare la lista dei privati che devono spartirsi questi soldi.

Secondo la Asl tutto ciò dovrebbe servire all’abbattimento delle liste di attesa attraverso l’erogazione di prestazioni aggiuntive di medicina specialistica ambulatoriale per il secondo semestre 2026 (giugno-dicembre 2026) che saranno oggetto di un distinto addendum contrattuale.

L’atto pubblicato dalla ASL di Latina evidenzia la politica manageriale fallimentare della classe dirigente che governa la salute nel territorio della nostra provincia, aggravando ancor più l’imponente sotto-finanziamento per il servizio pubblico, la drammatica carenza di personale sanitario, le crescenti disuguaglianze, i modelli organizzativi obsoleti e l’inesorabile avanzata del servizio privato, rendendo esecutivo il totale “sfascio” della sanità pubblica del territorio pontino.

Senza alcuna vergogna e senza alcun senso di responsabilità la classe dirigente della ASL di Latina dimostra di non essere in grado di governare, in quanto incapace, una crisi strutturale di un Sistema Sanitario Nazionale vicino al punto di non ritorno, tanto che il diritto costituzionale (art.32) alla tutela pubblica e gratuita della salute nell’indifferenza dei politici locali, i vari Taddeo, Leccese, Celentano… regionali, i vari Mitrano, Tripodi e Palazzo…e nazionali, i vari Fazzone, Calandrini e Durigon… si sta trasformando in un privilegio per pochi, lasciando indietro le persone più fragili e svantaggiate.

Sarebbe necessario che il governo regionale, anziché dirottare i fondi dalla sanità pubblica alla sanità privata, provvedesse ad un cambio di paradigma e soprattutto ad un controllo serio e serrato di chi amministra e guida la Asl…

Recuperare l’assistenza territoriale, riempiendo ad esempio, le Case di Comunità che si stanno inaugurando qua e là, con servizi sanitari veri e concreti, tutti quelli previsti dal DM 77 con cui sono state istituite e soprattutto finanziate con soldi PNRR europei.

Un buon funzionamento della medicina territoriale ridurrebbe i numeri elevati di accesso ai pronto soccorso, riducendo i tempi di attesa e soprattutto consentendo al personale medico un lavoro più dignitoso e umano.

Ma oggi l’obiettivo è un altro: è dare soldi pubblici ai privati, agli amici, ai convenzionati e ai sostenitori, perché a pochi interessa risolvere a tanti interessa essere eletti o rieletti e di tutti noi cittadini, utenti e malati non interessa a nessuno, proprio a nessuno…purtroppo”.

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