Accusato di maltrattamenti contro gli anziani genitori conviventi: si è concluso il processo nei confronti di un 42enne di Priverno
Accusato di maltrattamenti in famiglia, M.B., 42 anni, di Roccagorga, è stato assolto dal giudice monocratico del Tribunale di Latina, Roberta Brenda. A chiedere l’assoluzione, al termine dell’arringa difensiva, l’avvocato difensore Maria Antonietta Cestra che ha sottolineato di come anche gli stessi parenti che avevano sporto querela ai Carabinieri avevano più volte tentato di rimetterla.
La tesi difensiva che ha trovato accoglimento è stata quella per cui l’uomo è affetto da gravi disturbi psichici, con manie di persecuzione e allucinazioni, e si è sottoposto a cure sanitarie dopo essere stato posto ai domiciliari in ragione della denuncia sporta dai genitori.
Il 42enne era accusato di aver maltrattato, in più occasioni, anche per futili motivi, i i genitori conviventi, rivolgendosi a loro con toni vessatori, insultandoli e indirizzando loro pesanti epiteti, dicendo alla madre:”Sei una schifosa, non vali un cazzo”, e portando la mano verso il proprio organo genitale le avrebbe detto: “Tu me lo sgrulli”.
Al padre invece avrebbe detto di essere un finto malato e che deve morire e, in un’altra occasione, dicendo: “di girare la testa in avanti altrimenti gliela avrebbe drizzata lui”. E ancora, verso di lui, minacce di morte, in più occasioni ponendo il proprio volto contro quello del padre e facendogli il gesto del pugno, rivendicando la proprietà della casa, accusandoli di avvelenarlo, percuotendoli anche con spinte, causando alla madre un’escoriazione al dito mignolo della mano, obbligandoli a subire le sue condotte aggressive, così sottoponendo i genitori ad un sistema di maltrattamenti fisici e psichici. Fatti contestati dal 2024 al 2025 e accaduti all’interno della casa a Roccagorga.
L’uomo doveva rispondere anche di essersi posto alla guida di un mezzo agricolo, di proprietà di famiglia, privo di assicurazione e in condizioni meccaniche non idonee alla circolazione, contro la volontà dei genitori, per poi strattonarli e spintonarli entrambi, tanto da procurare loro un’escoriazione al dito
della madre.
Dopo essersi posto alla guida del mezzo agricolo, di proprietà di famiglia, privo di assicurazione e in condizioni meccaniche non idonee alla circolazione, e contro la volontà dei genitori, l’uomo ha danneggiato il cancello di accesso alla proprietà, preventivamente chiuso dalla madre e il veicolo stesso.
Oggi, 23 aprile, al termine della discussione, la sentenza finale con l’assoluzione e la liberazione da ogni misure per il 42enne.
