BOTTE E INSULTI ALLA MOGLIE: ASSOLTO 53ENNE DI LATINA

Accusato di maltrattamenti e lesioni ai danni della ex compagna: si è concluso oggi il rito abbreviato a suo carico

È stato assolto il 53enne di Latina, A.L. (le sue iniziali), assistito dall’avvocato Valentina Macor, accusato di maltrattamenti e lesioni ai danni della sua ex compagna. A pronunciare la sentenza di assoluzione il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario. Il pubblico ministero Simona Gentile aveva chiesto per l’imputato, giudicato col rito abbreviato, a 2 anni e 6 mesi di reclusione.

Una storia travagliata quella della coppia che, per un certo periodo, ha costretto l’uomo a dover dormire in auto per circa una decina di giorni. Oggi, 5 giugno, a seguito dell’assoluzione, il giudice ha revocato anche la misura del divieto di avvicinamento alla persona che era stata applicata al 53enne.

Secondo l’accusa, il 53enne, animato da forte gelosia nei confronti della moglie di 54 anni, avrebbe intrapreso una serie di condotte violente tra insulti e vessazioni. “Buttati di sotto, impiccati, ammazzati con il gas, tu non comandi niente, tu non sei nessuno”, avrebbe detto l’uomo nel corso di una lita. E ancora: “Ti devo cacciare di casa, fatti le valigie, deve restare sempre a Napoli, senza di te stiamo meglio.

L’uomo non avrebbe partecipato al sostentamento economico della casa per via di una ludopatia, tanto che in passato sarebbe stata interrotta la fornitura di luce e acqua. Nel corso di una colluttazione tra i due, la donna avrebbe avuto la peggio con la rottura di un dito. Un fatto accaduto nel 2015. L’uomo si sarebbe rifiutato di accompagnare la coniuge in ospedale.

A novembre 2025,, nel corso di un’altra lite, il 53enne avrebbe sottratto il cellulare alla moglie e rivolgendosi ai figli avrebbe detto loro: “Dovete capire che persona è vostra madre, che manda foto delle proprie parti intime al nuovo compagno”. Dopodiché, l’uomo avrebbe preso a pugni in faccia la coniuge, colpendola anche al ginocchio e afferrandola per il collo come per strangolarla. In un caso, dopo un tentato di strangolamento, la donna è ricorsa all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina che l’ha giudicata guaribile in 5 giorni, avendo subito ecchimosi e ematomi multipli in faccia, sul cuoio capelluto e sul collo.

Oggi, nonostante le pesanti accuse, la difesa ha scardinato le accuse, arrivando all’assoluzione dell’uomo.

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