Violento in caserma e al pronto soccorso. Prosegue il rito direttissimo per il trentatreenne Mokammed Zakharia
Respinta la richiesta di perizia psichiatrica avanzata dall’avvocato difensore Emanuele Farelli che, però, si vede accogliere dal giudice monocratico del Tribunale di Latina, Clara Trapuzzano Molinaro, il rito abbreviato con cui verrà giudicato il prossimo 20 maggio il 33enne Mokammed Zakharia, l’uomo diventato noto alle cronache per diversi episodio di violenza e degrado a Latina.
Lo scorso 16 aprile, Zakharia è stata condannato a 10 mesi di reclusione nell’ambito di un rito direttissimo per una rapina commessa al Conad di Via Don Torello.
Il secondo arresto dell’uomo nel giro di due giorni, è valso all’algerino questo secondo procedimento, tradotto nel proseguo della direttissima di oggi, 22 aprile. Lo scorso 7 aprile, di notte, i Carabinieri lo hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, per i reati di danneggiamento, resistenza a Pubblico Ufficiale, possesso ingiustificato di chiave alterate e lesioni personali. S
Nello specifico, durante il servizio, i militari dell’Arma hanno fermato il soggetto mentre si aggirava a piedi per le vie del centro cittadino. Nel corso del controllo, lo stesso è stato trovato in possesso di un kit parodontale, senza fornire alcuna giustificazione circa la detenzione, nonché di una modica quantità di hashish. Una bustina che lo stesso Zakharia ha consegnato ai militari dell’Arma.
Condotto presso gli uffici del Comando Provinciale dei Carabinieri per la stesura degli atti necessari, il 33enne, che vive a Latina in una casa abbandonata, ha dato in escandescenza, danneggiando gli arredi della sala d’attesa della caserma, procurandosi autonomamente delle lesioni e opponendo resistenza ai militari intervenuti per contenerlo. A seguito dell’accaduto, si è reso necessario l’intervento di personale sanitario del 118 che, giunto sul posto, dopo le prime cure ha provveduto a trasportare l’uomo presso l’ospedale “Santa Maria Goretti” di Latina.
Anche presso la struttura sanitaria, il soggetto ha mantenuto un comportamento violento e, nonostante i tentativi del personale medico di contenerlo, è riuscito a divincolarsi e a colpire a calci due infermiere, causando loro lievi lesioni: 5 giorni di prognosi per ciascuna delle donne, colpite alle gambe e alle braccia.
Al termine delle formalità di rito, l’algerino è stato posto sotto vigilanza presso il medesimo ospedale. L’8 aprile l’uomo è stato condotto in Tribunale dai Carabinieri. A Piazza Buozzi è iniziata l’udienza col rito direttissimo, al termine della quale il giudice monocratico del Tribunale di Latina, Clara Trapuzzano Molinaro, ha convalidato l’arresto, disponendo la misura cautelare in carcere, a cui è conseguito l’accompagnamento dell’uomo presso la Casa Circondariale di Latina.
Una notte di ordinaria follia quella di Mokammed Zakharia, peraltro non la prima. Dopo aver consegnato l’hashish ai carabinieri, è stato portato al Comando dove i militari hanno verificato che aveva violato gli obblighi di firma, una misura dovuta al precedente arresto. È in caserma che l’algerino ha dato di matto, sferrando prima una testata al vetro, per poi danneggiare il quadro elettrico e tentando di provocarsi una scarica elettrica. Voleva suicidarsi, avrebbe detto ai militari.
Accompagnato nella cella di sicurezza, l’uomo ha colpito di nuovo con una testata la porta di legno, provocandosi una vistosa ferita sulla guancia sinistra. In condizioni precari, sono stati chiamati i soccorsi e sono intervenuti un’ambulanza e un’automedica. Alle ore 23, l’uomo è stato trasportato al pronto soccorso, dopodiché, alle 23,30, è stato trasportato in una stanza dell’ospedale dove ha continuato ad avere un atteggiamento molesto. L’uomo si dimenava, tanto da dover essere immobilizzato dai Carabinieri. Ecco perché i sanitari ha dovuto sedarlo e, nonostante questo, il 33enne si è liberato così da sferrare due calci alle due infermiere.
Non pago, il 33enne continuava sputare e a minacciare di morte tutti: dal personale sanitario ai Carabinieri. Per tali condotte, il giudice non ha potuto far altro che disporre il carcere.
Zakharia, lo scorso 6 aprile, era stato trasportato da un’ambulanza al pronto soccorso dopo essere stato aggredito da un maliano armato di machete. Un’aggressione iniziata al Villaggio Trieste e finita nei pressi del Tribunale. Pochi giorni prima, il 33enne era stato indagato anche per essere stato sorpreso dalla “dashcam” di una vettura a sfondare i vetri per rubare tessera sanitaria e mazzo di chiavi. L’indagine a suo carico era emersa il 3 aprile.
Una volta dimesso dall’ospedale in seguito all’aggressione del maliano, qualche ora dopo era stato arrestato nuovamente in quanto la Polizia, con l’ausilio delle guardie giurate Securitas Metronotte, lo avevano fermato con un alto uomo della stessa nazionalità mentre erano intenti a rubare all’interno del supermercato Conad di Via Don Torello.
