Mentre il progetto prosegue l’iter con il recente ottenimento del parere favorevole del Ministero dell’Ambiente per la Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA), i comuni di Formia e Gaeta restano in silenzio.
“Eppure, assieme alla Provincia di Latina, avevano sottolineato ed espresso, nella fase preliminare del progetto, alcune forti criticità circa l’assenza di una “visione comprensoriale dell’opera”. Anche la Regione Lazio si era mossa sulla stessa linea. In particolare, nel carteggio procedurale, aveva dichiarato “non risolutiva” la previsione adottata di far tornare i flussi di traffico sulla Flacca, alle spalle della spiaggia di Vindicio e all’ingresso dell’abitato di Gaeta, scartando l’ipotesi dell’incanalamento nella via dell’Agricoltura (strada consortile), cosi come era stato richiesto dai comuni di Formia e Gaeta.
Dette osservazioni, reiterate a settembre 2025, sono state respinte da ANAS con la motivazione che le suddette soluzioni non erano compatibili con il contratto sottoscritto.
Stiamo parlando di un progetto imponente, del costo di circa 600 milioni di euro, che riguarda prevalentemente il territorio di Formia, rispetto al quale le amministrazioni del golfo continuano a non dare segni di vita, neanche di fronte all’approssimarsi dell’undici aprile, quando scadrà il termine per un eventuale ricorso al TAR sul parere VIA. Cosa faranno Formia e Gaeta, decideranno di ricorrere difendendo le osservazioni al progetto, oppure lasceranno fare?
Questa storia, oltre a far danno a coloro che nell’immediato si troveranno i beni vincolati, distoglie l’attenzione sull’annoso problema del traffico litoraneo, ancora irrisolto, ma divenuto ormai insostenibile. Infatti la mancata separazione del traffico di transito da quello locale provoca un groviglio dal quale non si riesce a venirne a capo. Nel frattempo ponte Tallini resta chiuso e … “appeso”. Il progetto di ripristino è cambiato in corso d’opera e quando si tratterà di rimuovere il tratto sulla litoranea, non è dato sapere come si farà per evitare interferenze con il traffico. I lavori andranno per le lunghe e aumenteranno vertiginosamente i costi. Anche in questo caso c’era un’alternativa, e con costi minori, ma la miopia in tema di viabilità sembra ormai una costante.
Nelle lungaggini dei lavori e dei progetti, più volte e non solo dalle nostre associazioni, sono stati richiesti quattro interventi semplici e dai costi relativamente contenuti:
1. la rotonda di Vindicio, con l’eliminazione dei semafori;
- il riordino della rotonda dei carabinieri, con l’eliminazione del semaforo pedonale;
- il sottopasso pedonale a via San Giulio;
4. la rotonda di Acqualonga.
Evidentemente troppo poco costosi rispetto ai 600 milioni della pedemontana. Questa potrebbe essere l’amara considerazione”.
Così, in una nota, le associazioni “Comunità Lazio Meridionale ed Isole Pontine” e “Incontri e Confronti”, e il “Comitato Incolumità Stradale Cittadini di Formia”.
