Roberto Belvisi: “Domani in Commissione urbanistica per affrontare il delicato tema delle attività commerciali in zona agricola”
Domani la Commissione urbanistica, presieduta dal consigliere comunale Roberto Belvisi, ha il compito di affrontare la delicata questione delle attività produttive presenti in zona agricola. “Si tratta di un lavoro che parte da un censimento fatto dagli uffici dell’assessore alle attività produttive Cosentino, che sono andati a scavare nel tessuto economico locale censendo un periodo lungo quasi 25 anni, dove in quel periodo molte attività hanno ricevuto deroghe o hanno ereditato situazioni abusive che nel corso del tempo sono state sanate con condoni vari – dice Roberto Belvisi -. Così, oggi, il nostro tessuto produttivo è spalmato anche in aree agricole, quindi inevitabilmente nel corso del tempo le esigenze di alcune aziende artigianali e attività commerciali sono mutate in base al cambiamento anche strutturale dei luoghi attorno o delle loro personali aspettative o ambizioni.
E così possiamo assistere ad attività che in terreno agricolo non possono richiedere un’area destinata al parcheggio auto per i propri clienti né eventualmente a un ipotetico ampliamento del proprio stabile o capannone o manufatto edilizio: un diniego ad alcune di queste richieste potrebbe comportare la morte delle stesse attività produttive”.
Così, gli uffici del SUAP hanno aggiornato l’elenco di attività che hanno necessità ed esigenze per continuare la propria esistenza commerciale mediante un bando che si è appena concluso. E qui entra in gioco la Commissione urbanistica, “con il compito di individuare la forma di variante urbanistica necessaria per portare questi siti da zona agricola a zona direttamente produttiva/artigianale, in modo da formalizzare l’adeguamento normativo e non compromettere il tessuto produttivo industriale, artigianale, commerciale che si è creato ormai da decenni, che a sua volta ha già compromesso quello dello sviluppo agricolo. Se parliamo di riqualificazione e rigenerazione del territorio, non possiamo non muoverci percorrendo il sentiero di questo indirizzo, ormai lontano da quello inerente l’impulso agricolo.
Quindi ci vuole una sensibilità particolare, che guarda alla salvaguardia delle attività produttive e all’adeguamento del tessuto urbanistico: mi viene in mente a tal proposito l’esempio delle attività di Borgo Bainsizza, che sono sorte attorno a un perimetro ben definito ma non hanno mai avuto la possibilità di allargare i propri fronti fino a quando i titolari sono stati costretti a spostarsi fisicamente. Oggi così finalmente portiamo questa variante, ferma praticamente dal 2003, nelle aule comunali per decidere il futuro di questa città. E cercheremo di poterla approvare anche attraverso la procedura veloce, quella subdelegata al Comune di Latina” aggiunge Belvisi.
