PD: “La Giunta Celentano non è mai iniziata. Questo rimpasto è l’ennesima presa in giro. Con questa destra la città non uscirà mai da questa stagnazione”
“La pausa di riflessione annunciata dalla sindaca in risposta alla crisi della sua amministrazione si è conclusa. È finita, pare. Ma in una direzione assolutamente inutile”. Per Campagna e Majocchi (Partito Democratico), intervenuti in Aula quest’oggi, si tratta infatti di “un rimpasto di bassa lega tra assessori che non cambierà le condizioni della città”.
“Ci troviamo davanti a una semplice redistribuzione interna: esce la Lega e rientra la Lega sulla scuola; Fratelli d’Italia e Noi Moderati si scambiano deleghe; tornano figure che da decenni abitano la politica pontina”. E ancora: “al Bilancio arriva Antonina Rodà, con un profilo articolato, ma anche con un legame diretto con uno dei principali riferimenti della sindaca”. Un elemento che, sottolineano, “rafforza l’idea di un’amministrazione che non decide davvero in autonomia”.
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“Cambiano i nomi, ma non cambia la direzione. E soprattutto non emerge alcun rilancio politico: nessuna riflessione, nessuna visione. Partoriranno le montagne, nascerà un ridicolo topolino”. Ma, aggiungono i due, “qui più che un topolino abbiamo visto un gioco delle tre carte”.
Secondo i due esponenti del PD, “non c’è alcuna riflessione sulla città, ma solo una riorganizzazione interna alla maggioranza”. Una dinamica che “continua a caratterizzare la destra di questo territorio: vivere di equilibri e spartirsi posizioni di potere”. Le riflessioni si spostano poi sul dibattito odierno. “Ancora oggi in Aula, dopo tre anni di governo disastroso, ci tocca ascoltare i soliti e stucchevoli proclami. Quanto dovrà aspettare ancora Latina, dopo un fallimento dietro l’altro?” Le criticità, spiegano, sono evidenti: “dal decoro urbano, trasformato in uno dei peggiori servizi resi ai cittadini, fino al sociale e alla scuola, segnati da tensioni continue, mancato ascolto e riduzione dei servizi per anziani, disabili e minori”.
“Di tutto questo l’amministrazione sembra essere almeno in parte consapevole, se si leggono le dichiarazioni di queste ore, ma non è in grado di dare risposte all’altezza. Manifesta incapacità”.
Sui passaggi – polemici – circa il trascorso della neo-assessora al bilancio, dicono: “rispediamo al mittente le accuse della sindaca: l’opposizione non ha mai inteso strumentalizzare la vita privata di una donna. Il punto è un altro, ed è politico e amministrativo: il grave e potenziale conflitto di interessi tra la nuova assessora Rodà e il suo ex marito, consulente della sindaca, l’avvocato Giacomo Mignano. Ci interessa invece capire chi governa davvero questa città”. Perché, proseguono, “questa nomina appare come l’ennesima conferma che il Comune di Latina sia guidato da vari dominus, dei veri e propri ‘sindaci ombra’”. “La responsabilità di questa situazione è tutta politica ed è della sindaca Matilde Celentano, da cui non possiamo accettare lezioni.
E concludono: “saremo pronti ad ascoltarla quando dimostrerà autonomia e indipendenza reale nella guida della città. Non quando i sindaci di Latina continueranno a chiamarsi Giacomo Mignano, Agostino Marcheselli, Nicola Calandrini, Enrico Tiero e così via”.
“La verità, che non deve sorprendere, è che la destra pontina non ha mai offerto un modello diverso di governo alla città. È sempre stata questo e continuerà ad esserlo, in una formula: l’orizzonte della mediocrità”.
