Un provvedimento tecnico-amministrativo che recepisce gli obblighi europei e nazionali: “La politica si fa da parte, parlano le leggi”
La Giunta comunale di Terracina ha approvato oggi un atto di indirizzo per avviare le procedure competitive di assegnazione delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative e sportive. Una delibera che, nella sostanza, è figlia delle leggi e della giurisprudenza più che delle scelte politiche: il Comune si limita a recepire obblighi che provengono dall’Europa, dallo Stato e dalla magistratura amministrativa, cercando di ottimizzare il tutto nello scenario localistico.
È impossibile capire questo atto senza inquadrarlo nel tormentato scenario normativo delle concessioni balneari italiane. La Direttiva Bolkestein (2006/123/CE) impone che le spiagge vengano assegnate tramite gare pubbliche competitive, vietando i rinnovi automatici in nome della libera concorrenza. L’Italia ha a lungo resistito, accumulando proroghe su proroghe fino al 2033. Ma le celebri “sentenze gemelle” del Consiglio di Stato (n. 17 e 18 del 2021) hanno messo fine all’ambiguità: le proroghe automatiche violano il diritto europeo e vanno disapplicate, da parte di qualsiasi organo dello Stato — giudici e pubbliche amministrazioni comprese.
Da allora il quadro si è ulteriormente evoluto con la Legge 118/2022 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza) e i successivi interventi normativi, fino al recentissimo D.L. 32/2026, che prevede linee guida e un “bando tipo” nazionale in fase di definizione presso il Ministero delle Infrastrutture. Terracina, tuttavia, ha deciso di non aspettare: le procedure si avviano comunque.
La delibera approvata oggi fissa i criteri di fondo per i bandi di gara:
- Durata delle nuove concessioni: tra 7 e 10 anni, parametrata all’ammortamento degli investimenti del piano economico-finanziario dell’aggiudicatario.
- Massima partecipazione: ogni offerente potrà ottenere al massimo una concessione, per favorire l’accesso al mercato e impedire concentrazioni
- Tempi certi: l’avviso di gara dovrà essere pubblicato entro 30 giorni dall’adozione della delibera, con un termine di 120 giorni per la presentazione delle offerte.
- Indennizzi al concessionario uscente: calcolati sugli investimenti non ancora ammortizzati al 31 dicembre 2023, determinati tramite perizia asseverata.
Viene inoltre istituito un gruppo di lavoro interdisciplinare tra i Dipartimenti II e IV e l’Unità di Progetto Patrimonio e Demanio Marittimo, con il possibile supporto della Capitaneria di Porto e delle forze dell’ordine, per verificare la sostenibilità delle strutture esistenti sul litorale prima della pubblicazione dei bandi.
La delibera annulla e sostituisce tutti gli atti precedenti in materia, inclusa la Del. G.C. 218/2024, che il TAR Lazio–Latina aveva parzialmente annullato nel luglio 2025.
“Va sottolineato con chiarezza: in materie così intricate, il margine di manovra politica è strettissimo. Le regole vengono dall’Unione Europea, dallo Stato, dal Consiglio di Stato e dai TAR. Il Comune si muove all’interno di binari già tracciati da altri, con la responsabilità — e il merito — di farlo nei tempi dovuti”, spiega l’assessore al Demanio Marittimo Gianluca Corradini.
È stato un percorso lungo e complesso che ho affrontato con grande senso di responsabilità. Capivo bene quanto fosse delicata la materia: normative europee, nazionali, regionali, sentenze del Consiglio di Stato, ricorsi al TAR. Ogni passo andava calibrato con attenzione. Ma oggi possiamo dire che abbiamo fatto la cosa giusta: abbiamo avviato tutte le procedure che la legge impone, garantendo legalità, trasparenza e certezza ai concessionari, ai cittadini e al territorio. Non è stato facile, ma è stato necessario. E alla fine, è stata anche un’esperienza positiva: ci ha quasi costretti a conoscere meglio il nostro litorale e a costruire una macchina amministrativa all’altezza della sfida”.
