LA NUOVA GIUNTA CELENTANO TRA CENCELLI, RIESUMAZIONI E SCELTE DI FAMIGLIA

La sindaca Celentano Celentano cambia quattro assessori con scelte all’insegna di manuale Cencelli e riesumazione politica.

“Questa mattina, nel corso di una conferenza stampa svoltasi presso la sala De Pasquale del Comune di Latina, il sindaco Matilde Celentano ha ufficializzato la nuova composizione della giunta comunale.
Tra le novità, l’ingresso di Federica Censi, della Lega, che subentra all’assessore Francesca Tesone, e di Maurizio Galardo, in quota Noi Moderati, che prende il posto dell’assessore Franco Addonizio.

A Censi sono state attribuite le deleghe a “Ced. Reti informatiche e innovazioni digitali. Affari generali. Servizi elettorali, demografici e statistici. Istruzione e politiche educative. Servizi per l’infanzia. Asili nido e scuole materne. Mense scolastiche. Formazione”, mentre Galardo si occuperà di “Promozione delle politiche sociali per il sostegno alle famiglie, agli anziani, alle persone a rischio di emarginazione. Interventi a favore delle persone con disabilità. Programmazione del sistema welfare e politiche abitative di Edilizia Pubblica. Coordinamento per le politiche per la multiculturalità ed integrazione sociale. Rapporti con il Consiglio comunale”.

A seguito della nomina ad assessori di Federica Censi e Maurizio Galardo, i due lasceranno i rispettivi seggi in Consiglio comunale: al loro posto subentreranno Alessandro Fanti e Antonio Costanzi, la cui surroga sarà formalizzata nella prossima assise.

Cambia anche l’incarico dell’assessore Michele Nasso, che lascia la precedente delega per assumere quella all’Ambiente, con competenze su “Politiche per l’ambiente. Politiche per l’energia e la qualità dell’aria. Politiche relative al miglioramento dei servizi di smaltimento dei rifiuti. Pulizia della Città e igiene urbana”.

Nel corso della conferenza, il sindaco Celentano ha inoltre presentato il nuovo assessore al Bilancio, nominato a seguito delle dimissioni di Ada Nasti. Si tratta di Antonina Rodà che avrà la responsabilità di “Bilancio e programmazione. Definizione delle politiche relative ad entrate, uscite, investimenti e mutui. Definizione delle politiche per la programmazione e l’acquisizione di beni e servizi. Indirizzo e controllo sugli aspetti economico-finanziari delle società partecipate e dell’Azienda speciale. Controllo di gestione. Politiche relative ai tributi locali. Attività amministrativa relativa al patrimonio immobiliare”.

La nuova composizione della giunta è stata illustrata dal sindaco Celentano a margine di una dichiarazione politica: “Il 7 marzo scorso – ha ricordato la prima cittadina – i partiti della coalizione che hanno vinto le elezioni comunali nel 2023 hanno rinnovato con convinzione la volontà di sostenermi come Sindaco nell’azione di governo della città. Quindi, con uno sforzo importante da parte di tutti i partiti della maggioranza, attraverso la sottoscrizione di un documento programmatico condiviso e in linea con il programma sindacale, abbiamo gettato le basi per proseguire in questi ultimi due anni di mandato in maniera incisiva verso gli obiettivi prefissati. Nell’accordo anche cambi di giunta. Ringrazio quindi i segretari provinciali dei partiti politici della coalizione di centrodestra”.

La prima cittadina ha espresso il proprio ringraziamento agli assessori uscenti, Francesca Tesone e Franco Addonizio, per il lavoro svolto, rivolgendo al contempo un augurio di buon lavoro ai nuovi componenti della giunta”.

Fin qui la photo opportunity di un comunicato stampa. Dietro a tutto questo, la sostanziale conferma dell’assioma di questa amministrazione dalle poche idee e dai tantissimi equilibri da preservare, non per la città, al limite manco per i partiti, sopratutto per le persone di peso che gravitano attorno alla prima cittadina. L’orizzonte per la città è avaro di speranze.

La staffetta tra Censi e Tesone, in quota Lega, è la nomina più telefonata. A inizio consiliatura, c’è stato un accordo interno al partito locale di Salvini che, in realtà, vive una guerra interna: da una parte il capogruppo Vincenzo Valletta, dall’altra gli altri consiglieri. Rimangono insieme solo perché, divisi, non conterebbero nulla negli equilibri di maggioranza, soprattutto non avrebbero il posto in Giunta, oggi preso in corsa da Censi. Un Cencelli in salsa padan-pontina che allontanerebbe anche l’ultimo giapponese dall’isola della buona politica.

Galardo e Nasso. Solo questi due nomi da archeologia mesozoica della politica pontina fanno rabbrividire sulla speranza di dare qualcosa di nuovo a una città di giovani che, infatti, scappano a gambe levate dal capoluogo. Entrambi fanno politica da quando a Latina si stava meglio. Sono passate giunte, amministrazioni, mode, eppure eccoli ancora. Anzi ri(eccoli). Da una parte l’ex costruttore edile che ha inondato Latina dei suoi palazzi, Michele Nasso, il cui unico merito è quello di essere amico del senatore di Fratelli d’Italia, Nicola Calandrini. Ex berlusconiano della prima ora, andrà a occuparsi di Abc e ambiente. Che c’azzecca, direbbe qualcuno che recentemente si è schierato per il Sì (Antonio Di Pietro)? Probabilmente niente, anzi appare piuttosto antitetico in considerazione dei suoi passati interessi edilizi (fu sfiorato anche da una inchiesta sull’urbanistica ben presto evaporata) e visto di come l’edilizia selvaggia ha distrutto la città di Latina.

Ma non è l’apice di questa nuova giunta. L’apice, pardon il culmine o il colmo, lo si tocca con Maurizio Galardo, ex vicesindaco e ex medico di base in pensione, che si occuperà di servizi sociali. Spiega, intervistato dai cronisti, che lui ha sempre prestato un’attenzione al sociale. Infatti, in molti lo ricordano quando da vicesindaco di Latina nella seconda amministrazione Zaccheo aveva fatto ottenere, in qualità di medico, la pensione d’invalidità al capostipite dei Ciarelli, Antonio, il padre del boss riconosciuto e rispettato anche dai nemici, Carmine. Sì proprio loro, quella famiglia di origine rom, investita da processi e inchieste e che almeno in un processo, per alcuni di loro, è stato riconosciuto l’aver commesso reati col metodo mafioso.

Tuttavia, Galardo, a guai giudiziari, non è proprio sobrio. A descrivere le sue gesta anche libri di successo come quelli di Andrea Stabile con le cosiddette storie nascoste e articoli pubblicati su questo sito. L’esponente dell’UDC, che evidentemente non aveva di meglio da fare che sbarazzarsi di Addonizio e recapitare in Giunta Galardo, è stato indagato per concussione. A dicembre 2008 il vicesindaco Maurizio Galardo viene intercettato mentre chiede una mazzetta ad un imprenditore romano, Antonio Amore, che deve fare alcuni lavori all’Università per conto del Comune di Latina. I carabinieri di Latina si accorgono che l’allora sindaco Vincenzo Zaccheo ha soffiato al suo vicesindaco la notizia delle indagini e delle intercettazioni in corso e, inoltre, si sta dando da fare per proteggerlo. La storia è nota e l’indagine, come altrettanto noto, è stata affossata. Accusato di aver predisposto certificati medici falsi concorrendo a truffare le assicurazioni, Galardo se l’è cavata con la provvidenziale prescrizione.

Al di là delle vicende giudiziarie che, essendo molto complesse e lunghe quanto Via del Lido, è meglio solo accennare, sembra ovvio che ancora una volta il Sindaco di Latina, Matilde Celentano, dimostri la sua mancanza di personalità politica, non scegliendo nessuno, ma ratificando come una impiegata delle Poste (con tutto il rispetto per le impiegate delle Poste) una raccomandata con ricevuta di ritorno da parte dei ras di partito. Loro le dicono chi mettere e lei esegue. Se poi l’ukase proviene da Roma, Celentano si mette in riga manco fosse una guardia svizzera: vedi il caso di quell’altro giovincello che risponde al nome di Vincenzo Zaccheo, da sorbirsi per i prossimi anni alla guida della Fondazione dei Centenari…pardon, del Centenario.

Ultima ma non ultima per curiosità è la nomina all’assessorato di Bilancio. Si tratta di Antonina Rodà. Responsabile del Settore Amministrazione Generale – Servizi alla Persona e alla Comunità del Comune di San Felice Circeo, ha avuto esperienze nei Comuni di Ponza, Priverno e Ventotene. In quest’ultimo Comune, è stata impelagata in un procedimento penale che, poi, si è risolto con un ribaltamento totale: lei e gli altri indagati assolti, l’accusatore ed ex consigliere comunale Modesto Sportiello condannato a 1 anno e 8 mesi per calunnia.

Dottore commercialista e consulente del lavoro, si può dire che almeno per lei, Rodà, la scelta è tutta di Matilde Celentano. La dottoressa Rodà, infatti, è l’ex moglie del consulente giuridico del Sindaco, ossia l’avvocato Giacomo Mignano, forse l’unico, insieme al capo di gabinetto Agostino Marcheselli, a conoscere la macchina amministrativa in questa sgangherata classe dirigente scelta dal centrodestra di Latina. Una scelta, quella di Rodà, che sarà stata fatta per meriti, ma che rimanda alla scelta di Mignano. Professionista capace, ma anche avvocato personale di Celentano e diventato consulente giuridico per tali ragioni, oggi inviso a molti esponenti del centrodestra latinense. Lo stesso discorso vale per Rodà che arriva a ricoprire un ruolo tecnico e non scevro da polemiche (basti vedere come è finita l’avventura di Ada Nasti)

Dal privato al pubblico per Celentano è un attimo. Come se uno, diventando sindaco, si dovesse mettere vicino tutti i professionisti che conosce di persona e con cui è amico. Tanto vale indicare anche l’operaio per i lavori domestici della sua abitazione, così, forse, mette a posto le buche che fanno imprecare i latinensi.

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