CADDE DA OTTO METRI MENTRE SOSTITUIVA LE LASTRE ETERNIT: IN DUE A PROCESSO PER LESIONI COLPOSE

Caduto da otto metri mentre lavora alla rimozione di lastre di amianto: accusati di lesioni colpose il datore di lavoro e il responsabile di cantiere

Devono rispondere di lesioni colpose e di altre violazioni sul luogo di lavoro Abramo Guglietta, 66enne, e Alessio Di Girolamo, 38enne, entrambi di Fondi, difesi dagli avvocati Antonello Novelli e Giuseppe Di Principe. I due imputati, il cui processo si svolge dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Latina, Francesca Zani, sono accusati di aver causato le gravi lesioni all’operaio di 42 anni, Fabio Di Manno, costituitosi parte civile insieme alla moglie, rispettivamente assistiti dagli avvocati Giulio Mastrobattista e Atena Agresti.

Secondo l’accusa, per cui è stato disposto il decreto di citazione diretta a giudizio, Guglietta, in qualità di datore di lavoro e amministratore unico della società “Costruzioni Guglietta Abramo srl”, insieme a Di Girolamo, come preposto all’interno della società nel cantiere edile presso la il capannone industriale “Campana”, a Cisterna, sarebbero responsabili delle lesioni sofferte da Di Manno il quale, caduto da otto metri, è rimasto invalido.

La Procura di Latina ritiene che i due imputati si sarebbero macchiati di negligenza e imperizia, nonché della violazione di norme poste a tutela della sicurezza dei luoghi di lavoro.

L’incidente è avvenuto a ottobre 2022, sebbene, come rileva la difesa, lo Spresal (Servizio Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro) dell’Asl di Latina si sarebbe recato per fare il sopralluogo solo cinque mesi dopo, a febbraio 2023.

Guglietta è accusato di aver omesso di condurre la valutazione di tutti i rischi presenti nel cantiere, compresa la valutazione dei rischi associati ai lavori in quota. Senza contare che l’operaio non era stato fornito dei sistemi di protezione adeguati a prevenire le cadute dall’alto. In sostanza, le attrezzature per garantire la sicurezza non erano state installate.

Di Girolamo, invece, avrebbe omesso le misure necessarie per sospendere l’attività lavorativa, senza segnalare con tempestività al datore di lavoro le irregolarità riscontrate durante la sorveglianza. Irregolarità che includono carenze di mezzi e mancanza di presidi anticaduta.

Di Manno, il 28 ottobre 2022, a Cisterna, in Via Appia (chilometro 57.700), ruzzolò a terra a causa della caduta della copertura del capannone industriale da un’altezza di otto metri durante la sostituzione delle lastre Eternit. L’uomo stava lavorando con altri quattro colleghi, tra cui Di Girolamo.

L’uomo camminò su una trave perdendo l’equilibrio a causa dell’assenza di adeguati dispositivi. La caduta ha provocato diverse fratture con una prognosi di 40 giorni.

Oggi, 23 marzo, il giudice Zani ha rigettato l’istanza della difesa che chiedeva nel processo come responsabile civile l’assicurazione dell’impresa. Il processo è stato rinviato al 14 ottobre per esaminare i testimoni dell’accusa.

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