Referendum giustizia, il centrodestra ritiene un’occasione perduta la vittoria del NO: “Ma per la provincia ottimo risultato”
“Un peccato, per il Paese è un’occasione persa. Il successo del Sì al referendum sulla Giustizia avrebbe rappresentato un grande traguardo per il popolo italiano. Quella del governo Meloni non era una riforma di destra o di sinistra, ma di buon senso, che riguardava la vita delle persone e la loro libertà. Durante questa campagna i toni si sono inaspriti. Chi ha sostenuto il no ha spostato il tiro sull’Esecutivo. Chi si è opposto ha saputo lanciare solo una campagna d’odio, senza fare una controproposta. Oggi il campo largo canta vittoria, ma non credo possa davvero rappresentare un’alternativa credibile per il nostro Paese. E lo vedremo alle prossime elezioni politiche.
Ci tengo a sottolineare con soddisfazione il dato della provincia di Latina dove il Sì ha comunque prevalso. Desidero ringraziare gli elettori pontini per aver dato un giudizio positivo sulla riforma, con i favorevoli che sono stati oltre il 53,84%, pari a 134.714 voti. Possiamo dire che la nostra gente ci ha ascoltato e premiato. Il mio impegno non cambia, anzi si rafforza: vado avanti con determinazione, concentrato sulle priorità del territorio, per sostenere chi produce e chi crea lavoro. I cittadini chiedono concretezza, ed io lavorerò per dare risposte”.
Lo dichiara in una nota l’on.Vittorio Sambucci, presidente della commissione Sviluppo economico e Attività produttive del Consiglio regionale del Lazio.
“I risultati del referendum sulla giustizia nel Comune e nella Provincia di Latina rappresentano un segnale politico chiaro e significativo. A Latina città il Sì ha superato il 54% dei consensi, mentre anche nella Provincia di Latina si registra una prevalenza del Sì, in controtendenza rispetto al quadro nazionale dove ha vinto il No. I cittadini del nostro territorio hanno dimostrato attenzione e sensibilità verso un tema centrale come quello della riforma della giustizia.”
Il presidente di Decisamente Latina, Andrea Giuliani commenta così l’esito del voto, sottolineando il dato locale: “A Latina città e nell’intera provincia il consenso registrato dai quesiti referendari, in controtendenza rispetto al dato nazionale, evidenzia come il lavoro svolto sul territorio sia stato compreso e condiviso.”
“Desidero esprimere un sincero plauso ai comitati per il Sì, che con impegno, serietà e spirito civico hanno saputo informare i cittadini, spiegando con chiarezza le ragioni della riforma. Il risultato dimostra che quel messaggio è arrivato.”
Tuttavia, il giudizio complessivo sul dato nazionale resta critico: “C’è rammarico per una riforma che non è passata a livello nazionale. Parliamo di una riforma che non era né di destra né di sinistra, ma una riforma necessaria per la giustizia, per affrontare e superare il tema delle correnti nella magistratura.”
Giuliani prosegue con toni netti: “Che il problema esista lo si è visto anche nelle ore successive al voto, con episodi in alcuni tribunali dove magistrati hanno cantato, stappato spumante e inneggiato cori contro il governo. Un comportamento che solleva interrogativi seri sull’equilibrio e sull’imparzialità che dovrebbero caratterizzare la funzione giudiziaria.”
“Vedremo ora se il CSM interverrà disciplinarmente o se, come troppo spesso accaduto in questi decenni, non accadrà nulla. In tal caso, dovremo prendere atto che quanto contenuto nella riforma era giusto e necessario, e che si è persa un’occasione importante per il Paese.”
Infine, un passaggio politico rivolto a chi si è schierato per il No: “A coloro che hanno votato No in nome della difesa della Costituzione – tra cui il sindaco di Roma e ampie parti del Partito Democratico – chiediamo coerenza. Vedremo cosa accadrà in Regione Lazio rispetto alla riforma del Titolo V.”
“Se davvero si difende la Costituzione, lo si deve fare sempre. Oppure assisteremo a un cambio di posizione, con il sostegno a modifiche costituzionali funzionali agli interessi dell’attuale amministrazione capitolina? Sarebbe difficile spiegare ai cittadini una simile incoerenza.”
“Il referendum sulla giustizia – conclude Giuliani – lascia un messaggio forte dal territorio e una riflessione aperta a livello nazionale: la necessità di riformare il sistema resta, e prima o poi dovrà essere affrontata con coraggio e responsabilità”.
