Perché votare Sì. La chiamata per esprimere la preferenza al Sì al referendum della legge costituzionale del 22 e 23 marzo è il tema affrontato nell’incontro organizzato dall’on. Giovanna Miele, presidente della Commissione cultura del Parlamento, lunedì 9 marzo alle ore 17.45 presso il Circolo cittadino in piazza del Popolo a Latina.
Saranno i relatori Simonetta Matone, deputato della Lega ed ex magistrato, Claudia Eccher, componente del CSM, e Maurizio Forte, vicepresidente della Camera Penale di Latina, moderati dall’avvocato Dino Lucchetti, ad affrontare un tema di così straordinaria importanza.
“Votare Sì al prossimo referendum significa sostenere una riforma che separa le carriere tra giudici e pubblici ministeri, rafforza l’imparzialità del giudice e introduce strumenti per una maggiore trasparenza e responsabilità nella magistratura” indica l’on. Miele.
Le principali motivazioni per esprimere il Sì si sintetizzano attraverso la Separazione delle carriere per magistrati giudicanti e requirenti, con due Consigli Superiori della Magistratura separati. Questo mira a garantire che chi giudica sia realmente indipendente da chi accusa, riducendo il rischio di vicinanza culturale o influenze interne e rafforzando la percezione di imparzialità del giudice; la creazione di un’Alta corte disciplinare: l’istituzione di questo organo autonomo e indipendente per i procedimenti disciplinari, separato dal CSM, con membri sorteggiati e nominati dal Presidente della Repubblica. Questo sistema mira a responsabilizzare i magistrati e a garantire trasparenza nelle sanzioni disciplinari; una maggiore velocità dei processi, separando le carriere e aumentando l’autonomia del giudice, si riducono rinvii e procedimenti deboli, migliorando l’efficienza del sistema giudiziario e la qualità delle sentenze; si introduce anche uno strumento per sanzionare i giudici che commettono errori gravi, affrontando un problema storico di scarsa responsabilità disciplinare.
“Votare Sì non significa rendere succubi i pubblici ministeri alla politica, ma intervenire su temi strutturali mai affrontati prima, che sono già inseriti all’interno dei Paesi della Ue: separazione delle carriere, riduzione del correntismo e responsabilità disciplinare. L’obiettivo resta quello di creare una giustizia più equa, imparziale e vicina ai cittadini” sottolinea l’on. Miele.
