PALPEGGIA NIPOTINA DI 11 ANNI: RINVIATO A GIUDIZIO 38ENNE DI FONDI

Accusato di aver palpeggiato la nipote di 11 anni: l’uomo, 38 anni, è finito agli arresti domiciliari su ordine dell’autorità giudiziaria

Inizierà il prossimo 4 giugno, dinanzi al terzo collegio del Tribunale di Latina, presieduto dal giudice Mario La Rosa, il processo che vede sul banco degli imputati il 38enne di Fondi, difeso dall’avvocato Giulio Mastrobattista e accusato di violenza sessuale aggravata dalla minore età della vittima. È questo l’esito dell’udienza preliminare tenutasi dinanzi al giudice Mara Mattioli che ha deciso per il rinvio a giudizio dell’uomo, su richiesta del pubblico ministero Francesco Caporotundo, rigettando l’istanza di incompetenza territoriale avanzata dall’avvocato difensore Mastrobattista in quanto alcuni episodi si sarebbero consumati a Monterotondo, nel territorio di competenza del Tribunale di Tivoli. La minore e i genitori si sono costituiti parti civili, assistiti dall’avvocato Leonardo Feula.

Arrestato e ai domiciliari dallo scorso maggio 2025, l’uomo era comparso, nell’ambito di un incidente probatorio, lo scorso luglio, presso il Tribunale di Latina, dinanzi al giudice per le indagini preliminari, Laura Morselli, per rispondere dell’accusa di violenza sessuale ai danni della nipotina di 11 anni. Un reato contestato con l’aggravante della minore età della vittima e del vincolo della parentela.

Nell’aula della Corte d’Assise, la nipote, che oggi ha 13 anni, aveva testimoniato in qualità di persona offesa e alla presenza dei genitori, difesi dall’avvocato Feula. La minorenne, assista dalla consulente psicologa Gabriella Errico, aveva confermato le accuse a carico dello zio, fratello del padre.

L’indagato è accusato di aver perpetrato per circa sei mesi, dal marzo del 2023 all’ottobre dello stesso anno, diversi comportamenti a sfondo sessuale. Secondo i Carabinieri della Tenenza di Fondi, che hanno svolto le indagini coordinati dal pubblico ministero Marina Marra, l’uomo avrebbe palpeggiato più volte nelle parti intime la minorenne.

Gli atti sessuali avvenivano specificatamente nel salone della casa dei nonni dove lo zio viveva. Davanti al televisore, l’uomo, con diverse scuse e in più occasioni, avrebbe poggiato sulle parti intime della ragazzina un cuscino, per poi palpeggiarla mettendo la mano sotto il medesimo cuscino. Comportamenti che sarebbero stati reiterati nel tempo, così come confermato oggi dalla nipotina. L’uomo, peraltro, in più occasioni, avrebbe prima distratto i fratellini della vittima, dicendo loro di andare a giocare fuori, dopodiché avrebbe dato sfogo ai suoi desideri.

La ragazzina, all’epoca tredicenne, si sarebbe confidata prima con un amico che non le avrebbe creduto. Successivamente, travolta dal peso di quanto accaduto più volte, avrebbe detto tutto a una compagna della scuola che l’ha spronata a confidarsi con la docente di italiano. È da qui, dopo la confessione all’adulta, che, avvisati i genitori, è partita la denuncia e l’indagine a carico dell’uomo. Sono stati proprio il padre e la madre della ragazzina a denunciare tutto ai militari dell’Arma che hanno avviato le indagine e, successivamente, eseguito la misura cautelare degli arresti domiciliari, su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Laura Morselli. Lo scorso 20 maggio, proprio davanti al Gip Morselli, il 38enne, nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia, si era avvalso della facoltà di non rispondere.

L’incidente probatorio aveva cristallizzato le accuse a carico dell’uomo con la testimonianza della ragazzina, esaminata da pubblico ministero e avvocato difensore. La vittima aveva ripercorso con dovizia di particolari tutti gli episodi, raccontando il calvario subito.

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