Colpisce al volto un altro detenuto dentro il carcere di Latina: sciolta la riserva per il giovane di 24 anni, Alex Tornese
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Barbara Cortegiano, ha sciolto la riserva nei riguardi del 24enne Alex Tornese, respingendo la richiesta della Procura di arrestarlo di nuovo in carcere. Il Gip ha stabilito che per il giovane la misura più congrua sono i domiciliari dove già si trovava per un altro episodio.
Recentemente, infatti, gli erano stati concessi gli arresti domiciliari, tuttavia Alex Tornese, 24 anni di Latina, diventato noto per aver accompagnato il violento Gianfranco Mastracci nel famigerato episodio della mutilazione dell’orecchio di un pusher avvenuto a Latina, rischiava di nuovo il carcere.
Stavolta, ad essere contestato, è un episodio di violenza e lesioni ai danni di un detenuto egiziano che si trovava con Tornese dentro il carcere di Latina. Il 24enne ha colpito con un pugno al volto l’egiziano e per tale ragione la Procura di Latina ha chiesto l’arresto. L’episodio è avvenuto lo scorso 30 agosto, a circa due mesi dalla rivolta dentro la struttura di Via Aspromonente per cui la Procura ha chiuse le indagini a carico di Mattia Spinelli, Matteo Baldascini, Nico Mauriello e altri tre detenuti.
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Tornese, difeso dall’avvocato Alessia Vita, lo scorso 3 febbraio, è comparso dinanzi al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Barbara Cortegiano, per rispondere dell’episodio avvenuto all’interno delle mura carcerarie. Al Gip, il 24enne ha spiegato di aver colpito con un pugno l’altro detenuto per legittima difesa, in quanto sarebbe stato precedentemente aggredito. È stato. il Gip Cortegiano a valutare sulla misura degli arresti in carcere e a respingerla, disponendo i domiciliari. Una richiesta, quella della Procura, che testimonia, ad ogni modo, l’attenzione nei confronti degli episodi violenti che avvengono nel carcere di Latina.
Il 24enne, attualmente imputato con Mastracci per l’aggressione violenta ai danni del pusher Luca De Bellis, avvenuta ad aprile 2025 a Latina, era stato scarcerato dal Tribunale di Latina che lo sta giudicando. Il terzo collegio del Tribunale gli aveva concesso, su istanza dell’avvocato Vita, la misura dei domiciliari con braccialetto elettronico.
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I fatti per cui è a giudizio sono avvenuti in Via San Carlo da Sezze, a Latina, dove, all’epoca, si trovava ristretto ai domiciliari De Bellis. I due soggetti – Matracci e Tornese – avrebbero suonato alla porta del ragazzo riuscendo ad entrare in casa con un espediente. Parrebbe che la vittima conoscesse di persona solo Tornese e che Mastracci, noto al 32enne per fama criminale, sia arrivato insieme al primo.
Entrati nell’abitazione, sarebbe stato proprio Mastracci a colpire il proprietario di casa con un violento pugno al volto e ne sarebbe nata una colluttazione feroce. I due, De Bellis e Mastracci, si sarebbero scambiati diversi colpi, ma a soccombere, cadendo a terra, sarebbe stato il 32enne De Bellis. Dopodiché, Mastracci avrebbe morso all’orecchio la vittima, provocandogli il distacco di metà dell’orecchio per poi darsi alla fuga subito dopo insieme a Tornese il quale, nel corso del pestaggio violento, avrebbe lanciato in testa della vittima anche un televisore.
A seguito dell’immediato intervento della Squadra Volante e delle cure prestate al soggetto ferito, gli investigatori della Squadra Mobile hanno iniziato le ricerche degli aggressori che nel frattempo si erano dileguati. Sul posto si sono recati anche i poliziotti della Scientifica per gli accertamenti del caso in un contesto piuttosto scioccante. De Bellis, infatti, ha perso sangue e al Santa Maria Goretti non è stato possibile riattaccare la metà orecchio strappato dal morso ferino di Mastracci.
Uno dei due, Tornese, ritenuto il complice, è stato individuato nonostante il tentativo di fuga e, alla luce degli indizi acquisiti dagli agenti, è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto e condotto in carcere.
Il vero aggressore è Mastracci, coinvolto in più fatti di malavita pontina e da sempre alle prese con fatti violenti. Sarebbe stato lui ad aggredire De Bellis con ferocia, fino a tirargli un pugno in pieno viso e a prenderlo a morsi sull’orecchio. L’uomo sarebbe spuntato improvvisamente dopo che De Bellis aveva aperto la porta a Tornese che conosceva già. Alla base dell’aggressione, questioni che probabilmente hanno a che fare con affari criminali sul versante dello smercio di droga. Il principale aggressore avrebbe desistito dalla violenza contro De Bellis perché sarebbe stato colpito alla schiena dalla vittima con un paio di fendenti di un piccolo coltello trovato in cucina.
Mastracci, pluripregiudicato di Latina Scalo, è stato condannato in via definitiva nel filone romano di “Alba Pontina”, processo nato dall’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma e che ha messo alla sbarra, condannandoli per associazione mafiosa, il ramo dei Di Silvio capeggiato da Armando detto “Lallà”.
In carcere sin da minorenne, Mastracci si è reso protagonista di diversi episodi violenti, anche in carcere come ha evidenziato al condanna subita nel processo denominato “Masterchef”. A giugno 2023, il 40enne è stato rinviato a giudizio per estorsione, minacce e lesioni insieme al 38enne Francesco Iannarilli, entrambi noti a cronache giudiziarie e forze dell’ordine. I due dovranno rispondere alle accuse di aver soverchiato e pestato diversi detenuti dentro il carcere di Latina, vessati e minacciati al fine di pagarli in termini di soldi e altri beni materiali.
Solo alcuni esempi del lungo curriculum criminale di un personaggio che appare anche nella maxi indagine tra Fondi e Latina, condotta dalla DDA di Roma ed eseguita da Carabinieri e Polizia. In quel caso, mentre in un primo momento, sembrava alleato di soggetti quali Alessandro Artusa e Roberto Ciarelli, affiliati al clan di Fondi, retto da Massimiliano Del Vecchio, alla fine lo stesso Mastracci rischiò di essere vittima di un attentato punitivo sempre per affari inerenti allo smercio di droga.
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