Il Comitato di Sorveglianza dell’Azienda per i Beni Comuni di Latina annuncia formalmente la decisione di rassegnare le dimissioni in blocco. Una scelta drastica, “ma divenuta inevitabile di fronte al “muro di gomma” eretto dalla proprietà (Comune di Latina) e dall’attuale governance aziendale”.
“Nonostante lo Statuto aziendale attribuisca al Comitato precise funzioni di monitoraggio e partecipazione attiva, la realtà dei fatti ha ridotto il nostro ruolo a quello di un semplice figurante di facciata.
Le reiterate richieste di confronto congiunto, inviate ufficialmente al Sindaco, all’Assessore all’Ambiente e ai vertici di ABC, sono state sistematicamente ignorate.
E mentre il servizio di raccolta subisce variazioni di calendario e si progetta il futuro dell’azienda con un nuovo progetto, il Comitato viene costantemente tenuto “all’angolino”, privato della possibilità di esercitare il proprio mandato istituzionale.
È ormai evidente come l’indecisione dell’Amministrazione e i continui scontri interni alla maggioranza si stiano scaricando direttamente sulla gestione aziendale paralizzando la stessa ABC Latina, priva di una guida solida e di un indirizzo univoco.
Il sospetto, che col passare dei giorni diventa certezza, è che dietro questa apparente inerzia vi sia la volontà di condurre l’azienda verso un “binario morto”. Un deliberato depotenziamento che, negando investimenti e sviluppo, mette a rischio il futuro di un servizio essenziale che appartiene a tutta la cittadinanza.
Proviamo un profondo senso di vergogna per come viene gestito un servizio pubblico che grava sui cittadini con una tassazione sui rifiuti tra le più alte d’Italia. A cosa serve un Comitato di Sorveglianza se chi gestisce la cosa pubblica decide di operare nell’ombra, fuggendo dal confronto con chi rappresenta utenti e lavoratori?
La mancanza di trasparenza non è solo un affronto a questo Comitato, ma a tutta la città di Latina. Non siamo disposti a fare da paravento a scelte calate dall’alto, né a legittimare con la nostra presenza una gestione che nega i principi base della partecipazione democratica.
Rassegniamo dunque le nostre dimissioni affinché nessuno possa, un domani, sostenere che il Comitato di Sorveglianza fosse presente o consenziente rispetto a questo declino.
La nostra non è una resa, ma una denuncia pubblica: il fallimento di un gioco politico che ha trasformato l’Azienda per i Beni Comuni in una “scatola chiusa”, sorda alle istanze del territorio.
Se il Comune sceglie il silenzio e l’immobilità, noi scegliamo l’uscita di scena per non essere complici di un disastro annunciato che Latina non merita”.
Così, in in una nota, i componenti Alessandro Loreti, Antonio Formiconi, Laura Ardia, Daniele Mazzoli e Luca Stocco.
