Latina, Ranaldi: “Basta alibi, l’Amministrazione Celentano prenda atto del fallimento: dopo 3 anni conti al precipizio, città sporca, ABC senza piano industriale, Bandiera Blu ridotta e trasporto pubblico allo sbando”
Con una nota il consigliere comunale di PerLatina2032 denuncia lo stato di paralisi della città: “Comune lavora solo in emergenza, manca programmazione. Il bilancio senza margini manifesta gravi problemi della politica delle entrate: i cittadini pagano una della TARI più alte del Paese, manca il recupero dell’evasione e un piano industriale per ABC. Quest’anno in un tratto di mare di RioMartino non ci sarà la Bandiera Blu, e al Parco Falcone Borsellino, aperto in tutta fretta, nessun evento”.
“Dopo tre anni di governo della Sindaca Matilde Celentano, l’Amministrazione deve prendere atto del proprio fallimento. Gli alibi sono finiti: l’ultimo Assestamento di Bilancio certifica che il Comune di Latina è al limite del precipizio finanziario e non ha più un solo euro di margine gestionale per il futuro”. È quanto dichiara Nazzareno Ranaldi, a capo del gruppo consiliare PerLatina2032, che incrocia i numeri della Salvaguardia degli Equilibri di Bilancio con lo stato dei servizi locali, dalla gestione rifiuti e TARI a cura di ABC, a quella delle spiagge e del Parco Falcone e Borsellino, fino all’ultimo caso dello stop ai trasporti.
Ranaldi descrive un bilancio senza margini, salvato da un colpo di fortuna: “Le carte contabili parlano chiaro e a confermarlo sono le stesse conclusioni dell’amministrazione finanziaria e le rilevazioni dei Revisori dei Conti. L’equilibrio formale di questo bilancio è stato salvato solo ed esclusivamente grazie a un evento straordinario e una tantum: la restituzione di 897mila euro da parte della Provincia a seguito di una sentenza favorevole. Senza questo incasso occasionale, il Comune non avrebbe nemmeno potuto dichiarare l’equilibrio di bilancio. Non è amministrazione, è fortuna travestita da buona gestione. Per far quadrare i conti – prosegue la nota – l’Amministrazione ha dovuto tagliare oltre 3,7 milioni di euro di spese correnti richieste dai settori, rinunciando a finanziare i servizi non obbligatori e ammettendo, di fatto, di non poter più garantire nemmeno i livelli di servizio del 2025”
Ranaldi ha così evidenziato i campi in cui si sta realizzando quello che chiama un fallimento della politica delle entrate. “Da qui in avanti i margini sono azzerati, e l’unica via d’uscita è proprio ciò che questa maggioranza ha dimostrato di non saper fare. TARI e IMU paralizzate: a luglio 2026, sul Titolo 1 delle entrate tributarie — quasi 150 milioni di euro di crediti arretrati — il Comune ha incassato appena il 6,39%. Su 320 milioni di euro di residui complessivi la riscossione è ferma al 4,1%, costringendo l’Ente a congelare oltre 23 milioni di euro all’anno nel Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità. Invece di inseguire l’evasione, si finisce per penalizzare chi le tasse le ha sempre pagate”. E a proposito del patrimonio e della cartellonistica abbandonati: “Le entrate patrimoniali continuano a contrarsi, mentre cartellonistica pubblica e Canone Unico restano terra di nessuno, dove rimangono da incassare 3,9 milioni di euro, senza controllo né pianificazione capace di trasformarli in risorsa per la città”.
“Il paradosso più amaro riguarda i rifiuti. Dopo tre anni di governo, questa maggioranza non è ancora riuscita a presentare un piano industriale per ABC. Si paga di più per una città più sporca” – continua Ranaldi – Un’azienda che vive ancora in un regime provvisorio, senza atti programmatori approvati e senza una vera strategia sull’economia circolare, mentre i cittadini pagano una delle bollette TARI più pesanti del Lazio e tra le più care d’Italia. Non è accettabile chiedere ai cittadini di pagare sempre di più per un servizio che funziona sempre di meno: strade sporche, raccolta differenziata ferma su livelli inadeguati e un’azienda speciale lasciata senza una vera guida industriale. È la dimostrazione plastica di un’Amministrazione che sa solo aumentare le tariffe, ma non sa programmare i servizi”.
Un capitolo a parte merita il parco Falcone Borsellino: “Se i conti sono al collasso, la gestione degli investimenti non è da meno. Il parco Falcone e Borsellino, un’opera da 6 milioni di euro, è stato inaugurato in fretta e furia più per compiacere la città con un taglio del nastro che per garantire un’opera davvero completata e curata. Il risultato? Viali con materiale drenante mai compattato, che oggi rendono difficile il passaggio alle persone con disabilità; una cancellata già segnata da punti di ruggine per una zincatura fatta male; e l’area giochi con il dinosauro chiusa a pochissimo tempo dall’apertura. Per completare il quadro, sono stati stanziati 27mila euro per animare il parco con eventi estivi, ma il bando rivolto alle associazioni e alle compagnie del territorio è rimasto senza copertura finanziaria ed è stato abbandonato. Un altro caso di soldi spesi per l’immagine e non per la sostanza”.
E sul lungomare si paga il prezzo dell’improvvisazione. “A luglio la FEE Italia ha rimodulato la Bandiera Blu del litorale di Latina, confermandola sul tratto A ma togliendola su parte del tratto B, verso Rio Martino, per le carenze nel servizio di salvamento sulle spiagge libere. Non è una fatalità: è la conseguenza diretta di una gara per il servizio bagnini gestita male, finita davanti al TAR, che ha costretto il Comune a correre ai ripari con un affidamento d’urgenza solo a fine luglio, a stagione balneare già iniziata. È l’ennesima dimostrazione di un’Amministrazione che naviga a vista anche sui dossier più prevedibili, quelli che si preparano con mesi di anticipo e non in emergenza”.
“E se non bastasse, queste mattine Latina si è svegliata con i bus fermi e centinaia di pendolari lasciati a piedi per uno sciopero improvviso del personale di CSC Mobilità. – conclude Ranaldi – Il gestore denuncia ritardi nell’erogazione di fondi regionali già stanziati per il Comune, con un credito che avrebbe superato i 3 milioni di euro tra il 2024 e il 2025. L’Amministrazione ha reagito con una diffida e una richiesta di intervento alla Prefettura, ma il problema resta lo stesso di sempre: un Comune incapace di gestire con tempestività le proprie pratiche amministrative, scaricando il conto su lavoratori, studenti e famiglie che ogni giorno dipendono dal trasporto pubblico per andare al lavoro o a scuola”.
La promessa è chiara: “PerLatina2032 continuerà a vigilare su ogni euro pubblico speso e su ogni servizio essenziale negato ai cittadini di Latina, perché tre anni di annunci non possono più nascondere tre anni di fallimenti”.
