VIOLENZE, FRASI VOLGARI E MALTRATTAMENTI ALLA EX: REVOCATI I DOMICILIARI ALL’IMPUTATO

Accusato di maltrattamenti nei confronti della ex moglie e dei famigliari: oggi, 11 aprile, l’imputato ha testimoniato in aula

È accusato di aver maltrattato e violentato la ex moglie, ma il 32enne di Aprilia, G.C. (le sue iniziali), difeso dall’avvocato Barbanti, ha negato tutto: “La mia ex si è inventata tutto. Ho sempre provveduto al mantenimento della famiglia e non l’ho mai violentato, anche perché stavamo insieme”. Peraltro, l’imputato ha negato anche di ave impedito alle ex di non lavorare: “È finita la nostra relazione perché lei stessa ha ammesso di sentire altre persone”. Oggi, 11 giugno, l’uomo si è sottoposto all’esame e ne è uscito uno spaccato di insulti e violenze, seppur negate dall’imputato stesso.

Tra le accuse negate anche il culmine delle vicende contestate quanto, il 16 marzo dell’anno scorso, il 32enne avrebbe picchiato la ex moglie, con cui non conviveva più da tempo, davanti ai figli minorenni. In una precedente udienza, secondo quanto testimoniato in aula dalla madre della donna, dinanzi al terzo collegio del Tribunale di Latina, composto dai giudici La Rosa-Mongillo-Ciccone, il 32enne, ai domiciliari per questi fatti avvenuti a Campoleone, avrebbe anche rubato la carta bancomat della ex, poi tagliarle i vestite e bruciarle il cellulare.

L’uomo era stato tratto in arresto nell’aprile 2025 quando i Carabinieri della Stazione Aprilia avevano eseguito l’ordine di custodia cautelare emesso dalla Procura della Repubblica di Latina per i reati di maltrattamenti contro familiari o conviventi, lesioni personali e violenza sessuale, indebito utilizzo di carte di credito e furto avvenuti lo scorso mese di marzo nei confronti della ex compagna.

Era stata la madre a raccontare della convivenza difficile e del rapporto che i due ex coniugi avevano instaurato fino all’arresto dell’anno scorso. In un caso, che la madre aveva riferito in quanto raccontatole dalla figlia, l’uomo avrebbe detto a quest’ultima, tentando la violenza carnale: “Adesso ti sc..o io come si deve, così non vai in giro a ricercare altri”. Sarebbe stata la figlia minorenne a impedire la violenza da parte del padre, mettendosi in mezzo tra lui e la ex moglie.

La madre della vittima aveva raccontato che l’uomo avrebbe fatto uso negli anni di sostanze stupefacenti, oltreché a intrecciare una relazione con una tossicodipendente. E ancora, negli anni di matrimonio, la figlia non avrebbe mai avuto un lavoro perché il marito non gli permetteva di farlo, né di uscire con amiche.

Un quadro di degrado reso ancora più grave dalla presenza dei due bambini. A margine dell’udienza odierna, il pubblico ministero Giuseppe Miliano ha chiesto la sostituzione della misura dei domiciliari con quella degli obblighi di dimora ad Aprilia e di presentazione alla polizia giudiziaria. L’avvocato difensore ha chiesto la revoca totale delle misure, anche in ragione del fatto che l’imputato ha già osservato detenzione in carcere e ai domiciliari.

Al termine della camera di consiglio, il Tribunale, all’esito dell’udienza che ha ridimensionato il quadro cautelare, ha ritenuto le esigenze cautelari scemate così da sostituire la misura dei domiciliari con il divieto di avvicinamento alla persona offesa con braccialetto elettronico.

Il processo, alle battute finali, è stato rinviato al prossimo 24 settembre

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