Un incendio è divampato nel pomeriggio di oggi, 13 luglio, nell’area del Campo Boario a Latina, dove il rogo ha attaccato la vegetazione. Immediatamente si è sollevata una colonna di fumo nero visibile anche a grande distanza.
Il rogo ha interessato una vasta porzione del terreno, rendendo necessario l’intervento dei soccorsi. L’incendio ha attirato l’attenzione di numerosi cittadini, molti dei quali hanno documentato la scena con foto e video.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, impegnati nelle operazioni di spegnimento e di messa in sicurezza dell’area, per evitare che le fiamme potessero propagarsi.
Le fiamme hanno divorato soprattutto il campo sportivo in Via Coriolano nel quartiere di Campo Boario che, un tempo, fu sede dell’As Campoboario degli ex comproprietari Gianluca Tuma e Costantino “Cha Cha” Di Silvio. Il campo da almeno un decennio è lasciato all’incuria e non è la prima volta che un incendio aggredisce quello che rimane di una struttura lasciata in abbandono.
Il campo di Via Coriolano è stato simbolo di un potere malato, proprio nel cuore del regno dei Di Silvio, poiché a due passi c’è Via Muzio Scevola, la centrale di spaccio del boss di “Alba Pontina” Armando “Lallà” Di Silvio. La struttura sportiva era stata individuata nel 2019, con il progetto Upper, come luogo dove far sorgere un parco produttivo. Un progetto che, però, è morto in culla.
Ad ogni modo, il campo ha continuato ad essere un luogo a uso e consumo dei Di Silvio che, per molto tempo, hanno lasciato i loro cavalli, anche dopo che la stessa era tornata a disposizione dell’ente comunale grazie ai provvedimenti conseguiti all’operazione Don’t Touch.
L’As Campoboario, la società che usufruiva del campo e della struttura, è stata oggetto di sequestro e, in seguito, di confisca, nei confronti di Gianluca Tuma che ne deteneva al 50% la proprietà (la rimanente quota apparteneva a Cha Cha). Una società vieppiù inquietante poiché aveva nel suo grembo i marchi verbali e figurativi dell’U.S. Latina ai tempi del Presidente Pasquale Maietta.
