UN IMPIANTO MOBILE PER SMALTIRE TERRE E ROCCE DENTRO LA CENTRALE NUCLEARE DI LATINA

L'impianto mobile come da progetto presentato in Regione Lazio
L'impianto mobile come da progetto presentato in Regione Lazio

Presentato un progetto per un impianto di smaltimento rifiuti all’interno della centrale nucleare di Borgo Sabotino

Si tratta, nello specifico, di un intervento di “attività di recupero di rifiuti non pericolosi mediante impianto mobile e recupero morfologico di un settore (cosiddetta “Area B”) all’interno dell’area di rispetto della ex Centrale nucleare di Latina con l’uso degli aggregati recuperati”, in Via Macchia Grande, proprio dove sorge l’ex centrale nucleare di Latina.

A presentare presso la Regione Lazio l’istanza di verifica di assoggettabilità al procedimento di Valutazione d’impatto ambientale è la società romana Seipa Srl.

Il progetto, secondo la società che lo propone, rientra nella tipologia di Impianti di smaltimento e recupero di rifiuti non pericolosi, con capacità complessiva superiore a 10 t/giorno per cui non sarebbe prevista la procedura di Via.

La campagna mobile – spiega la relazione allegata all’istanza – consentirà il recupero delle terre e rocce di scavo depositate all’interno del sito della Centrale nell’ambito delle attività di decomissioning di cui è responsabile la società pubblica SOGIN S.p.A. Gli aggregati recuperati prodotti dall’impianto mobile, costituiti da matrice terrosa, verranno riutilizzati per il recupero morfologico della cosiddetta “Area B”.

In una fase iniziale si prevedeva di riutilizzare il materiale derivante dagli scavi relativi alle attività di decommissioning ai sensi del Regolamento recante la disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo approvato con D.P.R. 13 giugno 2017, n. 120, tuttavia sono stati superati i tempi per il deposito temporaneo previsti nello stesso Decreto e quindi oggi gli stessi materiali si devono gestire come rifiuti. Proprio a causa di tale inosservanza, a seguito di accertamenti da parte delle autorità di controllo, è stata contestata alla SOGIN S.p.A. la violazione dell’art. 256 comma 1 del D.Lgs 152/2006 per aver gestito rifiuti non pericolosi senza la prescritta autorizzazione. I rifiuti depositati sono stati sottoposti a caratterizzazione da parte di ARPA Lazio e, in base ai risultati analitici, è emerso che la violazione non ha comportato danno o pericolo imminente di danno alle risorse ambientali, urbanistiche o paesaggistiche, pertanto è stato prescritto alla SOGIN S.p.A. di “presentare un piano di rimozione e conferimento dei rifiuti depositati all’interno dell’area presso un centro di raccolta/recupero/smaltimento autorizzato”.

I rifiuti da trattare nell’impianto di vagliatura mobile, quindi, sono rappresentati da terre e rocce di scavo non pericolose afferenti al codice EER 17 05 04. Tali rifiuti derivano dalle attività di scavo per la realizzazione dell’Impianto di Trattamento degli Effluenti Attivi (ITEA), del Capannone rifiuti pericolosi, dalle attività di rimozione della vecchia linea Rad-Waste e dallo scotico prodotto durante le attività di bonifica dell’Area B. Inizialmente giacenti in prossimità dei luoghi di produzione, negli anni 2019 e 2020 sono stati depositati all’interno della Centrale. Una parte residua di tali rifiuti si trova all’interno dell’Area B. Il volume totale dei rifiuti ammonta a circa 8.250 metri cubi pari a circa 12.500 tonnellate.

L’impianto mobile utilizzato per il riciclaggio delle terre e rocce di scavo (codice EER 17 05 04), sarà costituito da una unità semovente di vagliatura marca Doppstadt SM 518 PLUS N.1655, con funzioni di vagliatura, e se necessario da un nastro trasportatore marca TECNOMIX CENTRO, modello NTR 13000, matricola 2012_07_101. Per ridurre al minimo la produzione di polveri l’impianto è incapsulato ed è inoltre dotato di accorgimenti per la riduzione delle emissioni acustiche. L’impianto verrà collocato nel piazzale antistante l’Area B. Si tratta di un settore pianeggiante con superficie di circa 650 m2. Se necessario l’area sarà ulteriormente spianata e livellata per consentire una adeguata aderenza al suolo delle ruote.

I cumuli di rifiuti rappresentati dalle terre e rocce di scavo trattati giornalmente saranno stoccati all’aperto prevedendo, in caso di forte vento, la copertura con teli. Lo stoccaggio dei materiali recuperati potrà essere effettuato in cumuli, mentre i rifiuti prodotti dalla attività di recupero saranno stoccati in cassoni scarrabili.

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