TFS, USIF: “BASTA FAR PAGARE AI LAVORATORI I PROBLEMI DI CASSA DELLO STATO”

“Sul TFS il tempo dei rinvii è finito. La prossima Legge di Bilancio deve contenere risorse, tempi certi e un percorso concreto per superare definitivamente il differimento e la rateizzazione del Trattamento di Fine Servizio. Non possiamo arrivare al 14 gennaio 2027, quando la Corte costituzionale tornerà sulla materia, con l’ennesimo rinvio”.

Lo afferma Vincenzo Piscozzo, Segretario Generale dell’Unione Sindacale Italiana Finanzieri (USIF).

“La Corte costituzionale ha già evidenziato il problema e ha richiamato il legislatore alla necessità di intervenire. La questione della sostenibilità finanziaria è reale, ma non può diventare un alibi permanente. Se il problema è finanziario, si costruisca un piano finanziario; se è un problema di cassa, si programmi la spesa su più esercizi. Quello che non è più accettabile è far pagare ai lavoratori, attraverso anni di attesa, le esigenze di liquidità dello Stato”.

“Anche la riduzione dei termini prevista dal 2027 non risolve il problema: rimane il meccanismo della rateizzazione e, per molti lavoratori, la disponibilità integrale del TFS continua a essere rinviata per anni. Il TFS è retribuzione differita, maturata durante una vita di lavoro: chi ha servito lo Stato non può diventare un creditore di serie B dello Stato stesso”.

Per USIF la soluzione deve essere inserita nella prossima manovra attraverso un piano pluriennale finanziato e vincolante, con priorità per le posizioni che registrano i tempi di attesa più lunghi e un cronoprogramma preciso per arrivare al superamento dell’attuale sistema.

“Non chiediamo privilegi per i Finanzieri e per il personale del comparto Sicurezza e Difesa. Chiediamo equità, certezza del diritto e rispetto per una prestazione economica già maturata. Alle donne e agli uomini in uniforme lo Stato chiede sacrificio, responsabilità e disponibilità per tutta la carriera. Non è accettabile che, al momento del congedo, lo stesso Stato chieda loro di aspettare ancora anni per ricevere ciò che hanno maturato”.

“Il 14 gennaio 2027 non deve essere l’ennesima tappa di una storia fatta di rinvii. Deve essere la data entro la quale il legislatore abbia già avviato concretamente la soluzione. Chiediamo al Governo e al Parlamento di inserire nella Legge di Bilancio 2027 le risorse necessarie e di assumersi finalmente la responsabilità di chiudere questa partita”.

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