Sviluppo sostenibile dell’Area Vasta dell’Agro Pontino e dell’Area collinare: Pontinia capofila di un ambizioso progetto da sottoporre all’attenzione della Regione. Presentato dall’esperto in pianificazione strategica Massimo Casolari uno studio preliminare commissionato da 11 Comuni per individuare potenzialità inespresse e ambiti d’intervento. L’idea originaria di Vincenzo Zaccheo subito condivisa dal sindaco Tombolillo
Un prezioso strumento per conoscere nel dettaglio le peculiarità, i punti di forza ma anche gli aspetti negativi e le potenzialità inespresse del territorio, provinciale e non solo. E’ il “Modello di sviluppo sostenibile dell’Area Vasta dell’Agro Pontino e dell’area collinare”, un progetto avviato da 11 Comuni che ha preso definitivamente forma lo scorso 21 luglio con una riunione tenutasi presso l’aula consiliare di Pontinia, Comune capofila.
È stata l’occasione per presentare un’indagine preliminare realizzata dall’Architetto Massimo Casolari di Reggio Emilia, esperto di pianificazione strategica per il rilancio competitivo dei territori d’area vasta. All’incontro hanno partecipato il sindaco di Pontinia Eligio Tombolillo, l’assessore comunale competente Giovanni Bottoni, il primo cittadino di Sabaudia Alberto Mosca, quello di Rocca Massima Massimo Lucarelli, la sua collega di Sermoneta Giuseppina Giovannoli e il vicesindaco di San Felice Circeo Maria Carmina Nuzzo. Coinvolti nel progetto, già intervenuti per il loro assenso ma impossibilitati a partecipare anche i sindaci di Priverno, Terracina, Segni, Prossedi, Norma e Sonnino. Nella riunione l’Architetto ha illustrato i risultati di uno studio commissionatogli dagli enti nel settembre 2025 e concluso il mese scorso:
“Nella fase di raccolta dei macrodati socio economici provenienti da documenti e fonti internazionali sono emerse così tante informazioni che ho ritenuto di non fermarmi all’analisi della sola area vasta dell’Agro Pontino e dell’area collinare, ma di analizzare tutto il Lazio. Ne è emerso così un piano guida generale in grado di sviluppare per le cinque province gli asset strategici, i brand internazionali, i ruoli e le potenzialità di ogni realtà locale, le progettualità integrate e le collaborazioni tra pubblico e privato, il tutto per determinare maggiore qualità della vita e competitività dei territori, oltre a promuovere innovazione delle produzioni e delle attività. Nello studio nessun settore è stato escluso: artigianato, commercio, industria, istruzione, mobilità, ricerca, sanità, turismo”.
L’incontro si è concluso con una decisione condivisa con lo stesso professionista: prima di puntare ad un percorso di partecipazione con tutti gli attori pubblici e privati del territorio, i sindaci chiederanno per il mese di settembre un incontro con la Presidenza della Regione e gli assessorati competenti: “Se la Giunta dovesse adottare lo studio – hanno affermato i presenti – il Lazio sarebbe la prima regione italiana ad avere un Piano Strategico Unitario come guida per lo sviluppo dei suoi territori d’area vasta, ricorrendo ad una metodologia europea che attraverso la collaborazione tra pubblico e privato vedrebbe riconosciute priorità nell’assegnazione dei fondi strutturali europei”.
Il sindaco Eligio Tombolillo ha espresso tutta la sua soddisfazione: “Siamo fieri di essere Comune capofila di un progetto che potrebbe rivelarsi un’esperienza pilota di interesse nazionale, da porre anche all’attenzione del Governo affinché possa valutare di estendere a tutte le regioni tale metodologia. Tutto questo parte da un’idea dell’On. Vincenzo Zaccheo, condivisa con il sottoscritto e con il collega di Segni, Silvano Moffa: dovesse arrivare il via libera dalla Regione disporremo di uno strumento prezioso per avviare una concreta programmazione dei nostri interventi in svariati ambiti, dalle produzioni alla mobilità, dal turismo alla cultura”.
