Stadio Francioni e campo Bondioli, la versione del sindaco Matilde Celentano e dell’assessore allo Sport Andrea Chiarato
Si è svolta la conferenza stampa indetta dal sindaco Matilde Celentano e dall’assessore allo Sport Andrea Chiarato dopo il sit-in di proteste dei tifosi del Latina Calcio che hanno chiesto chiarimenti sulla controversa questione della gara europea congelata e della concessione “ponte” relative allo stadio Francioni e al campo da calcio Bondioli.
“Questa conferenza stampa – ha detto il sindaco Celentano – è doverosa dal momento che, fino ad oggi, sono state dette cose molto gravi che questa amministrazione respinge in maniera netta”. Un incipit che appare una risposta diretta alle parole del presidente del Latina Calcio, Antonio Terracciano.
“Voglio iniziare col dire che la gara per la concessione ventennale e la procedura per la concessione “ponte” dello stadio Francioni e del campo da calcio Bondioli sono procedure ad evidenza pubblica trasparenti e non accettiamo che nessuno insinui che non lo siano. Ci è stato detto che non è il caso di insistere sulla trasparenza e che erano un atto dovuto. Noi, invece, rivendichiamo con forza questo principio: il bando che abbiamo predisposto rappresenta una procedura che, prima d’ora, non era mai stata adottata. Ci troviamo oggi in questa situazione, proprio perché prima nessuno aveva fatto un bando di gara.
Le procedure comunali si svolgono mediante gare pubbliche ad evidenza pubblica aperte al mercato. La partecipazione di un unico operatore non inficia minimamente la legittimità della gara, la quale garantisce la concorrenzialità e la massima pubblicità. Chi accusa l’amministrazione di “ombre” ignora che la gara è aperta a tutti e che il Latina Calcio stesso ha avuto ogni opportunità di partecipare e presentare un’offerta formale.
Il Comune è un’istituzione pubblica dello stato e, come tale, deve garantire attraverso i bandi trasparenza, pari opportunità e corretto uso delle risorse pubbliche. Questo era presente nel nostro programma elettorale, e questo è quello che stiamo portando avanti per lo stadio, così come per gli altri impianti sportivi per i quali nessuna amministrazione aveva pubblicato bandi di gara per la gestione.
Non c’è, dunque, alcuna motivazione per cui l’amministrazione comunale avrebbe dovuto annullare in autotutela, come richiesto dalla società Latina Calcio che non ha presentato domanda per nessuna delle procedure pubbliche, i bandi di gara. Gli uffici hanno lavorato egregiamente per individuare le modalità di gestione dello stadio e la durata del contratto di servizio, per acquisire il Pef e stimare costi e ricavi. Non è la politica, né tantomeno una società interessata, a poter dettare le regole sulla costruzione del bando. La legalità e la trasparenza sono alle base di tutto il nostro operato amministrativo: non accettiamo pressioni, interferenze né illazioni da parte di nessuno.
La scelta di pubblicare bandi di gara è una scelta politica di questa amministrazione, che rivendichiamo con grande orgoglio, inserita nel nostro programma di governo e sempre votata tramite delibere di giunta, da tutti i partiti che compongono la nostra maggioranza. Abbiamo sempre agito nel rispetto della legge e delle procedure e non accetto che una questione amministrativa molto chiara e bene definita venga trasformata in una campagna di deligittimazione politica.
Le casse comunali appartengono ai cittadini di Latina e l’amministrazione ha il compito di gestire al meglio queste somme. Come ha sottolineato l’assessore Chiarato, ad oggi il Latina Calcio ha un debito di 279.520 euro, oltre a 4.874 euro al mese a partire dal 12 giugno e fino al rilascio degli ambienti attualmente occupati senza titolo, oltre agli interessi. A queste somme si aggiungono circa 300.000 euro di Tari non versata al Comune.
Tuteliamo la maglia e lo sport a Latina, tant’è che nei bandi è inserita come clausola obbligatoria l’obbligo per il concessionario di far disputare al Latina Calcio le competizioni allo stadio e svolgere gli allenamenti. E tant’è che ho personalmente firmato tre nulla osta, ma nel rispetto delle regole. Come potrà il Latina Calcio continuare a giocare al Francioni se sarà gestito da un concessionario? Esattamente come ha fatto fino a domenica nella partita contro il Pineto.
Siamo dalla parte dello sport, come abbiamo sempre dimostrato, con milioni di euro di investimenti, mai visti prima sul territorio. Rispettiamo pienamente il diritto di manifestare, che non è e non sarà mai messo in discussione. Allo stesso tempo, però, non possiamo accettare che la gestione aziendale di una società sportiva prescinda dal rispetto delle leggi e dei contratti, che devono valere per tutti, esattamente come per qualsiasi altro cittadino o impresa”.
Anche l’assessore Andrea Chiarato ha voluto fornire la sua versione dei fatti. “La volontà politica di questa amministrazione di procedere con gare ad evidenza pubblica era espressa nel programma di governo. In particolare, sul Francioni ci sono una serie di atti che lo testimoniano: delibera di giunta 338/25 approvazione tariffe; delibera di giunta 103/25 affidamento in concessione stadio Francioni e campo ex Fulgorcavi; inserimento del Francioni (come per tutti gli impianti sportivi) all’interno del piano delle valorizzazioni che è parte del dup votato dal Consiglio comunale”.
“A giugno 2024, promisi in un confronto pubblico al Francioni, ma anche in quella sede, come sempre detto, ci tenni a ricordare che si trattava di procedure ad evidenza pubblica alle quali poteva partecipare chiunque avesse i requisiti”.
Su gara europea e bando ponte. “Voglio fare una premessa sul perché il Comune non ha rilasciato dichiarazioni in questo periodo, se non poche note stampa. Stiamo parlando di gare pubbliche con rilevanza economica e bisogna avere sempre la massima prudenza, da parte di tutti, affinché lo svolgimento avvenga nella massima serenità. Ricordo anche a tutti che concordare con un operatore i criteri di un bando prima della pubblicazione è evidentemente un reato, non ce ne dovrebbe essere bisogno ma è sempre meglio ricordarlo.
I primi di maggio 2026 viene pubblicata la gara europea per la concessione del servizio di gestione dello stadio comunale Francioni e del campo da calcio Bondioli. È una gara europea! Poteva partecipare chiunque, l’importante era avere i requisiti. Il Latina Calcio ha inviato, a pochi giorni dalla scadenza, la richiesta di ritiro della gara in autotutela. Ora vi chiedo, anche alla luce delle dichiarazioni del presidente Terracciano in conferenza stampa, in cui dice che non hanno partecipato perché 20 anni sono troppi e perché secondo lui è troppo oneroso, ma si può annullare la gara perché te lo chiede un operatore? Senza dimenticare che c’è qualcun altro che ha partecipato. Per quanto mi riguarda sarebbe stato un atto pericoloso. Ci sono sedi e tempi deputati per contestare una procedura, ma non si può annullare un bando perché qualcuno non partecipa. Sulla gara, sia per quella europea che per il bando ponte, il Latina Calcio è sempre stato tutelato: chi avrà la concessione dovrà fare giocare e allenare la squadra. Cosa che, da quanto mi risulta, a Cisterna non è stato fatto per la squadra della città che oggi, tra le altre cose, si ritrova con un impianto inagibile”.
In più, ricordo il regolamento cosa dice. Punteggi in più se gioca la squadra più rappresentativa. 20 anni dovrebbero essere un tempo congruo per investire, progettare, pianificare e ammortizzare un progetto. In tutto il mondo si va verso la gestione pluriennale degli impianti, che devono vivere 365 giorni l’anno con iniziative sportive e non. Terracciano ha parlato di gara europea congelata: falso. Si sta procedendo, sono già stati fatti atti propedeutici, la commissione è stata composta e a breve si riunirà la prima seduta”.
Rispetto al bando ponte “è previsto dalla norma. Si utilizza per servizi come il tpl perché anche qui le procedure avvengono tramite gare europee che hanno un iter più lungo e, nel mentre, per la continuità del servizio si prevede questa possibilità sempre tramite evidenza pubblica.
Anche qui il Latina Calcio era garantito per gare e allenamenti, ma ha deciso di non partecipare. Curioso perché, come raccontava il presidente Terracciano, alla scadenza della concessione dell’11 giugno il Comune ha richiesto la riconsegna dell’impianto. A questa richiesta è stato proprio il Latina Calcio a chiedere la possibilità di gestire gli impianti tramite affidamento diretto. L’ufficio ha risposto che era necessaria un’evidenza pubblica.
Sempre nella sua conferenza stampa Terracciano ha detto di non aver partecipato perché non conveniente, ma qualcuno ha partecipato. Qui fatemi dire una cosa: gli impianti sono due, i canoni derivano da perizie effettuate da professionisti, così come il Pef. Comunque mancano ancora due controlli e il bando ponte è in fase di conclusione”.
“Sempre sui bandi e su chi partecipa, ricordo che i controlli sono molteplici, dal casellario giudiziario che viene rilasciato dalla Procura alla regolarità fiscale dall’Agenzia delle Entrate, la regolarità contributiva dall’Inps e via dicendo. Sul fatto che il Comune non sia in grado di gestire direttamente gli impianti sportivi, ricordo a tutti che noi già tre anni fa, grazie alla filiera di governo, abbiamo stipulato una convenzione unica in Italia con Sport e Salute, la stessa società che gestisce l’Olimpico, ma come dicevamo prima la volontà politica è quella di dare la possibilità agli operatori capaci di gestire e valorizzare queste strutture”.
Relativamente alle autorizzazioni provvisorie all’utilizzo in gestione dello stadio comunale Francioni e dell’impianto sportivo ex Fulgorcavi. “La prima, rilasciata nel 2017. Sono state firmate anche dal presidente Terracciano che oggi dice che si tratta di atti illegittimi. Allora perché li ha firmati? Comunque prevedevano tutte la manutenzione ordinaria e straordinaria dei due impianti a carico del concessionario”.
“Terracciano dice, dunque, che il Comune gli deve 1 milione di euro per lavori eseguiti dal 2017 al 2022. Attenzione: tutti effettuati durante l’amministrazione Coletta. Domanda: perché Coletta e gli altri rappresentanti che erano nella sua stessa maggioranza e oggi sono all’opposizione non gli hanno riconosciuto questo debito fuori bilancio? Evidentemente, come spiegavo prima, è impossibile ad oggi riconoscere un debito del genere. Per questo ci sono le sedi opportune. Terracciano diceva di essere un mago e che il Comune avrebbe detto che è moroso. Non c’è bisogno di esserlo, basta leggere il bilancio. Deve sbloccare circa 300mila euro al Comune di canoni non pagati e altri 300mila di Tari non pagata. Siamo a circa 600mila euro. Queste sì che sono somme certe. Non come le fatture che gli sono state rimandate indietro”.
