SPERLONGA, REALE BOCCIA MARIC E VIOLA: “ARTE DEL DISSENSO INNOCUO”

“L’arte del dissenso innocuo”, l’ex consigliere comunale Nicola Reale attacca i consiglieri comunali Maric e Viola

“In un sistema maggioritario puro – come quello vigente per le elezioni amministrative nei paesi con meno di 15 mila abitanti – la matematica consiliare non lascia scampo: la maggioranza ha i numeri per approvare qualsiasi cosa.

Un gruppo di minoranza che, in questo contesto, delimiti la propria azione politica alla sola attività che si svolge nell’aula del Consiglio comunale –magari per discutere di ritardi burocratici o mancate convocazioni delle Commissioni, — finisce ineluttabilmente per accettare di giocare a un gioco le cui regole sono scritte per farti perdere.

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La protesta per le “commissioni negate” o i ritardi nella consegna dei documenti — pubblicamente espressa nei giorni scorsi da due consiglieri di minoranza del Comune di Sperlonga – si muove esclusivamente sul piano del formalismo procedurale.

L’effetto concreto di tale protesta è nullo: anche se l’opposizione ottenesse la convocazione di cento commissioni, al momento del voto in aula la maggioranza blindata approverebbe comunque la propria linea.

Questo tipo di opposizione fa quasi un favore alla maggioranza, perché permette a chi governa di mostrare una parvenza di dibattito democratico (in Consiglio si discute e l’opposizione parla!!) senza che vi sia il minimo rischio di vedere scalfita la propria totale egemonia amministrativa e decisionale.

Il vero nodo politico sta nel contrasto stridente tra una opposizione di facciata su questioni minori e il silenzio sistematico sui temi cruciali: abusi edilizi, processi per corruzione, residenze false, brogli elettorali (tanto per citarne alcuni) che coinvolgono i vertici dell’amministrazione e atti amministrativi macroscopicamente illegittimi e che sono i veri punti di vulnerabilità di quello che ormai dovunque è conosciuto come “il Sistema Sperlonga”. Tacere su questi temi non è una distrazione, ma una scelta politica precisa.

Quando un’opposizione rinuncia a portare la battaglia fuori dal palazzo comunale– evitando di investire delle questioni la Procura della Repubblica, il Prefetto o la Corte dei Conti – abdica al suo ruolo di controllo democratico. In questo modo, le grandi questioni morali e legali vengono derubricate a “rumore di fondo”, mentre l’attenzione pubblica viene distratta da schermaglie procedurali di scarso interesse per il cittadino comune.

Il risveglio improvviso su temi come la TARI, il canone unico o gli spostamenti di personale negli uffici, risponde a una logica ben precisa che garantisce un basso coefficiente di rischio : attaccare la maggioranza sulla burocrazia o sulle tasse è facile e non comporta i rischi personali, legali o relazionali che deriverebbero da una denuncia formale per corruzione o abuso edilizio. Anzi, consente ai consiglieri di opposizione di poter dire, alla fine del mandato, di aver fatto opposizione e di aver prodotto comunicati stampa, senza però aver mai sferrato un colpo capace di infliggere una reale ferita politica alla maggioranza.

La vera opposizione, quella capace di mettere in crisi la sopravvivenza stessa di una maggioranza, non si fa attendendo le convocazioni del presidente di turno. Si fa agendo su due binari paralleli: la via legale e lavia istituzionale esterna, attraverso esposti dettagliati al Prefetto per violazione delle leggi sull’accesso agli atti, ricorsi al TAR, segnalazioni alla magistratura ordinaria o contabile sui bilanci e sulle concessioni.

Sono questi gli atti che tolgono il sonno alle amministrazioni, non le lamentele su aspetti puramente formali o procedurali, utili per guadagnarsi un giorno di visibilità, ma assolutamente innocui per chi detiene saldamente le redini del potere”.

Così, in una nota, Nicola Reale, ex consigliere comunale di minoranza dal 2001 al 2011, ex candidato a sindaco nel 2006 e prmotore della neonata Associazione civica “Rinascita Democratica”.

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