Sara processato il 37enne rumeno Andrei Tiberiu Nedelcu, accusato di aver sparato a una ragazza di 20 anni il 28 aprile 2024 a Sezze. Deve rispondere di lesioni personali aggravate, detenzione munizioni e arma comune da sparo
La Procura di Latina ha chiuso le indagini a carico del 39enne rumeno Andrei Tiberiu Nedelcu per il colpo d’arma da fuoco che ha rischiato, nella primavera del 2024, di ferire gravemente una ragazza di 20 anni che si trovava a Sezze, in visita dal findanzato. L’uomo dovrà affrontare una udienza preliminare nel corso della quale deciderà se essere giudicato con un rito alternativo.
Scappato in Romania, il 39enne Andrei Tiberiu Nedelcu era stato arrestato a maggio 2024 dai Carabinieri della Compagnia di Latina che non avevano mai abbassato la guardia. Il 20 di quel mese mariano di quasi due anni fa, gli organi di polizia rumena lo avevano arrestato, in esecuzione di un mandato di arresto europeo per resistenza a Pubblico Ufficiale e per diversi furti aggravati commessi sui territori dei Monti Lepini.
Il cittadino di origini romene, dopo l’avviso di conclusione indagini, risulta accusato per aver sparato con un’arma da fuoco nei pressi del Central Cafè di Sezze, colpendo la 22enne Martina Giraldi e ferendola a un piede.

Immediatamente dopo l’evento, i Carabinieri della Compagnia di Latina avevano attivato un’intensa attività info – investigativa finalizzata alia ricostruzione dei fatti e all’individuazione dell’autore dei reati. Le indagini serrate, condotte dalla Procura della Repubblica di Latina, finalizzate alla ricerca del soggetto, avevano consentito ai militari dell’Anna dei Carabinieri di appurare che l’indagato, immediatamente dopo l’evento, si era rifugiato in Romania per sfuggire alla cattura.
Era stata immediatamente attivata la cooperazione internazionale con i collaterali organismi romeni. l Carabinieri, dopo aver localizzato esattamente il luogo dove si nascondeva il 39enne, in Romania, avevano informato la polizia romena che aveva proceduto a trarlo in arresto.
Fu un sabato sera dettato dai “ritmi” di alcol e consumo di sostanze stupefacenti quello di fine aprile 2024 quando accadde il fatto grave che ha portato all’arresto di Nedelcu, tuttora in carcere. La zona è sempre la stessa, quella del Ferro di Cavallo, a Sezze, che era diventata teatro, nuovamente, di una rissa violenta. E a fare da cornice fu un luogo di svago già finito all’attenzione del Comune e della cronaca: il Central Café. Un locale che, nel 2023, era stato oggetto di una ordinanza del Sindaco Lidano Lucidi, poi revocata una settimana dopo, che ne intimava di evitare assembramenti all’interno e nella pertinenza del locale limitando la presenza delle persone al tempo strettamente necessario alla consumazione di alimenti e bevande.
Ad ogni modo, dopo la rissa scoppiata tra due gruppi di giovani stranieri di nazionalità albanese e rumena (tra i 20 e i 40 anni) e, al culmine della stessa, come un atto di ritorsione, partì un colpo d’arma da fuoco che aveva attinto, dopo aver preso un muretto, per rimbalzo, la giovane ragazza di 20 anni, originaria di Roma, in visita dal ragazzo nel centro lepino, che non aveva nulla a che fare con il gruppo e che si trovava seduta al tavolo del locale. In realtà il colpo era stato sparato dopo l’episodio della rissa, proprio davanti al bar Central Café: Nedelcu, uno dei partecipanti alla stessa rissa, era tornato nei pressi del locale con una pistola in mano e, dopo averla puntata contro un altro giovane, era partito un colpo per sbaglio che aveva raggiunto la ragazza, ferendola al piede.
Avvertito il 118, la ragazza era stata immediatamente soccorsa e trasferita d’urgenza all’ospedale di Latina “Santa Maria Goretti”. Nel nosocomio del capoluogo, la giovane era stata operata dal personale sanitario che aveva estratto il proiettile e fortunatamente se l’era cavata con una prognosi di 30 giorni.
Nei giorni seguenti agli spari, fu anche arrestato il fratello di Nedelcu, poiché trovato in possesso di droga. Dopo il rito direttissimo, l’uomo di 44 anni era stato rimesso in libertà e recentemente, tornato in carcere, a Latina, è stato indagato per la rivolta messa in piedi dagli scalmanati pontini Matteo Baldascini e Mattia Spinelli.
Dopo l’arresto del 37enne in Romania, erano state attivate tutte le procedure per riportarlo in Italia e consegnarlo agli organi inquirenti. Peraltro, Andrei Tiberiu Nedelcu è un nome noto a cronache giudiziarie e forze dell’ordine, in quanto ha fatto parte della gang rumena che anni fa fu arrestata per aver messo in pratica una serie di rapine in giro per l’agro pontino e in particolare a Latina. Per tali rapine, l’uomo ha ricevuto una doppia condanna in primo grado: una nell’ordine di 5 anni e 6 mesi, l’altra a 6 anni e 8 mesi.
