“Ad Aprilia la sosta a pagamento non è un semplice servizio pubblico, ma una raffinata forma d’arte dell’assurdo. Con l’entrata in vigore delle tariffe maggiorate, anche del 700%, accompagnate dal massiccio ampliamento delle aree tariffate, la gestione dei parcheggi ha ufficialmente valicato i confini della viabilità cittadina. La relazione tecnica del V Settore (Lavori Pubblici), firmata dall’Architetto Paolo Terribili, stimava entrate annue per 570.000 euro con la nobile intenzione di favorire la rotazione dei veicoli, ma la risposta degli automobilisti è stata così drastica che oggi i nuovi stalli blu versano in uno stato di totale e costante desolazione, trasformando quei calcoli in pura fantasia contabile”. Così, in una nota, l’attivista 5Stelle di Aprilia, Andrea Ragusa.
“Addentrandosi nelle cifre della relazione del Dirigente, da cui è scaturita la Delibera n. 46/2026 della Commissione Straordinaria, emergono veri e propri capolavori di matematica quantistica: il documento computa infatti ben 7 addetti dedicati al servizio per oltre 231.000 euro di costo, quando in realtà gli operatori in organico da diverso tempo sono soltanto 4. Allo stesso modo, il costo annuo di ammortamento e affitto dei parcometri viene valutato in 56.312,84 euro, segnando un’impennata inspiegabile rispetto ai 34.089 euro riportati nell’ultimo bilancio analitico dell’ASAM (2022), in cui la voce non è aggregata, lasciando il dubbio se si tratti di un refuso o di macchinette erogatrici placcate d’oro!
L’efficienza gestionale tocca poi il vertice in via degli Aranci e in piazza della Repubblica, dove la mancanza di coordinamento tra gli uffici comunali ha portato a tracciare le linee blu per vederle cancellare appena due giorni dopo dal nuovo strato di bitume steso dagli operai dell’asfaltatura, costringendo l’Azienda Speciale in liquidazione a un tragicomico doppio lavoro con relativo spreco di vernice e di soldi. A questo quadro d’autore si aggiungono le trovate geometriche di via Piave, dove gli stalli blu sono stati tracciati parzialmente persino davanti a un cancello d’accesso, e la svista su via Cialdini: la delibera commissariale prevedeva il pagamento solo per l’area parcheggio e per il primo tratto lato destro da largo delle Rose, ma le strisce azzurre sono comparse con generosità su entrambi i lati della carreggiata.
Il vero capolavoro si consuma però al parcheggio della stazione di Campoleone. Per far spazio alla sosta a pagamento sono stati cancellati persino i posti riservati ai disabili; il parcometro è stato posizionato nel punto più lontano dallo scalo mentre i cartelli verticali relativi a tariffe e pagamenti sono stati posizionati sui marciapiedi a un’altezza inferiore al metro da terra, in palese e grottesca violazione dell’art. 81, comma 5, del Regolamento di esecuzione del Codice della Strada (che impone un’altezza minima dal piano calpestabile ben maggiore per non ostacolare i pedoni). Infine, a seguito della mia segnalazione del 2 luglio u.s., e forse non solo, sulla totale assenza di stalli gratuiti, si è provveduto a tracciare una manciata di strisce bianche: appena 40 posti non a pagamento nel parcheggio dei pullman (ai quali sono rimasti 2 stalli dedicati), di cui ben 16 realizzati in modo del tutto non conforme alle norme del CdS e con manovre di sosta praticamente impossibili.
Il quadro si complica ulteriormente in via delle Palme, dove sono spuntate le strisce blu pur non essendo la strada inclusa nell’atto ufficiale della Commissione, creando un cortocircuito surreale con i cartelli verticali rimasti sul marciapiede che indicano ancora la sosta gratuita con disco orario a 60 minuti. Situazione analoga in via Giustiniano, ridipinta forse troppo frettolosamente da non accorgersi che in quel tratto via del Progresso sembra proseguire, ma in realtà termina al civico 18 e le strisce sono state disegnate in un tratto di via Giustiniano, strada non inclusa nell’atto commissariale. Tracciare stalli a pagamento senza un formale provvedimento autorizzativo e in violazione del CdS non rappresenta solo un pasticcio organizzativo, ma potrebbe risultare un vero e proprio abuso che esporrebbe il Comune a una pioggia di ricorsi vincenti.
Tra tariffe più che raddoppiate, ausiliari fantasma, parcometri “d’oro”, cartelli “nani” e segnaletica schizofrenica, ad Aprilia a pagare non sono solo i cittadini, ma il buon senso e la trasparenza amministrativa. Insomma, il provvedimento della Commissione presentava già profonde criticità che hanno spinto la coalizione progressista, in rappresentanza della cittadinanza, a presentare un ricorso al TAR per far annullare l’atto stesso, ma la sua attuazione pratica sembra essersi rivelata persino peggiore. Ovviamente, quanto rappresentato sarà oggetto di una nuova segnalazione alla Polizia Locale”.
