Aprilia, trovati in possesso di sostanze stupefacenti. Concluso il rito abbreviato per una donna arrestata lo scorso gennaio dai Carabinieri del Reparto Territoriale
È stato condannata a 4 anni di reclusione, più 14mila euro di multa, la 26enne di Aprilia, Loretta Palladinelli, difesa dall’avvocato Davide De Mauri e accusata di detenzione di droga ai fini di spaccio. A pronunciare la sentenza in abbreviato è stato il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Paolo Romano. Il pubblico ministero Francesco Caporotundo ha chiesto una pena più mite: 2 anni e 9 mesi.
Nella serata di ieri, 23 gennaio, i Carabinieri della Sezione Radiomobile del Reparto Territoriale di Aprilia avevano arrestato, in flagranza di reato, un uomo di 38 anni e la 26enne, entrambi del luogo e già noti alle forze di polizia, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
Nello specifico, i Carabinieri, nell’ambito di un servizio finalizzato alla repressione della criminalità comune ed in particolare per reprimere lo smercio di sostanze stupefacenti, avevano proceduto al controllo dell’uomo notato all’esterno della propria abitazione. I militari dell’Arma, ricorrendone i presupposti, avevano deciso di eseguire una perquisizione nell’abitazione occupata dall’uomo insieme alla donna.
Su specifica richiesta, prima di avviare l’attività di ricerca, la donna aveva consegnato spontaneamente due involucri contenenti complessivamente circa 2,5 grammi di crack. I Carabinieri avevano eseguito comunque la perquisizione che aveva consentito loro di rinvenire, nella disponibilità della coppia, un ulteriore grammo di cocaina e circa 26 grammi di crack.
La predetta sostanza stupefacente, suddivisa in cinque involucri, e la somma di denaro contante pari a circa 500 euro, in banconote di piccolo taglio e ritenuta provento dell’attività illecita, era stata sottoposta a sequestro. Lo stupefacente, nell’ambito delle disposizioni impartite dall’Autorità Giudiziaria, era stata sottoposta ad analisi di laboratorio qualitativi e quantitativi.
Al termine delle formalità di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, la donna era stata tradotta presso la Casa Circondariale di Roma Rebibbia, mentre l’uomo è stato condotto presso la sua abitazione in regime degli arresti domiciliari. La 26enne si trovava ai domiciliari per un altro procedimento: la detenzione di una penna pistola per cui è stata condannata lo scorso dicembre. Il 38enne, invece, per la detenzone di droga ha scelto di essere giudicato col rito ordinario.
