SEZZE AL PENULTIMO POSTO IN PROVINCIA NELLA DIFFERENZIATA: OPPOSIZIONE ALL’ATTACCO IL 28 DICEMBRE

Amianto a Sezze (foto di Roberto Reginaldi)

I dati dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale sulla percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti pubblicati lo scorso 10 dicembre sono impietosi per Sezze: 18,10% e in penultima posizione tra i comuni della Provincia davanti alla sola Isola di Ponza (3,5%). Al danno d’immagine si aggiunga anche quello economico. I sezzesi, assieme a quelli di Ventotene (28%), Latina (23%) e Ponza, dovranno pagare in bolletta alla Provincia il massimo di aliquota aggiuntiva, pari al 5%. 

La Provincia applica infatti sui Comuni la c.d. Tefla, l’aliquota funzionale ambientale. Non sei virtuoso e non raggiungi neppure la soglia minima del 30% di differenziata? Allora paghi di più! Il tuo Comune è ancora su livelli tra il 30 e il 40% (Pontinia, Cisterna, Priverno, Minturno e Bassiano)? Si paga allora un’aliquota intermedia del 3%. Si è tra il 40 e il 50%? L’aliquota scende al 2%, come nel caso di Gaeta, San Felice Circeo e San Cosma e Damiano. Infine se il tuo comune è virtuoso e supera il 50% (si pensi a Norma, Fondi, Monte San Biagio, Aprilia, Cori, Terracina, Sabaudia, Sperlonga ad altri), la percentuale da pagare è quella minima (1%).

Basta bruciare plastica a Sezze. Denunciamo

Poco importa se ad esporre l’interrogazione in Consiglio comunale a Sezze sabato 28 dicembre alle 8.30 sarà Serafino Di Palma di Biancoleone o Giovanni Bernasconi, fuoriuscito dalla maggioranza lo scorso 23 luglio, quello che più rileva è che questa settimana i due pezzi della minoranza hanno protocollato assieme un’interrogazione in cui si chiede al sindaco Sergio Di Raimo perché non sia stata attuata la proposta “ingegnerizzata” illustrata nel piano della Project Management & Finance (PMF) e consegnata all’Amministrazione 2 anni fa.

La soluzione ingegnerizzata, consistente in un porta a porta circoscritto al centro storico e nella distribuzione di isole ecologiche su più porzioni del territorio, c.d. “ecopunti” (si legga Nella Sezze dei rifiuti Giunta e opposizione su due pianeti diversi), si contrapponeva a quella del “Porta a porta spinto”, quest’ultima sempre descritta nella relazione della PMF come ipotesi percorribile e intrapresa dall’Amministrazione. Nel testo dell’interrogazione protocollato dai 4 consiglieri di minoranza si scrive a chiare lettere che la via delle isole ecologiche avrebbe portato Sezze al 65% di differenziata con un abbattimento dei costi di servizio della metà rispetto agli attuali.

Il consigliere Giovan Battista Moraldo (a sinistra) e l’assessore all’ambiente Giancarlo Siddera (sulla destra)

Che Bernasconi e i tre del Biancoleone (Di Palma, Giovanni Moraldo e Paride Martella) condividessero una visione comune in materia di raccolta dei rifiuti era apparso chiaro sin dal Consiglio comunale dello scorso 4 ottobre. Tutti assieme, almeno in quell’occasione, avevano costituito un blocco unico in contrapposizione al tandem Di Raimo-Giancarlo Siddera (assessore all’ambiente). Due visioni agli antipodi quelle della maggioranza e dei quattro consiglieri. Fin qui tutto cristallino, se non fosse che le due consigliere di Sezze Bene Comune (Rita Palombi ed Eleonora Contento) appaiono da più di due mesi totalmente escluse da questa diatriba e non si comprende su quale delle due sponde del fiume si collochino. E se i rapporti tra Biancoleone e la Palombi non sembrano essere più quelli di sei mesi fa, una risorsa giovane come la Contento farebbe molto comodo agli uomini della minoranza averla dalla propria parte.

 

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