SANITÀ NEL SUD PONTINO, J’ACCUSE DELLA LEGA SPI CGIL

“La Lega SPI CGIL Sud Pontino, dopo una fase di ascolto dei cittadini, dei pazienti e delle loro famiglie, delle associazioni di volontariato, degli operatori sanitari, ha avviato, da alcuni mesi, iniziative di informazione e di denuncia, sia attraverso i mass media che manifestazioni popolari, relativamente alla inefficacia dell’assistenza sanitaria territoriale, rispetto alle necessità di integrazione, prevenzione, cooperazione, risposta al bisogno del paziente consequenziale ad una costante valutazione della domanda/bisogno degli utenti del Servizio Sanitario Regionale.

L’ultima iniziativa, in ordine cronologico, è stata organizzata presso la sede del Distretto 5 di Gaeta in via Salita Cappuccini, finalizzata a denunciare, tra le altre criticità, la progressiva riduzione di personale medico, infermieristico e tecnico, che mette a rischio il funzionamento dei servizi di cure primarie e di assistenza pubblica a tutela del diritto costituzionalmente garantito, in particolar modo i Consultori Familiari, la Medicina Specialistica Ambulatoriale, compresa l’attività di Diagnostica Strumentale, l’Assistenza Domiciliare, nonchè la mancata attuazione di percorsi assistenziali per la presa in carico di pazienti affetti da patologie croniche e le persone fragili.

La stessa iniziativa ha voluto denunciare, altresì, la mancata attuazione, ad oggi, di un Centro di Alta Diagnostica Specialistica presso la sede del Distretto 5, quale esecutività del protocollo di intesa tra Comune di Gaeta ed ASL di Latina che permetterebbe di sostenere l’offerta sanitaria pubblica a tutela della prevenzione e della salute di tutti i cittadini del comprensorio territoriale, riducendo le lunghe liste di attesa ed evitando che i cittadini di continuo debbano ricorrere, con proprie risorse economiche, ai Presidi Privati per ricevere le costose prestazioni di diagnostica strumentale, utili e necessarie a diagnosticare uno stato di malattia.

È giusto rappresentare ancora che da circa un anno non risulta essere più operativa presso la sede del Distretto 5 la UCP ( Unità di Cure primarie ) a sede pubblica, già istituita nel 2019 grazie alla disponibilità dei Medici di Medicina Generale operanti sul territorio di Gaeta, che ha integrato fino al mese di luglio 2023 l’attività degli stessi professionisti ( dal lunedi al venerdi dalle ore 10 alle ore 19) in favore dei propri Assistiti, presso i locali messi a disposizione dalla Direzione del Distretto, potenziando in tal modo la tutela sanitaria dei cittadini attraverso un’intensificazione, a livello territoriale, del rapporto medico-paziente.

Così facendo i pazienti sono stati privati di un servizio dal quale potevano beneficiare dell’assistenza di un Medico di Medicina Generale al di fuori degli orari dello studio principale in modo da poter soddisfare i problemi di salute prevalentemente cronici.

Queste sono solo alcune delle criticità e carenze che sono state riscontrate e che si sono accumulate nel recente periodo, contribuendo notevolmente a rendere disastrosa l’attuale condizione dell’assistenza territoriale nel sud pontino.

Che a questa condizione di inefficienza si sia giunti con una precisa volontà se ne deduce dalle scelte della Direzione Distrettuale, ad esempio, nella mancata convocazione e quindi nel rendere inoperativo da circa due anni l’Ufficio di Coordinamento delle Attività Distrettuali (UCAD).

Questo importante Organismo distrettuale, previsto dal DLgs n° 502 /1992 e regolamentato dalla ASL di latina, ne impone la convocazione almeno ogni due mesi, è composto dai rappresentanti delle diverse figure sanitarie professionali che operano nel Distretto 5, tra i quali i Medici di Medicina Generale, i Pediatri di Libera Scelta, i Medici di Medicina Specialistica Ambulatoriale ed ha il compito sia di concordare e di verificare la programmazione e l’attuazione delle attività assistenziali sul territorio di competenza, che garantire equità nell’accesso ai servizi, appropriatezza ed efficacia negli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione, efficienza ed economicità nella produzione e distribuzione di servizi e prestazioni socio-sanitarie.

Si acquisisce ancora questa inefficienza assistenziale nella cancellazione del Progetto “ + Vita” e, ad oggi, la mancata attivazione di qualsiasi altra iniziativa relativa ad un adeguato ed efficace percorso di cura del paziente cronico (Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali – PDTA), fornendo un approccio sistematico alla gestione della cronicità che parte dal coinvolgimento diretto del paziente, che insieme ai Medici di Medicina Generale ed all’Azienda ASL, diventa responsabile e soggetto attivo delle azioni volte a “ prendersi cura del proprio stato di salute

Lo SPI CGIL Sud Pontino ritiene che queste criticità rappresentino, tra gli altri, motivi di un decadimento dell’assistenza sanitaria territoriale, e che queste inadempienze e mancate ottemperanze a dettati di Legge debbano essere colmate con provvedimenti ed interventi oramai da ritenersi urgenti e non più procrastinabili.

Ai fini di una più ampia e proficua collaborazione finalizzata al raggiungimento di un bene comune, quale la salute dei cittadini, lo SPI CGIL Sud Pontino auspica che venga costituito un organismo di partecipazione delle Associazioni, a cui questa Organizzazione Sindacale si rende disponibile a partecipare”.

Così, in una nota, la Lega SPI CGIL Sud Pontino.

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