SABAUDIA: “ENERGIA CONDIVISA NEI BORGHI PER SOSTENERE FAMIGLIE E IMPRESE”

La proposta di Sabaudia 2034 parte dal territorio agricolo e prevede una Comunità Energetica Rinnovabile aperta anche a chi è senza pannelli propri. Una quota dei benefici sarebbe destinata alle famiglie in difficoltà.

Produrre energia sui tetti degli edifici e far sì che i benefici raggiungano anche le case di chi quei pannelli può soltanto vederli da lontano. È l’idea alla base della proposta di Sabaudia 2034, che punta a inserire nel proprio programma una Comunità Energetica Rinnovabile, partendo da un progetto pilota in uno dei borghi.

Con 530 imprese agricole e florovivaistiche indicate nei dati del 2024 e circa 850 ettari destinati alle serre secondo quelli del 2025, Sabaudia presenta un tessuto produttivo nel quale l’energia è un tema centrale.

Numeri che raccontano il peso dell’agricoltura nell’economia cittadina e suggeriscono l’interesse di un progetto capace di coinvolgere aziende e famiglie, valorizzando la produzione locale e condividendone i benefici.

La proposta guarda alle coperture idonee degli edifici esistenti, da individuare attraverso una ricognizione tecnica, preservando i terreni coltivati. L’obiettivo è mettere in relazione imprese, famiglie ed enti pubblici, creando una comunità nella quale produzione e consumi possano generare benefici condivisi.

“Vogliamo partire dai borghi e da una delle principali risorse di Sabaudia, il suo tessuto agricolo”, dichiara Tiziano Lauri. “Il Comune può assumere un ruolo di promozione e coordinamento, aiutando imprese e cittadini a costruire un progetto comune. Per noi significa inserire nel programma una scelta che tenga insieme competitività delle aziende, sostegno alle famiglie e attenzione al territorio”.

Il funzionamento si comprende anche attraverso un esempio. Se, in una determinata ora, gli impianti della comunità immettono in rete 100 kWh e gli aderenti ne prelevano complessivamente 70, l’energia condivisa virtualmente è pari a 70 kWh. È su questa quota, nel rispetto dei requisiti previsti, che possono essere riconosciuti i contributi. Un esempio illustrativo del meccanismo, mentre produzione e benefici del progetto di Sabaudia andranno calcolati nello studio di fattibilità.

“Occorre distinguere due vantaggi», spiega Luca Quaglieri. «Chi utilizza direttamente l’energia del proprio impianto riduce gli acquisti dalla rete. La condivisione genera invece benefici economici da ripartire secondo le regole della comunità, coinvolgendo anche famiglie prive di pannelli. Per questo sarà fondamentale studiare insieme la produzione degli impianti e gli orari dei consumi”.

La scelta del borgo pilota passerebbe dalla raccolta delle disponibilità, dall’analisi delle coperture e dalla verifica delle utenze ammesse alla stessa configurazione elettrica. Lo studio dovrebbe definire investimenti, finanziamenti, costi di gestione e benefici attesi, così da consentire agli interessati una scelta consapevole.

Una quota dei benefici sarebbe destinata alle famiglie in difficoltà economica, attraverso criteri trasparenti e una rendicontazione accessibile. Il percorso proposto da Sabaudia 2034 comincia dunque dal confronto con cittadini, imprenditori e associazioni, per individuare un primo nucleo di partecipanti e trasformare l’idea in un progetto sostenibile, da estendere ad altri borghi sulla base dei risultati.

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