ROMA-LATINA, ECCO TUTTE LE TAPPE GIUDIZIARIE E GLI SPRECHI FINO ALLO SCANDALO ANAS-VERDINI

Tommaso Verdini, Denis Verdini e Matteo Salvini
Tommaso Verdini, Denis Verdini e Matteo Salvini

Nello scandalo corruzione Verdini-Anas, emergono anche le mire per la Roma-Latina. Il Comitato No Corridoio ricostruisce la storia “giudiziaria” dell’opera

“Per la Roma-Latina, sono stati spesi oltre 100 milioni di euro senza aver posato neanche la prima pietra. Difatti, negli anni, sono partite le inchieste della Corte dei conti, della Commissione Europea e dell’Autorità di vigilanza sui Lavori Pubblici. Un pasticcio, iniziato nel 2004 dall’allora governatore della Regione Lazio Francesco Storace e proseguito dalle amministrazioni successive. Solo 45 milioni sono stati pagati dalla Regione per i tre progetti presentati, per non parlare dell’accavallarsi di due società nell’affare, prima l’Arcea Lazio Spa sostituita poi dalla Autostrade del Lazio, con il mantenimento dei rispettivi CdA. I vari Consigli di Amministrazione di Autostrade del Lazio, che si sono succeduti dal 2008 ad oggi si sono intascati in media 200mila euro/anno, senza fare nulla! Per non parlare di quelli dell’ARCEA Lazio SpA dal 2004 al 2014, fatta rimanere in vita nonostante la nascita nel 2008 della Soc. Autostrade del Lazio.

Tra il 2015 e il 2017, i giudici della Corte dei Conti non hanno avuto dubbi sul danno erariale di quasi 20 milioni di euro, prodotto con la gestione della progettazione della strada ai tempi della presidenza di Francesco Storace. Nel frattempo è arrivata la prescrizione e a pagare perfino con lo sconto (430mila euro invece di 600mila euro) sarà solo l’ex funzionario della Regione Lazio, De Filippis. Gli altri undici, tra cui lo stesso Storace e l’assessore Gargano nessuno ha mai risarcito lo Stato.

Dopo la costituzione della Soc Autostrade del Lazio, i soci privati della Soc Arcea Lazio, il Consorzio 2050 ricorrono all’arbitrato contro la Regione Lazio. Il collegio arbitrale “accerta e dichiara il diritto del Consorzio 2050 “a vedersi corrisposto l’importo di 41.025.139,19 euro e, condanna la Regione Lazio, a pagare la somma suddetta, oltre agli interessi legali e la rivalutazione monetaria dalla data della domanda e fino alla sottoscrizione del presente lodo, nonché agli interessi legali sulla somma complessivamente risultante”.

Nel 2015 la “Dama Nera”, Antonella Accroglianò, viene arrestata. Era la quarta direttrice centrale aggiunta, ufficialmente addetta a tutti gli affari amministrativi: una marea di pratiche molto sostanziose dell’Anas, prima stazione appaltante d’Italia. Era dedita al disbrigo delle tangenti, secondo le accuse circostanziate e pesanti che gli hanno rivolto gli inquirenti. Fino ad allora era anche Consigliere d’Amministrazione e responsabile trasparenza di Autostrade del Lazio Spa.

Nel 2017 la professoressa di matematica, Angela Ricci (designata da Zingaretti, Regione Lazio), moglie del Presidente della sezione del Consiglio di Stato che segue i ricorsi delle società coinvolte nella procedura di gara per l’assegnazione dell’appalto, viene nominata nel CdA di Autostrade del Lazio SpA. Denunciata l’incompatibilità, l’anno seguente darà le dimissioni.

Nel 2020 l’avvocato Giovanni Galoppi viene nominato da Zingaretti come Presidente del CdA di Autostrade del Lazio. Il giorno prima della delibera il suo nome è finito nelle carte di un’operazione antimafia, intercettato mentre era al telefono con il principale indagato.

Arriviamo all’indagine, avviata nella primavera del 2022, che ha portato all’emissione della misura degli arresti domiciliari per Tommaso Verdini, presidente della società Inver, figlio dell’ex parlamentare Denis Verdini molto vicino a Silvio Berlusconi e in seguito a Matteo Salvini, stretti legami con Antonio Angelucci (dal 2008 è stato eletto per quattro volte deputato per le legislature XVI, XVII, XVIII e XIX nelle liste de Il Popolo della Libertà, di Forza Italia e oggi con la Lega per Salvini premier), per due volte condannato in via definitiva per bancarotta nelle vicende del Credito cooperativo fiorentino e della Società toscana edizioni, anch’egli finito nel registro degli indagati e fratello della compagna del Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, il leader della Lega.

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Il gip afferma che “dalle indagini è emersa la sussistenza di un sistema corruttivo forte e stabile che ha portato ad una turbativa delle gare per importi milionari”. Per il giudice “gli indagati hanno operato con pubblici ufficiali e con i privati loro clienti mettendo a disposizione i loro rapporti stretti con pubblici ufficiali in posizioni apicali all’interno di Anas e delle strutture pubbliche, di volta in volta, coinvolte nelle procedure di interesse dei clienti”. Nell’ordinanza si afferma, inoltre, che le persone finite nel registro “erano in grado (anzi sono stati in grado) grazie ai loro ‘agganci politici e conoscenze all’interno di Anas’ e ad un sistema di scambio di reciproci favori, di avvantaggiare i propri clienti nell’aggiudicarsi gare”.

Nell’ordinanza, emerge, il nome del possibile sponsor della Inver di Verdini: si tratta del sottosegretario al Ministero dell’Economia della Lega, Federico Freni. Secondo l’ipotesi accusatoria, Verdini e Pileri sarebbero stati ricompensati in denaro dagli imprenditori favoriti, mentre i funzionari pubblici avrebbe agevolati i privati in cambio di avanzamenti di carriera. “C’è anche il fatto – spiega Verdini junior in una intercettazione – che con alcuni dirigenti stiamo cercando di fargli fare carriera”.

Verdini farà menzione della Roma-Latina al sottosegretario della Lega: “Freni, il sottosegretario all’Economia, sabato o domenica l’ha chiamato (riferito a Domenico Petruzzelli, indagato come responsabile, nella sede centrale di Anas, della struttura Assetti infrastrutturale rete) e gli ha detto “lavoriamo insieme per la Latina-Roma, ti do una mano, ti aiuto a riprenderla”. Verdini e Pileri, secondo gli inquirenti, avrebbero cercato di contattare Freni per caldeggiare la nomina di Domenico Petruzzelli come Commissario Straordinario della Roma-Latina, tanto da organizzare incontri tra i medesimi Petruzzelli, ex amministratore di Autostrade del Lazio liquidata nel 2022 dal Ministero dei Trasporti, e Freni, e tra Petruzzelli e Massimo Bruno, Chief Corporate Affairs Officer del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

Per tutto questo, fermare l’iter della costruzione dell’inutile e costosa (oltre 1.820 milioni di euro!) autostrada a pedaggio Roma-Latina, una vera e propria gallina dalle uova d’oro per i soliti avvoltoi arraffatori di appalti pubblici, è un dovere etico e un obbligo di trasparenza istituzionale”.

Così, in una nota, il Comitato No Corridoio Roma-Latina per la Metropolitana Leggera.

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