Vasta operazione dei Carabinieri Forestali del Nipaaf di Latina nella zona industriale di Borgo San Donato, a Sabaudia. Sotto la lente della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma è finita un’azienda specializzata nella raccolta di materiali metallici, ora posta sotto sequestro insieme alle quote societarie.
L’inchiesta ha svelato un complesso sistema di traffico illecito di rifiuti speciali e pericolosi: non solo metalli, ma anche batterie esauste e apparecchiature elettroniche che venivano gestiti senza alcuna tracciabilità. Gli inquirenti contestano l’attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti.
Oltreché allo stabilimento, il provvedimento emesso dal giudice del Tribunale di Roma ha portato al blocco di undici autocarri utilizzati per il trasporto e il conferimento irregolare dei materiali. Questi mezzi erano intestati ai soggetti che, secondo l’accusa, trasportavano e consegnavano illegalmente i rifiuti speciali presso il centro di raccolta.
L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, ha svelato come all’interno del sito industriale venissero gestiti materiali di vario tipo senza il rispetto delle norme vigenti. Oltre ai rottami, gli investigatori hanno accertato il conferimento di batterie esauste per automobili e di Raee, ovvero i rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, che richiedono procedure di smaltimento molto rigide a causa del loro potenziale inquinante.
Le attenzioni del nucleo investigativo si sono concentrate in particolare sulla ILM Srl, la società che gestisce l’impianto di via Maremmana. L’accusa principale mossa dagli inquirenti riguarda la violazione dell’articolo 452 quaterdecies del codice penale, che punisce le attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti. In sostanza, i Carabinieri hanno riscontrato una totale assenza di tracciabilità dei materiali che entravano e uscivano dall’azienda, rendendo impossibile stabilire la provenienza e la destinazione finale di quanto trattato.
A seguito di queste scoperte, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma ha emesso un provvedimento molto restrittivo che ha portato al blocco totale dell’attività. Oltre al sequestro dell’intero sito industriale di Borgo San Donato, l’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro delle quote societarie della stessa ILM Srl.
