LIBERE PROFESSIONI IN CRESCITA NEL LAZIO: +4,6% IN UN ANNO

Presentato oggi a Roma il 7° Rapporto sulle Libere Professioni nel Lazio – Anno 2025 dell’Osservatorio di Confprofessioni. Il presidente di Confprofessioni Lazio, Marco Roberti: «L’aumento del 20,3% in dieci anni dimostra che i professionisti sono un pilastro stabile dello sviluppo regionale. Ora la sfida è sostenere i redditi reali, ridurre i divari di genere e accompagnare le transizioni».

Nel dibattito sono intervenuti anche la senatrice Alessandra Maiorino e il presidente di Confprofessioni, Marco Natali, che hanno richiamato l’urgenza di rafforzare pari opportunità e forme aggregative.

Nel 2024 i liberi professionisti laziali hanno raggiunto quota 187 mila, pari al 7,3% della forza lavoro regionale e al 38,2% degli indipendenti. Un risultato che conferma la vitalità del comparto, cresciuto in modo costante nel tempo: +20,3% dal 2014 e +4,6% nell’ultimo anno, a testimonianza di una dinamica espansiva che non accenna a rallentare. In questo scenario, Roma continua a esercitare un forte potere di attrazione, tanto che nella ripartizione del Centro un professionista su due lavora nel Lazio, consolidando la centralità della Capitale nei servizi avanzati, nella consulenza e nelle attività ad alta intensità di competenze.

È la fotografia scattata dal 7° Rapporto sulle libere professioni nel Lazio – Anno 2025, realizzato dall’Osservatorio delle Libere Professioni di Confprofessioni e presentato oggi a Roma nel corso dell’evento “Generazione Professione: Competenze, diritti e pari opportunità per il rilancio del Paese”. All’incontro, introdotto dal Presidente di Confprofessioni Lazio Marco Roberti, sono intervenuti, tra gli altri, la Sen.ce Alessandra Maiorino (Commissione Affari esteri e difesa), Franco Spoto (Presidente del Consiglio Comunale di Rocca Priora e Responsabile Enti locali per la Regione Lazio del suo partito), Samuel Battaglini (Consigliere Nazionale ANCI, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani) e il Presidente di Confprofessioni Marco Natali.

Per la Regione Lazio ha inviato una memoria scritta l’Assessora Simona Renata Baldassarre (Assessore a Cultura, Pari Opportunità, Politiche giovanili e della Famiglia) mentre per Roma Capitale è intervenuto l’On. Giovanni Quarzo (Consigliere dell’Assemblea Capitolina).

«Il Rapporto conferma il ruolo sempre più strategico dei professionisti nel tessuto economico regionale. In un contesto in cui il Pil pro capite del Lazio resta il più elevato del Centro Italia e l’occupazione cresce pur mantenendosi sotto i livelli delle altre regioni centrali, il comparto professionale si distingue come uno dei motori più dinamici e qualificati del territorio», ha spiegato il Presidente Roberti.

Capitale umano e livelli di istruzione

Il profilo dei professionisti laziali riflette un capitale umano di qualità elevata. Il Lazio è infatti la regione con la quota più alta di giovani laureati (37,4% tra i 25-34enni), con un picco del 45,6% tra le donne (gli uomini si fermano al 29,7%).

La struttura settoriale delle libere professioni

Nel Lazio la struttura delle libere professioni presenta una composizione articolata e fortemente orientata ai servizi avanzati. Il settore più consistente è quello dei servizi alle imprese e del tempo libero (25%). Segue la sanità e assistenza sociale (20%), che conferma il peso crescente delle attività socio-sanitarie nella regione. L’area legale e quella amministrativa mostrano una presenza significativa, rispettivamente al 14% e al 13%, mentre l’area tecnica si attesta all’11%. Chiudono il quadro il ramo dei veterinari e delle altre attività scientifiche (4%) e il settore commercio, finanza e immobiliare (13%).

Pari opportunità e presenza femminile

Sul fronte delle pari opportunità, il Lazio si colloca sopra la media nazionale del 37,0%: le donne rappresentano il 40,6% dei professionisti, con una presenza maggioritaria nella sanità (60,8%) e prossima alla parità nelle attività scientifiche e veterinarie (45,9%).

Redditi e divari di genere

Dal punto di vista economico, i redditi dei professionisti ordinistici del Lazio si posizionano sopra la media nazionale: nel 2023 i commercialisti hanno registrato un reddito medio di 90.698 euro, gli avvocati 58.825 euro. Tuttavia, il Rapporto evidenzia come il gender gap reddituale rimanga significativo e, per alcune professioni ordinistiche, persino superiore ai livelli nazionali. Nella Regione, nel 2023, i commercialisti uomini hanno dichiarato in media 107.525 euro, mentre le commercialiste si sono fermate a 52.882 euro. Tra gli avvocati, il reddito medio maschile è pari a 78.824 euro, contro i 35.413 euro delle colleghe. Anche tra i consulenti del lavoro il gap è marcato: 56.994 euro per gli uomini e 35.157 euro per le donne.

Gli interventi

Sul tema delle pari opportunità è intervenuta la senatrice Alessandra Maiorino: «Le libere professioni saranno davvero un motore di crescita per il Paese solo se sapranno essere anche un terreno di parità. Ridurre il divario di genere non è una concessione, ma una condizione di efficienza e di giustizia: significa garantire alle professioniste strumenti concreti di welfare, tutele della maternità e reali possibilità di carriera. Investire sui talenti delle donne vuol dire investire sulla competitività dell’intero sistema professionale».

Tra i principali spunti emersi dal dibattito, il rafforzamento delle forme aggregative come leva per sostenere la crescita e l’innovazione del settore. «È essenziale favorire l’integrazione tra competenze specialistiche: oltre agli strumenti fiscali, servono condizioni che incentivino strutture più flessibili e multidisciplinari, capaci di mettere insieme competenze diverse e creare valore aggiunto per professionisti, imprese e cittadini», ha osservato il presidente Marco Natali.

«Il Rapporto restituisce l’immagine di un comparto professionale maturo, altamente istruito e in crescita, che contribuisce in modo decisivo alla competitività del Lazio. Allo stesso tempo, emergono sfide cruciali: sostenere i redditi reali, ridurre i divari di genere, rafforzare la digitalizzazione degli studi e valorizzare ulteriormente il ruolo dei professionisti nelle transizioni ecologica, digitale e generazionale», ha aggiunto Marco Roberti. «Confprofessioni Lazio continuerà a lavorare con le istituzioni comunali e regionali per promuovere politiche che riconoscano e sostengano questo patrimonio di competenze, innovazione e responsabilità sociale».

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