Venerdì 5 giugno, alle ore 18.00, in Piazza delle Erbe ad Aprilia, sarà inaugurato il nuovo Presidio di Libera dedicato alla memoria del maresciallo dei Carabinieri Francesco Borrelli, vittima della ‘ndrangheta, assassinato a Cutro il 13 gennaio 1982 mentre tentava di mettere in salvo i cittadini presenti durante un agguato mafioso.
La scelta della data assume un valore particolarmente significativo: il 5 giugno ricorre infatti della il 212° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri, istituzione che da oltre due secoli rappresenta un presidio fondamentale di legalità, sicurezza e difesa dei valori democratici del Paese. Intitolare il nuovo Presidio di Libera a Francesco Borrelli proprio in questa giornata significa rendere omaggio non solo al suo sacrificio e a tutte le vittime innocenti di mafie, ma anche all’impegno quotidiano delle donne e degli uomini delle Forze di Polizia nella lotta alle mafie e a ogni forma di criminalità. Interverranno all’iniziativa il Vescovo della Diocesi di Albano, monsignor Vincenzo Viva, l’ex Direttore della DIA di Roma Generale dei Carabinieri Francesco Gosciu, i coreferenti di Libera Lazio Gianpiero Cioffredi e Alfredo Borrelli, figlio del maresciallo Francesco Borrelli.
Dalle ore 20.00 sempre in piazza delle Erbe la serata proseguirà con uno spettacolo musicale con il Laboratorio Musicale del Liceo Meucci di Aprilia, i Burattini Senza Fili e l’esibizione dei Deshedus, una delle realtà più interessanti e originali del panorama rock italiano contemporaneo.
“Il contesto mafioso di Aprilia emerso, grazie alle Forze di Polizia e alla Magistratura, con l’inchiesta “Assedio”, ha mostrato un intreccio tra clan locali e la presenza di ‘ndrine calabresi, che hanno condizionato politica, economia e vita sociale della città. Ma oggi vogliamo dire con forza che Aprilia non coincide con questa ferita.” Affermano i coreferenti di Libera Lazio, Gianpiero Cioffredi e Alfredo Borrelli” che concludono” Aprilia è fatta soprattutto di cittadini onesti, di scuole, di associazioni, di parrocchie, di donne e uomini che ogni giorno costruiscono il bene comune. È a loro che questo presidio si rivolge . È insieme a loro con spirito di collaborazione che vogliamo costruire un argine culturale, educativo, sociale e civile contro ogni forma di criminalità organizzata”
