RENDICONTO 2025, LE CRITICHE DI “SERMONETA CAMBIA”

Il capogruppo Di Lenola: “Avanzo alto, ma cittadini senza risposte. Sul sinkhole e sulla vendita dei beni comunali serve chiarezza immediata”

“I cittadini non hanno bisogno di slogan sui conti in ordine, ma devono sapere come vengono utilizzate le risorse per Sermoneta e per il suo futuro. Un Comune non si misura solo da quanto riesce ad accantonare ma soprattutto da quanto riesce a realizzare, trasformando le disponibilità in opere, servizi, manutenzioni e sicurezza”: è quanto afferma il capogruppo di “Sermoneta Cambia”, Antonio Di Lenola, commentando i numeri mostrati dall’Amministrazione con il rendiconto 2025.

 “L’Ente chiude con un risultato di amministrazione di 6.874.731,03 euro e con una parte disponibile di 3.781.398,75 euro. Davanti a queste risorse importanti e a cifre apparentemente positive ci facciamo però una domanda: se i soldi ci sono, perché tante questioni restano ancora aperte? Non diciamo che i conti siano formalmente fuori posto ma vogliamo capire se queste risorse siano state davvero trasformate in opere, manutenzioni, servizi e sicurezza per il territorio!”.

L’analisi di Di Lenola si sofferma su due aspetti, a partire dalla questione “Sinkhole” la voragine venutasi a creare il 12 agosto dello scorso anno:

“Nell’area di via delle Vigne e vicino la Strada Provinciale Sermonetana si è verificato un grave evento che ha coinvolto famiglie, abitazioni, sicurezza pubblica e bilancio comunale. Non basta citare il sinkhole nel rendiconto limitandosi ad una variazione di bilancio e ad un contributo per autonoma sistemazione. I cittadini hanno diritto di sapere quanto questa vicenda è costata e quanto costerà, quali somme saranno coperte da contributi regionali e quali resteranno a carico del Comune. Esiste poi una relazione tecnica completa e sono state valutate eventuali responsabilità? Su un fatto così serio non si può procedere a pezzi, una delibera alla volta. Serve un quadro economico completo, pubblico e comprensibile, che illustri le spese sostenute e quelle rinviate al 2026. La trasparenza non è una cortesia verso l’opposizione: è un dovere verso i cittadini!”

Il secondo argomento riguarda l’alienazione di beni comunali:

“A fronte di un avanzo disponibile di oltre 3,7 milioni di euro, di una cassa finale superiore a 8,5 milioni di euro e di un patrimonio netto superiore a 30 milioni di euro, l’Amministrazione deve spiegare perché intende alienare beni del Comune. Non siamo contrari per principio alla vendita di immobili del patrimonio pubblico ma un passaggio del genere richiede una motivazione forte, chiara e trasparente. Ai cittadini va spiegato perché il bene viene venduto, se è davvero utile, quanto vale, come verrà utilizzato il ricavato e quale beneficio concreto avranno i cittadini. Il patrimonio comunale non è un salvadanaio da svuotare quando serve. È un bene della comunità. Se si vende, bisogna dimostrare che quella vendita serve davvero a Sermoneta!”.

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