PRONTO SOCCORSO, IL PIANO DELLA REGIONE PER RIDURRE I TEMPI D’ATTESA

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Pronto soccorso del Goretti

La Regione Lazio istituisce un nuovo piano per la gestione dei flussi di ricovero, con obiettivi stringenti su tempi di attesa, presa in carico dai pronto soccorso di Roma e del Lazio e coordinamento in tempo reale dei posti letto.

Il documento punta a “migliorare i percorsi di ricovero e di dimissione, a garantire un’adeguata capacità di accoglienza dei pazienti provenienti dal pronto soccorso e ad assicurare tempi di attesa coerenti con il livello di priorità clinica per i ricoveri programmati”. Sostituisce il piano del 2022 e dovrà essere recepito da aziende ed enti del SSR.

Nel 2025 gli accessi ai pronto soccorso del Lazio sono stati 1.819.429: il 74,7% arrivato autonomamente, il 20,1% tramite 118 e lo 0,1% in elisoccorso. Prevalgono i codici a bassa e media priorità, con azzurri al 40% e verdi al 36%, mentre gli arancioni sono il 17% e i rossi il 4,3%. Nella rete ospedaliera si contano 576.490 ricoveri ordinari e 239.441 in day hospital (815.931 dimissioni), per 5.906.371 giornate di assistenza; degenza media 7,4 giorni e posti letto occupati oltre il 79%.

Il piano istituisce una centrale operativa h24, il Toh (Team operativo ospedaliero), per il monitoraggio e l’assegnazione in tempo reale dei posti letto, affiancata dall’Ucaf per l’indirizzo strategico. “Tale articolazione – si legge nel documento – consente di assicurare una chiara distinzione tra le responsabilità decisionali e quelle operative, garantendo al contempo un’integrazione continua tra le attività di programmazione e la gestione quotidiana dei percorsi assistenziali”. Vengono potenziati i percorsi alternativi al PS, come case e ospedali di comunità, che “rappresentano il setting assistenziale di riferimento per la gestione dei bisogni a bassa intensità di cura e per specifiche condizioni cliniche, anche in collegamento con le attività di informazione e di indirizzo proattivo del Numero europeo armonizzato (NEA 116117)”. Le Asl identificheranno i “frequent user” tramite “Gipseweb”, attivando percorsi sociosanitari dedicati. Previsto il Fast track attivo sette giorni su discipline ad alta dimissione dopo consulenza.

Per i codici arancioni si punta ad avviare la visita entro 45 minuti per almeno l’80% dei pazienti, con 60 minuti come tempo medio tra apertura scheda e visita. La permanenza media dalla visita alla dimissione o decisione di ricovero viene fissata fino a 480 minuti, fino a 720 minuti per Terapia intensiva e Psichiatria e, per il ricovero, fino a 1.000 minuti. Superate le 12 ore dall’accesso, scatta l’obbligo di presa in carico da parte dell’unità operativa di destinazione. “Con la finalità – si legge nel documento – di rendere operativo il tempo di boarding (periodo in cui un paziente, dopo che i medici hanno deciso il ricovero, resta in attesa di un posto letto libero, ndr) e avviare le azioni proprie del percorso di ricovero”.

Il piano impone il superamento del “blocco mezzi”: il paziente trasportato in ambulanza deve essere preso in carico per il triage entro 30 minuti. La permanenza in barella sul mezzo deve restare evento eccezionale e temporaneo. “Il fenomeno del blocco mezzo – si legge nel documento – determina una riduzione della capacità del Sistema di emergenza territoriale con ricaduta diretta sulla gestione delle richieste di soccorso, soprattutto se concentrato in una macroarea”. Il diniego d’accesso o l’invio ad altro pronto soccorso per pazienti arrivati in ambulanza è considerato “un’opzione non prevista”.

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