Da fine agosto l’Uva Moscato di Terracina entra nei ristoranti della città con “Moscato di Terracina – Patrimonio Vivo”, il progetto promosso per il secondo anno dall’Associazione Ristoratori Terracina a Tavola insieme a Gastronomica – Festival del Gusto, per contribuire alla conoscenza e alla valorizzazione di una delle produzioni più identitarie del territorio.
Per circa tre – quattro settimane i ristoranti aderenti diventeranno una rete diffusa di punti di racconto del Moscato. Nei locali saranno allestiti cesti con uva fresca, materiali divulgativi dedicati alla storia, alle caratteristiche e al legame della produzione con Terracina e copie del libro di Danilo Mastracco “Il Moscato di Terracina. L’uva di Circe tra Mito e Realtà”.
I clienti potranno inoltre assaggiare piccoli grappoli di Moscato, mentre gli chef saranno invitati a interpretare liberamente l’uva attraverso piatti, dessert e abbinamenti che saranno successivamente raccontati attraverso i canali di Gastronomica e dei partner del progetto.
“Un ristorante può essere molto più del luogo nel quale si mangia: può diventare una porta d’ingresso per conoscere il territorio”, sottolinea Massimo Cappellanti, presidente di Terracina a Tavola e chef della Vineria Cesare 1963. “Quando più attività lavorano insieme, la forza del racconto cresce. È questo il valore della nostra rete, utilizzare la ristorazione per far conoscere produzioni, persone e storie che appartengono all’identità di Terracina”. L’iniziativa rientra nel progetto “I Grani” di Gastronomica, dedicato alle produzioni capaci di raccontare attraverso il cibo storia, paesaggio, economia e tradizioni dei territori del Lazio.
“Non basta avere un’eccellenza, occorre conoscerla, raccontarla e costruire intorno ad essa relazioni che possano mantenerla viva”, spiega Andrea D’Onofrio, direttore di Gastronomica – Festival del Gusto. “È il metodo che stiamo sviluppando con I Grani e con Aspettando Gastronomica nei territori della DMO Dai Monti Lepini al Mare. Partire da un prodotto per parlare di filiere, cultura, comunità e sviluppo territoriale”.
A rafforzare il progetto è anche il recente ingresso dell’Uva Moscato di Terracina nell’ Arca del Gusto Slow Food, all’interno di un percorso che coinvolge Slow Food Terracina, scuola, produttori, studiosi e altri soggetti locali.
“Il Moscato ha accompagnato per generazioni il lavoro e la vita delle famiglie di Terracina”, ricorda Danilo Mastracco. “Farlo conoscere e assaggiare oggi significa evitare che questa storia rimanga soltanto memoria e provare a trasmetterla alle nuove generazioni”.
Il progetto si inserisce anche nel percorso avviato con Terracina InGusto e Aspettando Gastronomica, sviluppato nell’ambito di “Terracina InGusto – Valorizzazione Integrata delle Filiere Terra-Mare”, realizzato con il contributo di ARSIAL e Regione Lazio, per rafforzare la conoscenza e la valorizzazione delle produzioni e delle filiere del territorio.
Nelle prossime settimane Gastronomica racconterà i ristoranti aderenti, i produttori, le ricette e le testimonianze legate al Moscato, coinvolgendo anche i cittadini nella raccolta di fotografie, ricordi, ricette e documenti storici.
