PROCESSO SCHEGGIA, RICCARDO CONTRO-INTERROGATO. DIFESA CHIEDE DI ASCOLTARE DI GIORGI E CUSANI

Agostino Riccardo
Agostino Riccardo

Processo Scheggia, a testimoniare, collegato con l’Aula di Tribunale, di nuovo il collaboratore di giustizia Agostino Riccardo

Come noto, il processo Scheggia vede sul banco degli imputati per estorsione, atti di illecita concorrenza, violenza privata, più gli illeciti connessi alle amministrative di Terracina 2016, tutti aggravati dal metodo mafioso, Gina Cetrone, l’ex marito Umberto Pagliaroli, e i tre Di Silvio – Armando detto Lallà e i figli Gianluca e Samuele. Più, per l’appunto, l’attuale collaboratore di giustizia Agostino Riccardo.

Agostino Riccardo era stato interrogato lo scorso 21 giugno dal Pm Luigia Spinelli. Il collaboratore di giustizia aveva risposto diffusamente in merito alla campagna elettorale per le Comunali di Terracina 2016, più nel merito dell’episodio dell’estorsione contestata ai danni di un imprenditore di Pescara.

Inoltre, Riccardo aveva fatto i nomi di commercialisti che conosceva, oltreché a politici come Giovanni Di Giorgi – l’ex sindaco di Latina che gli avrebbe presentato Gina Cetrone – e l’attuale Sindaco di Sperlonga Armando Cusani che avrebbe accompagnato ad una cenna elettorale durante la campagna elettorale del 2016.

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Nell’udienza odierna, durata dall’una circa fino a quasi le sei, Riccardo è stato interrogato dal collegio difensivo nell’ambito del contro-esame. Collegio difensivo composto dagli avvocati Lorenzo Magnarelli, Domenico Oropallo, Luca Giudetti, Angelo e Oreste Palmieri

Diverse le contestazioni al collaboratore di giustizia in un confronto serrato e duro davanti al Collegio di Tribunale presieduto dal magistrato Caterina Chiaravalloti, coadiuvata dai giudici Valentini e Villani. Sono proprio i nomi che il collaboratore ha nominato in Aula – da Cusani a Di Giorgi fino Francesco “Ciccio” La Magna (l’uomo che, secondo Riccardo, sarebbe stato il tramite tra il gruppo dei Di Silvio e i Marano di Terracina) – a risultare aspetto di contestazione da parte della difesa. Infatti, ogni volta che Riccardo ha menzionato tali personaggi nel merito di determinati contesti, la difesa di Gina Cetrone, rappresentata dall’avvocato Lorenzo Magnarelli, ha anticipato al Tribunale una richiesta di audirli come testimoni.

Ecco perché, dopo la trascrizione dell’udienza odierna, la difesa di Cetrone chiederà la testimonianza in Aula di Giovanni Di Giorgi, Armando Cusani, Natan Altomare, Ciccio La Magna, la segretaria di Pagliaroli e la madre dell’ex consigliera del Pdl, grande accusata da parte del collaboratore di giustizia e della Procura/DDA di Roma presente in Corte d’Assise con i Pm Corrado Fasanelli e Luigia Spinelli.

Riccardo è stato contestato, inoltre, sul punto dell’estorsione: secondo la difesa di Cetrone, l’imprenditore di Pescara si sentiva estorto dall’ex affiliato del Clan Di Silvio (a cui diede dei soldi per il “disturbo” di averlo accompagnato a Pescara) e non da Gina Cetrone. Secondo la ricostruzione della difesa, ci sarebbe peraltro una difformità tra ciò che viene riportato nei verbali riassuntivi rispetto alle trascrizioni complete delle intercettazioni e dei narrati del collaboratore di giustizia.

È stato, infatti, l’avvocato di Gina Cetrone a chiedere e contestare a Riccardo se fosse vero che, in uno dei verbali, il pentito avrebbe detto ai pubblici ministero di voler rovinare l’ex esponente di centrodestra.

Alla fine dell’udienza tutti gli imputati hanno reso dichiarazioni spontanee tranne Umberto Pagliaroli. Armando “Lallà” Di Silvio ha ribadito di manifestare problemi di natura psichica, cona la richiesta in corso per accertamenti. Gina Cetrone, come in altre udienze, ha respinto ogni accusa formulata verso di lei da parte di Agostino Riccardo, sia per quanto riguarda l’estorsione all’imprenditore di Pescara sia per le interlocuzioni tra lei e il Clan Di Silvio in merito alla campagna elettorale delle Comunali di Terracina 2016.

La prossima udienza è prevista per martedì 28 settembre alle ore 14,30 presso il Tribunale di Latina. Ad essere ascoltato il Dirigente della Squadra Mobile Giuseppe Pontecorvo.

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