PRIME CREPE TRA I VANNACCIANI DI LATINA, PERRONE SBATTE LA PORTA: “ME NE VADO”

Perrone: “A Latina servono risposte. Fanti dov’è?” Credo sia arrivato il momento di smettere di girare intorno alle questioni e di parlare con chiarezza”

“Io alcune posizioni di Futuro Nazionale non le condivido e non ho mai pensato che aderire a un progetto politico significasse dire sempre sì o chinare il capo. Se credo in qualcosa, lo sostengo. Se non la condivido, lo dico. Senza problemi e senza paura.

Questo progetto l’ho condiviso con quasi cento persone, tra adulti e giovani, che hanno scelto di impegnarsi per amor di patria e non per interesse personale. Ed è proprio per rispetto verso queste persone che oggi pongo una domanda precisa. Che politica stiamo facendo?

Perché il rischio concreto è quello di trasformare un progetto nel quale molti hanno creduto in una politica fatta di slogan, dichiarazioni e propaganda, mentre fuori da quelle parole ci sono cittadini che chiedono risposte.

A Latina Futuro Nazionale è rappresentato in Consiglio comunale da Alessandro Fanti. E allora la domanda è inevitabile: Fanti dov’è? Dov’è quando Latina finisce al centro di operazioni antidroga importanti? Dov’è quando vengono sequestrate ingenti quantità di stupefacenti alle porte della città e in zone che fino a poco tempo fa molti avrebbero considerato insospettabili?

Su questi temi non servono post, slogan o dichiarazioni di circostanza. Serve una posizione politica chiara. Voglio invece rivolgere un plauso sincero alla Polizia di Stato, ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza e alla Polizia Locale, agli uomini e alle donne che ogni giorno sono sul territorio e affrontano concretamente criminalità, spaccio e situazioni di pericolo.

Mentre qualcuno taglia nastri, si mette davanti a una macchina fotografica e rivendica risultati, c’è chi lavora davvero, spesso senza riflettori, per difendere la sicurezza dei cittadini.

A loro va il mio rispetto. Perché la legalità non si celebra soltanto nelle cerimonie o davanti a una macchina fotografica. La legalità si difende ogni giorno, con il lavoro, la presenza e il coraggio. E allora torniamo a Latina. La droga è una piaga. Non è un tema secondario e non è una questione da affrontare soltanto quando arriva l’ennesima operazione delle forze dell’ordine. La droga va combattuta. Non soltanto a parole. E, nel caso di Fanti, nemmeno abbastanza a parole.

C’è la via dei Pub, una zona da tempo sotto particolare attenzione, dove si verificano episodi di violenza tra giovani e dove il fenomeno dello spaccio appare sempre più preoccupante.

Ci sono quartieri dove sono state piazzate bombe. Ci sono cittadini che vivono ai margini della città in condizioni difficili, con problemi che vanno dalla sicurezza alla mancanza d’acqua e alle continue criticità del servizio idrico.

Fanti è mai andato in quei quartieri? Ha mai ascoltato quelle persone? Ha mai raccolto le loro paure, le loro difficoltà e le loro richieste?

E soprattutto: quali battaglie ha portato in Consiglio comunale su questi temi? Questa è la domanda alla quale vorrei una risposta. Perché parlare di politica significa anche avere il coraggio di affrontare ciò che è scomodo. E mentre questi problemi restano sul tavolo, il dibattito politico sembra concentrarsi sull’isola pedonale e sulla remigrazione.

Legittimo discutere di tutto. Ma viene spontaneo chiedersi: davvero queste sono le priorità di Latina?

Una città che deve fare i conti con criminalità, droga, sicurezza, strade in condizioni difficili, servizi che non funzionano sempre come dovrebbero e un rapporto ormai profondamente deteriorato tra cittadini e politica non può essere governata a colpi di slogan.

E poi ci sono i circa sei milioni e mezzo di euro spesi per i giardinetti. Una cifra enorme per la nostra città. Su quella spesa credo che i cittadini abbiano tutto il diritto di pretendere chiarezza, trasparenza e spiegazioni, soprattutto guardando oggi alle condizioni di quegli spazi.

Dov’è la voce politica di Fanti su questo? Io non la sento. E questo, per chi rappresenta un movimento politico all’interno del Consiglio comunale, è un problema. Latina ha bisogno di una sana ricostruzione.

Una ricostruzione morale e strutturale, ma soprattutto una ricostruzione del tessuto umano, che negli anni si è lacerato. Il fatto che sempre più cittadini abbiano smesso di credere nella politica e scelgano di non andare nemmeno a votare dovrebbe far riflettere tutti.

La gente non si allontana dalla politica per caso. Si allontana quando vede politici che voltano la faccia davanti ai problemi importanti, quando sente promesse e slogan e poi non vede risposte. Da Futuro Nazionale mi sarei aspettato altro.

Mi sarei aspettato un referente capace di metterci la faccia, di entrare nei quartieri, di ascoltare le persone e di affrontare anche i temi più difficili: criminalità, droga, sicurezza, malaffare e tutte quelle situazioni che troppo spesso vengono lasciate sullo sfondo.

Non un referente chiamato semplicemente a fare propaganda, ma una persona capace di trasformare i principi politici in azioni concrete sul territorio.

Quasi cento persone hanno creduto in questo progetto. Hanno creduto che fosse possibile fare politica per amor di patria e non per amor di poltrona. Quelle persone meritano qualcosa di più di slogan e fotografie. Meritano una politica che abbia il coraggio di sporcarsi le mani, di entrare nei quartieri, di guardare i problemi negli occhi e di dare risposte.

La mia non è una questione personale con Alessandro Fanti. È una questione politica. E proprio perché è politica, la domanda resta tutta sul tavolo: Fanti, a Latina, cosa sta facendo concretamente? Perché oggi, davanti ai problemi reali di questa città, non bastano le parole. Servono coraggio, presenza e soprattutto risposte”.

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