Ciolfi (M5S): “La sliding door del 28 luglio 2025: se il M5S non avesse insistito per verificare i dati più aggiornati di ABC, il Consiglio avrebbe approvato un consolidato costruito su un pre-consuntivo superato da un dato diverso e disallineato di oltre 500 mila euro. È questa la trasparenza amministrativa?”
“Quello approvato oggi dal Consiglio comunale non è un semplice adeguamento tecnico del Bilancio consolidato 2024 del Comune di Latina, come lo ha definito in apertura del proprio intervento l’assessora al Bilancio del Comune di Latina, Antonina Rodà. È la conclusione, arrivata con quasi un anno di ritardo, di una vicenda che proprio il Movimento 5 Stelle aveva sollevato il 28 luglio 2025, in Commissione Bilancio. Ed è proprio da quella seduta che occorre partire.
Quel giorno la Commissione era chiamata ad esaminare il consuntivo 2024 di ABC. Nei documenti messi a disposizione dei consiglieri compariva però un pre-consuntivo, che riportava un utile di circa 72 mila euro. Una circostanza che mi spinse a chiedere ripetutamente agli uffici e all’allora assessora Ada Nasti se quello fosse realmente l’ultimo dato disponibile e, soprattutto, se fosse corretto utilizzare un pre- consuntivo non definitivo per costruire il Bilancio consolidato del Comune. La domanda era semplice: erano disponibili dati più aggiornati di ABC?
Dopo le reiterate richieste, venne confermato che proprio quel giorno era arrivato agli uffici un aggiornamento del consuntivo dell’azienda e solo a quel punto il documento fu condiviso con i commissari. E quel documento raccontava una storia molto diversa.
Il nuovo dato evidenziava infatti un risultato positivo di oltre 600 mila euro, con un disallineamento di oltre 500 mila euro rispetto al documento portato inizialmente in approvazione. A quel punto la Commissione si fermò. Perché non si trattava più di una semplice questione formale: avevamo davanti due diversi risultati economici riferiti allo stesso esercizio e, quindi, un problema che incideva direttamente sul consolidamento dei conti dell’Ente.
Alla fine, il Comune procedette comunque utilizzando il dato di circa 72 mila euro e predispose una posta extracontabile di natura prudenziale, pari a circa 641 mila euro, proprio per neutralizzare il disallineamento derivante dalla diversa interpretazione del valore contrattuale riconosciuto ad ABC. Non è un dettaglio.Gli stessi revisori dei conti, all’epoca, evidenziarono che il consolidato non poteva essere definitivamente approvato sulla base di un pre-consuntivo non definitivo di ABC e chiesero che il
Consiglio comunale tornasse sulla questione entro novembre 2025, una volta acquisiti i dati definitivi. Oggi è 9 settembre 2026. Quella scadenza è stata superata di quasi un anno. La domanda politica che poniamo oggi è molto semplice. Che cosa sarebbe successo se il Movimento 5 Stelle, quel 28 luglio 2025, non avesse insistito nel chiedere se esistessero dati più aggiornati di ABC?
Se non avessimo fatto quelle domande, probabilmente il Consiglio comunale avrebbe esaminato un consolidato costruito su un dato che, in quel momento, non era più l’ultimo disponibile. Avremmo avuto un documento contabile nel quale risultava un utile di circa 72 mila euro mentre, contemporaneamente, esisteva già un aggiornamento che portava il risultato a oltre 600 mila euro. È una vera e propria sliding door amministrativa: una di quelle situazioni nelle quali una domanda fatta da un consigliere può cambiare radicalmente ciò che arriva sui banchi del Consiglio.
E allora viene spontanea una domanda ancora più importante: se nessuno avesse posto quella domanda, chi avrebbe scoperto il disallineamento? La vicenda del consolidato è, a nostro avviso, l’ennesima dimostrazione delle criticità che il Movimento 5 Stelle denuncia da tempo nella gestione di ABC.
Un’azienda speciale che ha viaggiato per anni in una situazione di gestione provvisoria, con atti fondamentali arrivati con anni di ritardo e con un nuovo Piano industriale che ancora non è stato approvato, nonostante proprio il Piano industriale sia stato più volte indicato dagli stessi revisori come elemento fondamentale per garantire la continuità aziendale. Ma c’è un altro problema, ancora più grave dal punto di vista istituzionale.
Il Consiglio comunale deve essere messo nelle condizioni di conoscere, esaminare e valutare gli atti prima di assumere le proprie responsabilità.
Per troppo tempo, invece, i documenti fondamentali di ABC sono arrivati in ritardo, sono stati trasmessi dopo sollecitazioni oppure, in alcuni casi, non sono proprio arrivati tempestivamente all’attenzione del Consiglio. E questo non è un problema di maggioranza o opposizione. È un problema di democrazia consiliare.
Il Consiglio comunale non può essere trasformato nel luogo in cui si ratificano decisioni già sostanzialmente assunte altrove. Nel Consiglio di oggi è emerso anche un altro elemento significativo.Le variazioni registrate nel Bilancio consolidato rispetto ai precedenti valori patrimoniali sono state ricondotte al lavoro di revisione e ricognizione del patrimonio immobiliare comunale avviato già nel 2023, che ha comportato anche una revisione dei valori patrimoniali. Se così è, non possiamo che considerarlo un lavoro importante e positivo.
Conoscere esattamente quale sia il patrimonio del Comune, quanto valga e come possa essere utilizzato è un presupposto fondamentale per una buona amministrazione. Ma anche qui la domanda è: perché un lavoro di questa portata non è mai stato portato sistematicamente all’attenzione della Commissione Patrimonio?
Sarebbero state necessarie commissioni, approfondimenti, confronti e una vera attività consiliare sulle risultanze di questa ricognizione. Invece, ancora una volta, il Consiglio sembra venire a conoscenza delle conseguenze di un lavoro amministrativo quando i dati sono già arrivati dentro un documento contabile. E magari proprio da quella ricognizione potrebbe finalmente emergere anche una soluzione per la sede della Fondazione Latina 2032, che ancora non dispone di una sede, nonostante l’impegno assunto dall’Amministrazione a individuarla.
Ed è qui che il problema diventa politico. Non possiamo continuare ad assistere a Consigli comunali nei quali una parte della maggioranza sembra limitarsi ad alzare la mano sulle proposte della Giunta senza entrare realmente nel merito degli atti. Perché studiare gli atti non è un optional per un consigliere comunale.
È una responsabilità. E quella responsabilità diventa ancora più grande quando si votano documenti contabili. Oggi il rischio è quello di approvare un atto senza conoscere fino in fondo ciò che contiene e senza aver avuto la possibilità di verificare tempestivamente le criticità. E se un domani un organo di controllo dovesse chiedere conto di una decisione assunta dal Consiglio, non sarà sufficiente rispondere: «Non lo sapevamo».
Lo stesso problema è emerso oggi, proprio all’apertura del Consiglio comunale, con l’intervento del consigliere Anzalone (FI), presidente della Commissione Cultura, che ha denunciato di non essere stato preventivamente informato delle problematiche relative alla mancata apertura degli asili nido nei tempi previsti, accusando la propria maggioranza di arroganza e di continuare a fare brutte figure nei confronti della città. Un presidente di Commissione della stessa maggioranza che apprende in Consiglio dell’esistenza di una problematica che riguarda direttamente la materia della propria Commissione. E l’assessore competente, peraltro, non era presente in aula a fornire chiarimenti.
Quando persino i consiglieri di maggioranza non vengono messi nelle condizioni di conoscere preventivamente ciò che accade, il Consiglio comunale rischia di diventare semplicemente l’ultimo anello della catena decisionale. Ma il problema è soprattutto politico perchè siamo di fronte ad una maggioranza tenuta insieme con la colla e il compito di tenere insieme i pezzi finisce per ricadere sul Capo di Gabinetto, costretto continuamente a correre e prendere sotto braccio questo o quel consigliere per ricomporre una maggioranza che mostra crepe sempre più ampie al proprio interno. Il Movimento 5 Stelle non ha intenzione di assistere in silenzio a questo modo di amministrare. La Giunta ha il compito di governare.
Il Consiglio comunale ha il compito di indirizzare, controllare, discutere e assumersi consapevolmente le proprie responsabilità. Sono ruoli diversi e devono rimanere distinti. Per questo non è accettabile che decisioni, informazioni e documenti rimangano concentrati all’interno della Giunta e arrivino in Consiglio soltanto quando devono essere formalmente approvati o ratificati. La vicenda del consolidato 2024 di oggi lo dimostra plasticamente.
Se il 28 luglio 2025 non avessimo fatto quelle domande, quel disallineamento sarebbe emerso? Noi non abbiamo la presunzione di sapere cosa sarebbe successo. Ma sappiamo cosa è successo realmente: un consigliere ha posto una domanda, è emersa l’esistenza di un documento più aggiornato, appena arrivato agli uffici, e il quadro contabile è cambiato in modo significativo. Ecco perché continueremo a leggere ogni atto, a fare ogni domanda necessaria e a chiedere che ogni numero venga verificato. Perché questo è il nostro lavoro. E soprattutto perché quando si parla dei soldi e del patrimonio dei cittadini, la superficialità non è ammessa.
Oggi il Consiglio è finalmente tornato su quella vicenda, con quasi un anno di ritardo rispetto alla scadenza indicata dai revisori. Ma soprattutto, ci è voluta la testardaggine del Movimento 5 Stelle per portare alla luce una contraddizione già contenuta negli atti.
Ed è questo, più del singolo numero del consolidato, che dovrebbe far riflettere l’intera Amministrazione. Perché continuando a governare senza condividere, senza informare e senza sottoporre tempestivamente gli atti agli organi competenti, la Giunta rischia di andare a sbattere contro un muro. Un muro amministrativo e politico. E dietro quel muro c’è il baratro.Quello dell’approssimazione, dei ritardi, di un Consiglio comunale ridotto a semplice spettatore delle decisioni della Giunta e di una maggioranza ogni giorno più sfaldata.
Il Movimento 5 Stelle continuerà a fare esattamente il contrario: leggere gli atti, verificare i numeri e pretendere che il Consiglio comunale torni ad essere il luogo nel quale le decisioni si discutono, si controllano e si assumono con piena consapevolezza, ma soprattutto continuerà ad offrire soluzioni concrete, proposte reali e fattive, orientate unicamente all’interesse collettivo“.
Così, in una nota, Maria Grazia Ciolfi, consigliera comunale e capogruppo M5S Latina.
