PONTE SAN GIOVANNI XXIII, FDI SABAUDIA INTERROGA IL SINDACO SU “LAVORI, RINUNCIA AI FINANZIAMENTI E INERZIA”

Ponte Giovanni XXIII a Sabaudia, i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, Vincenzo Avvisati e Maurizio Lucci, interrogano l’amministrazione comunale: “Chiarezza sullo stato dei lavori di messa in sicurezza, rinuncia ai finanziamenti e inerzia nel quinquennio 2021-2026”

Il Ponte Giovanni XXIII, che collega il centro urbano di Sabaudia al lungomare attraversando il Lago di Paola, costituisce un’infrastruttura viaria di primaria importanza per la mobilità dei cittadini e per Ifeconomia turistica del territorio. La struttura, progettata dall’ingegnere Riccardo Morandi e realizzata tra il 1963 e il 1964. presenta da anni gravi problemi di ammaloramento del calcestruzzo, corrosione delle armature in ferro e criticità statiche documentate, tanto che con Ordinanza Sindacale n. 29 del 31 dicembre 2010 fu disposto il declassamento dalla prima alla undicesima categoria e il divieto di transito per i veicoli con peso superiore a 3,5 tonnellate.

I consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, Vincenzo Avvisati e Maurizio Lucci, hanno presentato una interrogazione per fare chiarezza sullo stato dell’arte. Secondo gli esponenti politici, “le Amministrazioni precedenti hanno operato con continuità e metodo. LtAmministrazione Lucci ha avviato le attività conoscitive e di verifica strutturale, commissionando perizie tecniche e studi approfonditi — tra cui quello del Prof. Ing. Fabio Brancaleoni del 2015 — che hanno quantificato la necessità di interventi per un importo complessivo di circa 3.000.000 di euro, delineando il quadro tecnico di riferimento per tutte le successive programmazioni. L’Amministrazione Gervasi ha dato concreta attuazione a tale pianificazione. procedendo in fasi successive: approvazione del progetto definitivo per il 1 0 Stralcio Funzionale (deliberazione di Giunta n. 90 del 30/04/2019. per un importo complessivo di € 400.000,00); aggiudicazione dei lavori con determinazione n. 1677 del 12/12/2019, dichiarata efficace con determ inazione n. 83 del 28/01 /2020; conclusione dei lavori di risanamento della parte sottostante del ponte (pile, zattere di fondazione, fusti e stampelle superiori) con rimozione del calcestruzzo degradato e ricostruzione con malte ad alta durabilità, ultimati nel marzo 2021;  esecuzione della manutenzione straordinaria dei giunti di dilatazione, con installazione di 8 nuovi giunti impermeabili; approvazione di un ulteriore stralcio di lavori di risanamento per un importo di € 400.000,00, oltre a una variante in corso d’opera per oltre € 100.000,00 resa necessaria dalla corrosione imprevista emersa durante gli scavi”.

All’esito degli interventi completati dall’Amministrazione Gervasi, “residuavano lavori necessari e già individuati negli studi tecnici precedenti relativi alla parte superiore del ponte, tra cui: rifacimento delle balaustre (non conformi alle altezze di norma), risanamento dei marciapiedi, sostituzione dei lampioni e messa in sicurezza della carreggiata superiore. Tali interventi erano oggetto di finanziamenti parzialmente già assegnati o in fase di acquisizione, la cui esecuzione avrebbe rappresentato la naturale prosecuzione del piano di recupero strutturale avviato dalle amministrazioni precedenti”.

“L’Amministrazione Mosca, insediatasi nel 2022, – prosegue l’interrogazione – non ha dato seguito a tale programma di lavori, né ha adottato alcuna misura organica e strutturale di messa in sicurezza del ponte nel corso del quinquennio di mandato. È stato accertato che l’Amministrazione Mosca ha rinunciato a finanziamenti già previsti per interventi sulla parte superiore del ponte, per un importo di circa € 170.000,00, determinando una perdita di risorse pubbliche già destinate a un’opera di interesse primario. Solo in data 09/01/2025, a oltre tre anni dall’insediamento e a metà mandato, è comparsa sull’Albo Pretorio la delibera di Giunta Comunale n. 4/2025, avente ad oggetto la mera “valutazione della sicurezza e individuazione degli eventuali scenari di intervento” sul Ponte Giovanni XXIII, finanziata con il Fondo di Progettazione degli Enti Locali 2025, trattandosi quindi di un ulteriore studio preliminare e non di un intervento esecutivo concreto”.

Ad oggi risultano ancora presenti, visibili e documentabili: buchi sul marciapiede in cemento armato con affaccio diretto sul lago, balaustre non conformi alle altezze di sicurezza previste dalla normativa vigente, nonché criticità strutturali che rendono il ponte un potenziale pericolo per la pubblica incolumità. È documentato che i dossi installati sul ponte nelle prime fasi dell’Amministrazione Mosca determinerebbero, secondo studi specialistici. la propagazione di vibrazioni e onde d’urto suscettibili di aggravare lo stato del manufatto già ammalorato.

“I Comuni, quali enti titolari e gestori delle strade e delle infrastrutture del proprio territorio, sono tenuti alla custodia e alla manutenzione dei beni demaniali ai sensi degli artt. 14 e 40 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992) e dell’art. 2051 c.c., con obbligo di vigilanza continua e di adozione delle misure necessarie a evitare situazioni di pericolo per l’incolumità pubblica. L’inerzia nell’esecuzione di interventi manutentivi su infrastrutture dichiarate a rischio è suscettibile di dar luogo a responsabilità amministrativa, contabile e civile in capo all’ente e ai suoi organi. La rinuncia a finanziamenti pubblici già assegnati per opere di sicurezza primaria costituisce un atto di gestione delle risorse pubbliche che necessita di puntuale giustificazione e rendicontazione ai sensi dei principi di buon andamento e trasparenza.

Ecco perché i consiglieri comunali chiedono al Sindaco: quali interventi concreti di manutenzione ordinaria e straordinaria sul Ponte Giovanni XXIII siano stati effettivamente realizzati dall’Amministrazione comunale nel corso del quinquennio 2021-2026, con indicazione delle relative date. importi e documentazione tecnica; per quale ragione l’Amministrazione abbia rinunciato ai finanziamenti di circa € 170.000,00 già previsti per interventi sulla parte superiore del ponte, e quali atti formali abbiano disposto tale rinuncia, con indicazione delle motivazioni addotte; qual è l’attuale stato di sicurezza del ponte, con riferimento alle specifiche criticità già documentate (balaustre non conformi, buchi nel marciapiede, ammaloramento della carreggiata superiore), e se siano state adottate misure cautelari o ordinanze di sicurezza a tutela dell’incolumità pubblica; quali effetti abbiano prodotto i dossi installati sul ponte in termini di sollecitazioni strutturali, e se siano stati acquisiti pareri tecnici in merito; quali siano i tempi e le risorse previsti per il completamento dei lavori residui già individuati nella pianificazione tecnica delle amministrazioni precedenti, in particolare per gli interventi relativi a balaustre, marciapiedi e lampioni; se e come I’Amministrazione intenda recuperare i finanziamenti perduti a seguito della rinuncia sopra indicata, ovvero attivare nuove fonti di finanziamento per il completamento dell’opera; quali misure immediate si intendano adottare per garantire la pubblica incolumità nell’attesa del completamento degli interventi strutturali, considerata la lunga esposizione della struttura a condizioni di degrado non adeguatamente contrastate.

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