Ponte Mascarello, Fiore: “Basta rimpalli tra amministrazioni, il territorio aspetta da dieci anni.
Questa è l’unica risposta concreta per riaprire l’infrastruttura. L’obiettivo è restituire il collegamento tra due parti della città e superare finalmente l’isolamento di Foce Verde”
“Dopo dieci anni di chiusura del ponte Mascarello è arrivato il momento di mettere da parte il teatrino del rimpallo delle responsabilità e dare finalmente una risposta concreta ai cittadini”. È la posizione espressa dalla consigliera del gruppo Misto Daniela Fiore nel corso della commissione Lavori pubblici che questa mattina ha approvato la proposta di delibera relativa alla soluzione progettuale per il recupero strutturale del ponte di Foce Verde.
L’atto recepisce l’ipotesi progettuale già individuata nel mese di marzo dalla commissione, che prevede un intervento di riparazione locale e miglioramento sismico dell’infrastruttura, per un investimento di circa 3,3 milioni di euro interamente a carico di Sogin. L’intervento prevede inoltre la realizzazione di due percorsi ciclopedonali di 1,5 metri ai lati della carreggiata. La tempistica stimata per il completamento dell’opera è di 24 mesi.
“L’obiettivo – ha dichiarato Fiore – resta quello di restituire un collegamento tra due parti della città che ne sono prive da troppo tempo, mettendo fine all’isolamento di quell’area e garantendo una soluzione che risponda alle necessità dal punto di vista statico”.
Nel suo intervento la consigliera ha ricordato come la vicenda abbia avuto un percorso particolarmente complesso, segnato anche dall’abbandono del precedente progetto di demolizione e ricostruzione dopo il forte incremento dei costi. “Il teatrino del rimpallo tra amministrazioni mi interessa poco» ha sottolineato Fiore. «Abbiamo ascoltato nella scorsa commissione i vertici di Sogin spiegare in modo chiaro come l’aumento dei costi, dovuto anche alla crisi internazionale e alla guerra in Ucraina, abbia reso impraticabile il progetto originario. Bisogna essere realisti e comprendere perché quell’intervento abbia seguito questo iter e sia stato necessario individuare una soluzione diversa. Non credo che qualcuno abbia deliberatamente scelto un progetto meno ambizioso per arrecare un danno al Comune o al territorio”.
Per Fiore il progetto oggi sul tavolo rappresenta comunque una risposta concreta alle esigenze della città. “Ritengo che la proposta arrivata in commissione, se non subirà ulteriori rallentamenti, sia in grado di garantire la sicurezza strutturale del ponte e di ripristinare finalmente la viabilità tra il litorale e i borghi circostanti. Continuare a rimpiangere un progetto da oltre 10 milioni di euro che ormai non è più realizzabile, arrivando perfino ad attribuire responsabilità a Sogin nonostante le spiegazioni fornite in commissione, credo sia poco utile. Al di là dell’aspetto estetico legato alla campata unica prevista nel progetto originario, superato perché troppo oneroso, ciò che conta davvero è la tenuta strutturale del ponte: la soluzione individuata consente il transito di autoveicoli e autobus di linea, restano esclusi soltanto i mezzi pesanti, che è preferibile continuino a circolare su altre arterie anche in considerazione della vocazione turistica e balneare dell’area”.
Da qui la scelta di esprimere voto favorevole alla delibera. “Al netto delle legittime rivendicazioni politiche delle diverse amministrazioni – ha concluso Fiore – oggi dobbiamo guardare all’interesse del territorio. Questa può essere l’unica risposta concreta che siamo in grado di dare ai cittadini. Se non approviamo questo progetto, al momento non esistono alternative per superare una situazione di isolamento che si trascina ormai da dieci anni”.
