PET COKE NEL PORTO DI GAETA, POTERE AL POPOLO FA APPELLO AI CITTADINI

“La vicenda del Pet-coke nel porto di Gaeta mostra ancora una volta inequivocabilmente come gli opposti campi politici sempre più larghi, inclusi i cosiddetti civici che con essi si aggregano a livello locale, non sono realmente alternativi ma rappresentano solo facce della stessa medaglia. Al di là delle scaramucce mediatiche, funzionali soltanto al recupero di qualche consenso elettorale a discapito dei concorrenti, nessuno di coloro che intervengono si mostra interessato ad analizzare le cause profonde delle problematiche emerse, tantomeno alla loro risoluzione.

Tutti al contrario indicano ai cittadini la strada della delega proprio nei riguardi di quella stessa classe politica e di quelle medesime istituzioni responsabili di essersi girate altrove o di essersi rese complici dell’accaduto. Il vero obiettivo condiviso dall’autorità di sistema portuale ai principali schieramenti politici, dagli imprenditori responsabili all’ASL e alla Capitaneria di porto, dal Consiglio regionale ai sindacati concertativi, è quello di tranquillizzare l’opinione pubblica promettendo misure di sicurezza rigide al fine di distogliere l’attenzione su altro per proseguire come e più di prima nella direzione intrapresa ormai da tempo. Come facciamo noi a saperlo? E’ molto semplice, lo sappiamo perché è quanto accade regolarmente in ogni ambito e nello specifico è già successo proprio qui sul tema del Pet-Coke. Già diversi anni fa la questione balzò agli onori della cronaca portando al coinvolgimento di tutte le autorità interessate e degli operatori con una lunga serie di misure che avrebbero dovuto rendere sicura la movimentazione del Pet-coke, la quale sarebbe dovuta avvenire totalmente a ciclo chiuso.

Tramogge, impianti per la ripulitura dei camion, anemometri per interrompere lo scarico in concomitanza con i venti più forti, misure di sicurezza per i lavoratori, etc… Tutte misure poi disattese o presto sospese a tutela dei soliti interessi privati nella connivenza di chi avrebbe dovuto controllarne l’applicazione e si era impegnato solennemente a farlo. Tutto è emerso inequivocabilmente solo ora dopo un decennio di inquinamento selvaggio e danni incalcolabili per la salute umana, mentre il traffico di Pet Coke aumenta a dismisura e Gaeta sta diventando rapidamente un Hub strategico per questi veleni.

Che credibilità può avere agli occhi della nostra comunità chi all’epoca chiese le stesse rassicurazioni o vi credette per poi dormire anni ed anni mentre milioni di tonnellate di schifezze inquinavano impunemente il nostro mare e l’aria da noi respirata? Quale credibilità può ancora avere chi avrebbe avuto il dovere di eseguire controlli e verificare l’applicazione delle norme stabilite e per anni non lo ha fatto? Se ai più ingenui non bastasse quanto emerso qui andrebbe ricordato che il nostro territorio non è così distante dalla famigerata terra dei fuochi e neppure le dinamiche in campo sono così diverse, a partire dalle forti infiltrazioni malavitose denunciate e messe in evidenza ripetutamente da procure e autorità inquirenti.

La verità è semplice e lapalissiana. Qui non si tratta di capire se hanno acquistato o meno una nuova tramoggia, quanto hanno speso o spenderanno per buttarci un altro po’ di fumo negli occhi come in passato. Non si tratta di fare altri tavoli istituzionali o nuovi accordicchi. Bisogna affermare una volta per tutte il principio che il profitto economico non può prevalere sulla salute della gente e dei lavoratori, che a tali sostanze altamente nocive vanno preferite altre fonti energetiche più sicure e che in ogni caso esse non possono e non devono transitare dal porto di Gaeta dove risulta quanto mai evidente come garantire la movimentazione in totale sicurezza di quantitativi in costante aumento risulta impossibile.

Parliamo infatti di un piccolo porto poco attrezzato, con risorse molto limitate, afferente al controllo di un’autorità portuale distante e operativa su di un territorio vastissimo, comprendente Fiumicino e Civitavecchia e che non si è mai mostrata sensibile alle istanze della nostra comunità. Parliamo di un porto adiacente ad una zona abitata, quella dei quartieri della Piaia e di Calegna, tra i più popolosi di Gaeta. Parliamo di una rete stradale assolutamente inadeguata e spesso congestionata.

Parliamo di autorità preposte a garantire la sicurezza pubblica quali la Capitaneria che hanno dato in più occasioni anche recenti risposte imbarazzanti, che hanno mostrato sul campo di non avere i mezzi e le capacità di gestire situazioni tanto delicate. Parliamo infine di una tra le peggiori classi politiche al governo cittadino che da decenni ininterrottamente si occupa ormai solo di sagre, concerti e verde pubblico, del tutto incurante della nostra salute e dei nostri diritti più essenziali. Via il Pet Coke dal Porto di Gaeta subito! Questa è e deve essere l’unica grande parola d’ordine di un movimento di lotta popolare che imponga alle autorità coinvolte l’unica scelta possibile, un movimento che coinvolga i centri interessati di tutto il basso lazio e del sessano e che abbia il suo epicentro proprio nei quartieri adiacenti al porto di gaeta. Potere al Popolo si mette a disposizione dei cittadini e dei lavoratori portuali per contribuire attivamente alla sua costruzione”. 

Così, in una nota, Potere del Popolo.

Articolo precedente

FONDI, INAUGURATA LA NUOVA SEDE DEL COMMISSARIO DI POLIZIA

Articolo successivo

COLPO DA PIÙ 200MILA EURO SVENTATO A CISTERNA: RITROVATO MEZZO MOVIMENTO TERRA RUBATO

Ultime da Politica