POLITICHE, M5S: “NEL COLLEGIO DI LATINA SIAMO LA SECONDA FORZA. NOI IL TERZO POLO”

Gianluca Bono
Gianluca Bono

L’esponente del Movimento Cinque Stelle di Latina Gianluca Bono commenta l’esito delle elezioni: “Noi il Terzo Polo”

“Come me, tanti attivisti del MoVimento 5 Stelle, in maniera gratuita e disinteressata, ieri hanno donato la loro domenica di riposo per contribuire al controllo del corretto svolgimento delle fasi elettorali, ovvero dal voto allo spoglio.Ma non solo questo poiché molti di loro, con estrema generosità, hanno contribuito a strutturare e dare vita ad una campagna elettorale sui relativi territori mediante infopoint o confronti itineranti con i cittadini che, alla fine, hanno prodotto, per il M5S, un risultato elettorale tanto inaspettato quanto incoraggiante.Grazie al lavoro di squadra con i candidati del listino plurinominale, il costante supporto degli attivisti territoriali e il grandissimo sforzo compiuto dal Presidente Conte a livello nazionale, nel collegio di Latina (Lazio 2 – U03) siamo riusciti ad ottenere 25.535 consensi (pari al 15,64%). Un risultato elettorale che porta il M5S, nel collegio di Latina, ad essere il 2° partito di riferimento dopo quello della Meloni”.

“Purtroppo, nemmeno il lusinghiero risultato raggiunto dal M5S a livello nazionale, ovvero il 15,42% dei consensi, mi ha permesso di essere eletto dal listino plurinominale nel quale sono stato collocato in seconda posizione grazie al risultato ottenuto nelle primarie M5S. Dunque, per la seconda volta consecutiva, rivestirò il ruolo di “primo dei non eletti”, in Parlamento. Intanto, l’incontrovertibile dato elettorale ci racconta che il drammatico astensionismo si conferma il primo partito italiano con il 35% e con un aumento di circa il 9% rispetto alle politiche del 2018; che sempre più giovani si disinteressano sia della politica, sia di esprimere, attraverso il proprio voto, una loro opinione al riguardo. La loro indifferenza appare inquietante e dovrebbe far riflettere tutto il mondo politico il quale, al riguardo, dovrebbe interrogarsi e trovare adeguate soluzioni per stimolare l’approfondimento giovanile e relativo coinvolgimento. I giovani cercano esempi positivi che, evidentemente, questo tipo di politica non riesce, di massima, a fornire poiché ancora troppo autoreferenziale. Basti pensare che le primarie per la scelta dei candidati sono state fatte solo dal M5S: dopo aver sapientemente speculato tra i banchi della facile opposizione, la destra meloniana, interpretando il ruolo sovranista, conservatore, euro-scettico, che ammicca alle politiche liberticide ungheresi e che di “sociale”, relativamente a quel Movimento di cui custodisce la “fiamma”, non conserva quasi più nulla, dovrà governare in un contesto socio-economico e geopolitico allarmante, con alleati aventi opinioni divergenti e contraddittorie su diverse tematiche”.

“La narrativa social-mediatica di “sistema”, che dava per agonizzante il M5S, continua ad essere scollata dalla realtà; il terzo polo esiste, è vivo e vegeto, è rappresentato dal M5S con il 16% c.a. di consensi e non certamente dal doppiato duo elettorale Calenda-Renzi, che ha ottenuto l’8% c.a.; Letta, isolando il M5S con il quale si stava sperimentando un possibile e costruttivo “campo largo” (come in Regione Lazio), ha fatto un assist alla centrodestra e penalizzato proprio il suo PD sceso al 19% e non votato nemmeno da Fassina, Pecoraro Scanio e molti altri democratici di sinistra che hanno preferito il M5S che, nei fatti, si è mostrato sociale, verde e progressista”.

“Questo, in estrema sintesi, ciò che ci ha restituito il popolo sovrano che ancora si reca alle urne e che va sempre rispettato con disciplina e onore, in particolare, da chi avrà il privilegio di rappresentarlo all’interno delle massime istituzioni della Repubblica Italiana”.

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