PISTOLA IN BOCCA ED ESTORSIONE CONTRO IL PROPRIETARIO DEL BAR: CONDANNATO A 4 ANNI E MEZZO

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Una storia di violenza accaduta nel territorio pontino accaduta nel 2017. A distanza di nove anni è arrivata la sentenza

Si è concluso oggi, 10 settembre, il processo che vedeva alla sbarra i due fratelli Pietro e Claudio Chittaro, rispettivamente di 55 e 58 anni, accusati di estorsione, rapina e lesioni nei confronti del proprietario di un bar nella piana a Sezze.

.La vicenda risalente al 2017 si dipana in diversi step che si sono tradotti in altrettnate accuse a causa dei due fratelli. In un primo momento sarebbero stato, secondo l’accusa, i due fratelli, insieme ad un altro uomo, originario di Sezze, in seguito deceduto, ad attuare la tentata estorsione. Claudio Chittaro, infatti, avrebbe dato mandato all’uomo successivamente deceduto di costringere il proprietario del bar a non ricevere i soldi dell’affitto.

Una costrizione messa in pratica violentemente il 20 dicembre 2017: il proprietario del bara sarebbe stato percosso dall’aguzzino e minacciato di essere picchiato con una mazza da baseball. Il pestaggio non si sarebbe concretizzato completamente, solo per cause fortuite. Ad ogni modo, preso a colpi di mazza di baseball, il proprietario del bar rimediò, una volta trasportato in ospedale, una prognosi di 25 giorni.

Ad aggravare la situazione di Claudio Chittaro anche un’altra circostanza. Sempre insieme allo stesso sodale, il 51enne avrebbe preso a schiaffi e pugni un altro uomo, amico del proprietario del bar, così da impossessarsi delle chiavi dell’auto: per la vittima 15 giorni di prognosi. Un episodio accaduto pochi mesi dopo l’aggressione al proprietario del bar: agosto 2018.

I due fratelli Chittaro, secondo gli inquirenti, si sarebbero macchiati anche del reato di estorsione in quanto, sempre in concorso con l’uomo successivamente deceduto in altre circostanze. I Chittaro, infatti, avrebbe preso di nuovo di mira il proprietario del bar che, memore dell’agguato subito, aveva cambiato la serratura al locae dato in affitto a Claudio Chittaro e gestito dall’uomo successivamnte deceduto.

Non paghi di quanto già fatto, i Chittaro avrebbero costretto il proprietario del locale a riaprirlo, puntando direttamente una pistola in bocca al medesimo proprietario e ad un amico, fino a picchiarli con pugni e mazza da baseball. L’episodio, per cui è stata contestata la tentata estorsione, sarebbe avvenuto il 17 febbraio 2018 e avrebbe causato all’amico pestato una prognosi di 20 giorni.

Uno scenario efferato e violento avvenuto alla periferia di Sezze e non molto lontano dalla cosiddetta Storta sulla Monti Lepini.

Oggi, 10 settembre, il pubblico ministero Marco Cifani, stabilendo la penale responsabilità dei fratelli, ha chiesto la condanna a 8 anni e 4mila euro per Claudio Chittaro e 4 anni e 4 mesi, più 3mila euro di multa, per il fratello Pietro Chittaro. Gli imputati sono stati difesi dagli avvocati Ernesto Renzi e Giamila Dezio.

A costituirsi parte civile nel processo il proprietario del bar, assistito dall’avvocato Emanuele Farelli, che ha sollecitato la condanna per entrambi gli avvocati. È stato proprio il proprietario del bar, peraltro pregiduicato per altri reati, a sporgere denuncia per i fatti subiti.

Al termine della camera di consiglio, il terzo collegio del Tribunale di Latina, composto dai giudici La Rosa-Mongillo-Ciccone, ha condannato Claudio Chittaro alla pena di 4 anni e 6 mesi per la prima estorsione messa in atto il 29 dicembre 2017, dichiarando invece il non doversi procedere per tutti gli altri reati. In sostanza, a pagare dovrà essere solo uno dei due fratelli, condannato a risarcire la vittima con la somma di 7mila euro. Tra 90 giorni le motivazioni della sentenza.

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