PESTATI E PRESI A COLPI DI MAZZE A CORI: CHIESTE LE CONDANNE PER TENTATO OMICIDIO

Pestati a Cori ad aprile 2023: chieste le condanne per i due indagati giudicati col rito abbreviato davanti al Gip di Latina

Il Pubblico Ministero Simona Gentile ha chiesto le pene per il 42enne Luigi Sinibaldi e il 21enne Alex Fracassa giudicati col rito abbreviato. Sono entrambi accusati di tentato omicidio. Difesi dagli avvocati Gaetano Marino e Massimo Frisetti, per Sinibaldi la richiesta è stato di 8 anni di reclusione, mentre per Fracassa 4 anni e 10 mesi.

A ottobre scorso, il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, aveva accolto la richiesta di giudicare entrambi col rito alternativo. L’udienza preliminare è stata rinviato al prossimo 18 marzo quando il Gip dovrebbe pronunciare la sentenza.

A maggio scorso, il più giovane, 21 anni (agli obblighi di firma), si era avvalso della facoltà di non rispondere, mentre l’altro, 42 anni (agli arresti domiciliari), aveva dichiarato al giudice per le indagini preliminare, Giuseppe Molfese, nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia, di essersi difeso da un’aggressione e di aver messo mano così a una mazza da baseball e a una bottiglia.

Questo fu l’esito dell’interrogatorio a cui furono sottoposti i due uomini in giudizio per aver aggredito due uomini di circa 40 anni a Cori ad aprile dell’anno scorso.

Si era verificato, infatti, esattamente il 17 aprile 2023, nel tardo pomeriggio, il pesante pestaggio a bastonate avvenuto nella cittadina di Cori. Due uomini furono aggrediti violentemente nei pressi di Porta Romana. Pesante il bilancio per entrambi che furono trasportati all’ospedale di Latina in seguito ai colpi ricevuti con mazze da baseball e bottiglie di vetro scagliate con forza persino contro la testa. Il più grave riportò sei costole fratturate, un polmone perforato e varie ferite sul volto.

Scappati dagli aggressori, i feriti si erano rifugiati in un parcheggio, per essere soccorsi prima da alcuni cittadini che passavano di lì e poi dagli operatori sanitari che, considerate le condizioni dei due, avevano disposto il ricovero.

Il caso, preso subito in carico dagli agenti del Commissariato di Polizia di Cisterna di Latina, arrivò a una svolta dal momento che i due aggressori – il 42enne e il 21enne del luogo, il primo dei quali con precedenti per spaccio di droga e rapina – furono raggiunti dall’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina.

L’accusa rimane grave: tentato omicidio, in ragione del fatto che uno dei due aggrediti aveva riportato ferite molto gravi e una prognosi riservata. Peraltro uno dei due aggrediti, che ha ricevuto una prognosi di 30 giorni, è cugino del 42enne aggressore. L’altro 40enne aggredito ha invece rischiato di morire, riportando un polmone perforato per le botte ricevute e diverse ferite al volto e anche fratture al naso, alla mandibola e alle costole.

“I due aggressori – si leggeva in una nota della Questura di Latina – si erano presentati a casa delle vittime armati di mazze da baseball con le quali li avevano percossi violentemente, tanto che una delle due parti offese aveva riportato gravi ferite al capo, con copiosa fuoriuscita di sangue, e per tale motivo trasportato in codice rosso tramite 118 presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina, ove veniva successivamente ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva. L’atra parte offesa, invece, veniva ricoverata presso l’Ospedale di Velletri. Al termine dell’attività d’indagine – conclude la nota – la Procura di Latina richiedeva al competente Ufficio G.I.P., l’emissione delle Misure eseguite, in ordine al reato di tentato omicidio”.

Dietro il pestaggio, l’ombra del debito di droga, anche se sulle cause del litigio gli investigatori hanno cercato di scavare e fare luce perché, al momento dell’arresto, non erano chiare le ragioni che hanno mosso i due uomini a un’azione così violenta. A rimetterci di più sarebbe stato proprio chi avrebbe dovuto dei soldi agli aggressori: l’uomo, a cui fu data la prognosi riservata, per il quale anche l’amico, intervenuto a difenderlo, aveva subito la violenta aggressione.

Secondo i due imputati, invece, si è trattato di una lite degenerata e iniziata per screzi del passato.

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