“ABC, la denuncia di LBC fa emergere le lacune della delibera sui compensi e le contraddizioni di una scelta che, oggi come nel 2023, è tutta politica. La Commissione Bilancio ne stabilisce il ritiro”
La proposta di riconoscere al CdA di ABC compensi per 78.000 euro annui dovrà tornare agli uffici per un nuovo approfondimento. È quanto emerso questa mattina nella Commissione Bilancio e Patrimonio, dove all’unanimità dei consiglieri presenti ha chiesto il ritiro della proposta n. 139/2026, dopo le criticità sollevate dal consigliere di Latina Bene Comune Dario Bellini.
“La prima contraddizione riguarda la motivazione giuridica. La possibilità di remunerare gli amministratori di ABC, in assenza di contributi pubblici che impongano la gratuità, era già stata chiarita nel 2019 e nel 2020 dalla Corte dei conti, proprio su richiesta del Comune di Latina. La stessa Corte aveva escluso da questa fattispecie il capitale di dotazione iniziale e i corrispettivi del contratto di servizio. La pronuncia della Corte dei conti della Lombardia del 2026, richiamata oggi dall’assessora Rodà, non introduce quindi una nuova possibilità: i principi fondamentali erano già noti e applicabili”.
C’è poi una contraddizione tutta politica. Nel 2023 la stessa maggioranza, attraverso un emendamento presentato dai consiglieri di Noi Moderati e sottoscritto anche dai rappresentanti di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, decise di riconoscere al CdA soltanto 30 euro a seduta. Fu una scelta politica, non un obbligo di legge. Oggi si cambia nuovamente orientamento, proponendo 2.500 euro mensili al Presidente e 2.000 euro a ciascun componente. È legittimo cambiare idea, ma occorre spiegare che cosa sia cambiato e perché.
“Abbiamo contestato anche il metodo. Una proposta di questa rilevanza è arrivata in Commissione, con procedura d’urgenza, già corredata di tutti i pareri e sostanzialmente pronta per il voto, senza un’adeguata fase preliminare di confronto politico e approfondimento tecnico. Il Consiglio comunale non può essere ridotto a un organo chiamato semplicemente a ratificare decisioni già confezionate”.
Nell’istruttoria mancano infatti una ricognizione aggiornata dei finanziamenti ricevuti da ABC, una motivazione dei criteri utilizzati per quantificare i compensi; un prospetto del costo aziendale complessivo e della sua incidenza sul budget 2027-2029. Mancano inoltre gli obiettivi del prossimo mandato e gli indicatori per misurare i risultati del CdA. La stessa Corte dei conti della Lombardia richiede criteri oggettivi e misurabili, proporzionalità, adeguatezza e sostenibilità economica. Principi che non basta richiamare nella delibera: occorre dimostrare concretamente di averli rispettati.
“Non siamo contrari a riconoscere il giusto compenso a professionisti che assumono responsabilità amministrative e gestionali. Chiediamo trasparenza, dati verificabili e il rispetto delle prerogative del Consiglio comunale». Questa vicenda è l’ennesima dimostrazione dei limiti di un modello amministrativo, quello Celentano, che continua a intervenire in ritardo e senza un’adeguata programmazione. Il paradosso è evidente: oggi si torna a parlare di compensi per il CdA proprio mentre ABC attraversa una fase di grave difficoltà economica e operativa, dopo tre anni segnati dal blocco e dalla mancata approvazione dei bilanci.
Nel 2023, invece, quando l’Azienda presentava condizioni economiche e operative decisamente più solide, la stessa maggioranza aveva scelto di azzerare sostanzialmente i compensi degli amministratori, riconoscendo loro soltanto 30 euro a seduta. Una scelta allora presentata come una misura di rigore, che oggi viene completamente ribaltata senza una chiara spiegazione delle ragioni e dei cambiamenti intervenuti. Aver tolto quei corretti riconoscimenti economici al CdA ci fa pensare ad un disegno, a un tentativo maldestro di continuare a indebolire un’azienda pubblica, senza curarsi dei danni che scelte come quella o come la mancata approvazione dei bilanci per ben tre anni, hanno prodotto e continuano a produrre in questa città. Un’amministrazione troppo impegnata a gestire fibrillazioni e divisioni interne e troppo poco concentrata sulla programmazione e sulla soluzione dei problemi reali di ABC e della città.
