Palazzo Malvaso, la società dell’ex consigliere comunale forzista di Latina, Vincenzo Malvaso, ottiene la revoca della convenzione con il Comune
Una determina del Dipartimento “Edilizia”, firmata dalla dirigente Patrizia Marchetto, rende noto che è stato disposta la risoluzione della Determinazione Dirigenziale n° 1371 del 11 luglio 2013 avente ad oggetto la “Convenzione tra il Comune di Latina e la Ditta Piave Costruzioni S.r.l. per la cessione gratuita delle aree afferenti l’attuazione delle previsioni urbanistiche del P.P.E. B.go Piave”.
Dopo l’approvazione della al P.P.E. di Borgo Piave da parte della giunta del sindaco Giovanni di Giorgi, avvenuta nel 2012, di cui beneficiò la società Piave Costruzioni srl dell’allora consigliere di maggioranza, Vincenzo Malvaso, la stessa società sottoscrisse con il Comune due convenzioni.
A luglio 2013, la prima delle convenzioni prevedeva la cessione gratuita in favore del Comune di Latina delle aree afferenti l’attuazione di opere pubbliche. Ad agosto dello stesso anno, l’altra convenzione disponeva l’esecuzione diretta delle opere pubbliche a scomputo degli oneri concessori. Furono tre le aree cedute dalla Piave Costruzioni srl all’ente di Piazza del Popolo: si tratta di terreni da 95 metri quadrati, 1.427 metri quadrati e 897 metri quadrati.
In cambio, come noto, la società iniziò la realizzazione del cosiddetto Palazzo Malvaso a Borgo Piave, in seguito oggetto di sequestri, successivamente uno dei quali resi irrevocabili. Senza contare che da quella costruzione edilizia scaturirono tre processi: in uno di essi Malvaso è stato condannato con sentenza passata in giudicato e al momento ne è in corso un altro.
Rimanendo nella vicenda urbanistico-edilizia, sulla PPE di Borgo Piave intervenne, nel 2016, l’annullamento predisposto dal Commissario prefettizio Giacomo Barbato. L’annullamento del Piano Particolareggiato è stato definitivamente confermato dal Consiglio di Stato con sentenza n° 7087 del 18 ottobre 2019, passata in giudicato.
È seguito recentemente l’annullamento del permesso a costruire e l’ordine di demolizione del complesso, bloccato dal giudice del Tribunale di Latina davanti al quale è incardinato il terzo processo in cui è imputato Malvaso. Lo stesso ex esponente di Forza Italia aveva chiesto all’autorità giudiziaria il sequestro del bene proprio per ottemperare alla demolizione del palazzo.
Ad ogni modo, lo stesso Malvaso, tramite il suo legale, ha chiesto al Comune la retrocessione e la revoca delle due convenzioni. Che significa? L’annullamento della variante urbanistica e l’intervenuta irrevocabilità del titolo giudiziario posto a fondamento dell’ordine di demolizione hanno determinato il venir meno dei presupposti urbanistici e amministrativi che costituivano il fondamento della convenzione approvata con Determinazione Dirigenziale n° 1371/2013, rendendo necessario procedere alla retrocessione delle aree e alla definizione dei rapporti convenzionali.
Ecco perché il Comune ha deciso per la revoca della Determinazione Dirigenziale n° 1371 del 11.07.2013 per sopravvenuti motivi di pubblico interesse conseguenti all’annullamento degli atti urbanistici presupposti e all’intervenuto ordine definitivo di demolizione.
In sostanza, il Comune ha proceduto a restituire le aree a Malvaso, ossia quelle concesse al costruttore-politico per realizzare la sua opera abusiva e oggetto di inchieste e processi. Non potendo più realizzare l’opera, il costruttore ha chiesto e ottenuto le tre aree cedute “illo tempore” all’ente comunale a trazione Di Giorgi.
