OPERAZIONE SCARABEO: ESCE DAL CARCERE SANTANGELO, DISPOSTI I DOMICILIARI

Procura della Repubblica di Latina
Procura della Repubblica di Latina

Operazione Scarabeo: dopo la pronuncia della Corte di Cassazione, il Riesame di Roma ha disposto gli arresti domiciliari per il principale imputato

Il 30 aprile, la Corte di Cassazione aveva ridimensionato le accuse di truffa e corruzione per Giuseppe Cotugno e Francesco Santangelo, il dipendente della Procura di Latina che la stessa Procura ritiene essere al centro del sistema sgominato dall’operazione dei militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Latina denominata “Scarabeo”.

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Tanti i reati contestati, a vario titolo, per i diversi indagati: associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata, falsità materiale commessa dal Pubblico ufficiale, falsa attestazione della presenza in servizio del pubblico impiegato, autoriciclaggio, contraffazione di pubblici sigilli, sostituzione di persone, esercizio abusivo dell’attività finanziaria, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio, abuso d’ufficio, favoreggiamento e corruzione per l’esercizio della funzione.

Secondo gli inquirenti, è emerso che la presunta associazione reclutava clienti esclusi dalla possibilità di accesso al circuito del credito per incapacità reddituale o per segnalazioni pregiudizievoli esistenti presso il sistema di informazione creditizio, fornendo loro consulenze personalizzate per l’individuazione dell’istituto di credito o dell’intermediario finanziario a cui indirizzare pratiche di finanziamento con modalità fraudolente, ossia mediante l’oscuramento dei dati pregiudizievoli e la contraffazione delle buste paga. Successivamente la documentazione predisposta veniva inoltrata dal gruppo alle società finanziarie

Ad essere oggetto del provvedimento di custodia cautelare eseguito il 28 ottobre 2020, oltreché a Santangelo, anche Sergio Di Barbora, Marco Scarselletti; Giorgio Vidali, Giuseppe Cotugno Marco Capoccetta, i quali, nel corso dei mesi, hanno ottenuto tutti una misura più lieve rispetto agli arresti in carcere.

Il processo, che è iniziato ad aprile 2021, vede costituiti come parti civili le banche e gli istituti finanziari raggirati, oltre che al Comune di Latina.

Lo scorso 30 aprile, la Cassazione ha disposto un’ordinanza con cui ridimensionava i reati di truffa e corruzione per Santangelo e Cotugno. Sia per la truffa che per la corruzione gli ermellini hanno annullato l’ordinanza del Riesame risalente al novembre scorso con la quale il Tribunale della Libertà respingeva i ricorsi degli arresati. In merito alla truffa, un annullamento senza rinvio cadendo l’aggravante, mentre per la corruzione dovrà ancora una volta il Riesame di Roma decidere sul punto oltreché sui residui reati.

In ragione di quella pronuncia, la difesa di Santangelo, assistito dall’avvocato Gaetano Marino, ha presentato una nuova istanza di scarcerazione che è stata accolta dal Riesame di Roma disponendo per l’indagato, recluso fino ad oggi nel carcere di Frosinone, gli arresti domiciliari.

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