OPERAIO MORTO SUL CANTIERE DELLA SCUOLA: DISPOSTA AUTOPSIA, DUE GLI INDAGATI PER OMICIDIO COLPOSO

È morto l’operaio 38enne, residente a Itri, coinvolto nell’incidente sul lavoro nella mattinata del 29 ottobre a Frosinone.

L’uomo, originario di Ischia, Davide Di Scala, era rimasto ferito mentre era impegnato in alcuni interventi di manutenzione al solaio della palestra della del plesso della scuola primaria Maiuri. L’infortunio si era verificato poco prima delle 11, in via Tevere. Il cantiere è affidato alla ditta di Itri “Appalti e Servizi” srl.

I sanitari avevano prestato assistenza all’uomo e provveduto al suo trasporto all’ospedale Spaziani di Frosinone per le cure del caso. L’uomo era caduto giù dal tetto dove si trovava per i lavori di manutenzione.

Sul posto erano intervenuti gli agenti della polizia, che avevano avviato gli accertamenti necessari per ricostruire la dinamica dell’accaduto e verificare le circostanze in cui si era verificato l’incidente. Ad intervenire anche i tecnici dello Spresal Asl di Latina per verificare le condizioni di sicurezza del cantiere e capire se tutto fosse a posto.

La Procura di Frosinone ha disposto l’autopsia sul  corpo di Di Scala. Sarà il medico legale Fabio De Giorgio ad eseguire l’esame autoptico sul cadavere dell’uomo, così da comprendere le ragioni esatte della morte. Ad assistere alle operazioni, anche il consulente nominato dalla famiglia, che è assistita dall’avvocato Pasquale Di Gabriele. Il sostituto procuratore Rossella Ricca, titolare dell’indagine, ha indagato, per omicidio colposo e inosservanza della normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, l’amministratore unico dell’impresa di costruzione “Appalti & servizi” e il direttore dei lavori, difesi entrambi dall’avvocato Vincenzo Macari.

Di Scala lascia una moglie e un bambino. I famigliari della vittima hanno acconsentito alla donazione degli organi del 38enne.

“La necessità di intervenire è drammaticamente confermata da quanto accaduto in questi giorni nei territori di Frosinone e Latina: un operaio morto e un altro ferito nello stesso giorno, entrambi caduti dall’alto e impiegati in subappalto. Alle persone coinvolte e alle loro famiglie esprimiamo la nostra vicinanza . Ma al dolore devono seguire scelte concrete: più prevenzione, più controlli e un contrasto alla frammentazione del lavoro e delle responsabilità lungo la catena degli appalti”, dichiara Diego Piccoli, segretario generale della Fillea CGIL Roma e Lazio.

Per la Fillea CGIL Roma e Lazio, la sicurezza deve essere garantita fin dalla progettazione degli interventi, attraverso investimenti, formazione e un’organizzazione del lavoro che tuteli la vita delle persone. Tempi e costi delle opere non possono essere compressi a scapito di chi lavora.

“Proprio mentre in questi giorni si discuterà la proposta di legge regionale sulla prevenzione delle cadute dall’alto, riteniamo fondamentale tenere viva l’attenzione e chiedere modifiche che rafforzino concretamente la tutela dei lavoratori — prosegue Piccoli —. La Regione ascolti chi nei cantieri lavora e chi ogni giorno ne rappresenta i bisogni e le condizioni”.

“Per questo riteniamo di dover rafforzare il confronto con le Istituzioni anche attraverso la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori. Ecco perché abbiamo proposto un presidio sotto la Regione Lazio per la prossima settimana: per chiedere una legge giusta e certa che regolamenti il lavoro in quota e che prevenga le cadute dall’alto, tra le principali cause degli infortuni in cantiere. Il risultato ottenuto al Colosseo ci dice che la mobilitazione può cambiare le cose. Dobbiamo farlo prima che un’altra famiglia riceva la notizia che nessuno dovrebbe mai ricevere”.

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